ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE ANPI GALLARATE sez. “Attilio Colombo” del 11 Marzo 2018

ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE ANPI GALLARATE sez. “Attilio Colombo” del 11 Marzo 2018

Conclusa l’Assemblea ordinaria Annuale della sezione Anpi Gallarate “Attilio Colombo”, tenutasi nella sede della CUAC di Gallarate Domenica 11 Marzo 2018.

Qui di seguito l’o.d.g. della riunione:

  1. Saluto agli eventuali ospiti e convenuti;
  2. Nomina del Presidente dell’Assemblea;
  3. Relazione del Presidente; iniziative per il 73° Anniversario della Lotta di Liberazione;
  4. Parola agli eventuali ospiti e convenuti;
  5. Relazione del Tesoriere; Approvazione del bilancio della Sezione;
  6. Eventuali modifiche organismi dirigenti della Sezione; sostituzione/integrazione Collegio Revisori dei conti.

Buona e qualificata partecipazione di iscritti e ospiti.

Dopo i saluti del Presidente Mascella ai convenuti, questi trasmette il messaggio di auguri di buon lavoro di Renato Pastorelli, e quelli di Cinzia Colombo assente per malattia; propone quindi di procedere eleggendo il Presidente dell’Assemblea, individuato ed approvato in Guja Baldazzi, dando la parola agli ospiti presenti dopo la lettura della Relazione, e subito dopo la presentazione del Bilancio consuntivo 2017 della Sezione. Saluta altresì la Presidente del Comitato Prov.le Anpi Varese, Ester De Tomasi, ringraziandola della sua presenza.

La Relazione di Mascella:

Saluti vari agli ospiti e invitati. In particolare la Presidente del Comitato Provinciale Anpi Varese, Ester De Tomasi.

Care e cari compagni, amici, presenti tutti a questa nostra Assemblea Annuale,

credo doveroso affermare sin da subito un concetto fondamentale per Anpi, espresso da autorevoli membri del Nazionale, tanto più oggi necessario all’indomani dei risultati elettorali, e che qui di seguito ripropongo:

“Il dibattito in corso sulla recente dichiarazione della Presidente Nespolo rileva forzature, già viste, sull’identità e la missione dell’ANPI. Non siamo e non saremo mai nell’agone politico. Non siamo la risoluzione di depressioni e incapacità varie, ed è piuttosto penoso leggerle. Abbiamo doverosamente sottolineato il non ingresso in Parlamento di fascisti dichiarati e pericolosi per minacce e azioni concrete. E, come dichiarato dalla Presidente, resteremo naturalmente in campo, in particolare con la raccolta firme per l’appello Mai più fascismi, perché venga definitivamente impedita agibilità alle violente farneticazioni antidemocratiche di Casapound e Forza Nuova. E’ certo poi che il complessivo panorama sortito dalle elezioni ci interroga. E staremo, nei limiti statutari, sul pezzo. Nessuno si aspetti quindi prese di posizione apocalittiche, barricate, sulle possibili composizioni governative. Non è il nostro mestiere. Possiamo solo, e non è poco, magari entrasse nelle teste “militanti”, continuare a batterci, con un diffuso lavoro di educazione, per la piena applicazione della Costituzione, per il pieno stabilirsi nelle coscienze del suo profondo sentimento di civiltà.”

Andrea Liparoto.

Il testo della dichiarazione prima citata della Presidente Carla Nespolo è il seguente:

“Mi preme sottolineare, con immensa soddisfazione, man mano che i risultati elettorali si fanno più certi, l’irrilevanza di Forza Nuova e Casa Pound. L’Italia ha rivolto un sonoro NO a chi fa della prepotenza, della violenza e dell’inciviltà fascista il fondamento del proprio esistere e agire. Con i numeri ottenuti, questi partiti sono destinati a sciogliersi naturalmente, ma resta fermo l’impegno dell’ANPI e dei promotori dell’appello “Mai più fascismi” a far applicare la XII disposizione della Costituzione e le leggi Scelba e Mancino. L’antifascismo e il rispetto dei diritti civili e sociali saranno la cartina di tornasole per riconoscere l’effettivo orientamento democratico di qualunque futuro governo.”

Carla Nespolo.

Dai risultati elettorali possiamo affermare dunque con grande soddisfazione che fascisti e neonazisti sono stati ridotti ad entità indistinguibili sul piano percentuale, tali da non consentire loro l’ingresso in Parlamento, evento che sarebbe stato una vera e propria profanazione delle Istituzioni Antifasciste nate dalla Resistenza. Questo pericolo è stato perciò scongiurato. Ma la presenza diffusa dei rigurgiti neonazifascisti è un problema che si pone ugualmente, e non a caso 23 Organizzazioni democratiche tra Associazioni, Partiti, Sindacati ed altri hanno sottoscritto l’appello “Mai più fascismi”, che invitiamo a firmare anche adesso, per chi non l’avesse ancora fatto. La grande manifestazione legata a quell’appello, svoltasi a Roma il 24 Febbraio, alla quale anche Anpi Gallarate ha partecipato, con il concorso di centomila antifascisti e di tutte le Organizzazioni firmatarie dell’appello stesso, ha dato la misura della determinazione con la quale i cittadini democratici tutti, di qualunque orientamento politico e partitico antifascista, non intendono deflettere dalla difesa delle Istituzioni democratiche del Paese, e con esso, la convivenza civile disciplinata dalla Carta Costituzionale, di cui quest’anno ricorre il 70° dall’entrata in vigore.

Questa manifestazione, così partecipata e segnata dal tratto distintivo dell’unità, è stata preceduta da un’altra, che qui non vogliamo omettere, ma anzi ricordare (quella di Macerata del 10 Febbraio alla quale in un primo tempo l’Anpi Nazionale aveva aderito), per la mancata partecipazione dell’Anpi stessa a seguito di incomprensibili equivoci che si sono anche sovrapposti dando luogo ad una grave confusione. Il Comitato Direttivo di Anpi Gallarate ha emesso al proposito immediatamente un proprio comunicato che stigmatizzava lo spiacevolissimo accaduto, invitando le istanze superiori dell’Associazione a indirne un’altra nel più breve tempo possibile. E così è stato.

L’ultima nostra Assemblea Ordinaria risale giusto ad un anno fa, tenutasi il 26 Marzo del 2017, e celebrava (ma senza clamori), tra l’altro, la vittoria del NO al Referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016. Ciò che è accaduto dopo disertava nei fatti il significato politico complessivo di quel risultato, vanificandone i messaggi chiari che conteneva, e che si sono nuovamente manifestati con tutta la loro virulenza nei risultati elettorali del 4 Marzo.

Successivamente il nuovo Governo presieduto da Gentiloni portava a compimento la XVII legislatura, per arrivare appunto alle elezioni appena trascorse. Non sembra che dai risultati sarà facile far scaturire un governo solido e duraturo, e sarà compito delle forze politiche e soprattutto del Presidente della Repubblica (il cui recente appello alle responsabilità delle varie forze politiche in campo è apprezzabilissimo, prima ancora che doveroso) sciogliere questo intricatissimo nodo. L’Anpi apprezzerà ovviamente la composizione di un governo che sia espressione dei valori e principi tutti compresi nella Costituzione, auspicandone il dispiegamento e la sua completa attuazione.

L’attività della sezione di Gallarate si è sviluppata, nel corso dell’anno trascorso, secondo i canoni ad essa confacenti, tra commemorazioni, celebrazioni, presentazioni libri, interventi presso le scuole, elementari e superiori, in particolare con l’Ist. Giovanni Falcone di Gallarate, grazie all’impegno delle Insegnanti Baldazzi e Di Mineo, della loro Dirigente scolastica Marina Bianchi, che qui ringraziamo. Così come ringraziamo il Dirigente Scolastico Vito Ilacqua delle Elementari Padre Lega e la Prof.ssa Assunta Manna. E prossimamente, il 19 Aprile, abbiamo in programma un’altra iniziativa nell’Ist. Falcone, dove contiamo di riportare Ivonne Trebbi e tutta l’esperienza resistenziale di cui è stata protagonista.

Non intendo farne adesso un elenco dettagliato perché le attività dianzi esposte sono consultabili sul sito di Anpi Gallarate, con le relative foto, quando ci sono.

Mi preme invece sottolineare quanto invece sia esecrabile l’atteggiamento e le dichiarazioni pubbliche di alcuni rappresentanti delle Istituzioni, come la Sindaca di Gazzada Schianno, alla quale però il consiglio comunale ha praticamente rinnovato la fiducia nonostante il suo deprecabile comportamento nelle vesti appunto di Sindaco. Ed è inquietante che durante la seduta fossero presenti rappresentanti della famigerata banda neonazista dei Dodici Raggi.

Questo a stigmatizzare come sia stata data a queste organizzazioni, che inneggiano ormai a viso aperto al fascismo e nazismo con orgoglio, sempre più ampia possibilità di mostrarsi in pubblico, con le loro tetre simbologie ed i loro tristi riti. Non avevamo certo bisogno che dall’Alta Corte venisse loro un aiuto nel dichiarare che il braccio teso nel saluto romano è legittimo se manifestato in occasione di commemorazioni. Per tacere delle ricorrenti equiparazioni di comodo tra fascismo (vietato dalle leggi in questo Paese, prima fra tutte la stessa Costituzione) e comunismo, assillo quotidiano della destra che vuole governare: vi lascio immaginare come.

Bene dunque hanno fatto alcune Amministrazioni Comunali nell’approvazione di mozioni che vietino l’uso del territorio comunale di competenza per iniziative di chiaro stampo neonazifascista, come il caso del Comune di Varese e quello di altri Comuni che si apprestano ad uguali provvedimenti. Non così Luino, che per bocca del suo Sindaco, notariamente orientato alla destra più retriva, dichiara che non è più tempo per parlare di fascismo e antifascismo, ideologie superate e consegnate alla storia (con la s minuscola, in questo caso).

Pertanto, l’antifascismo non è ancora da consegnare alla Storia, come da taluni suggerito e da altri agognato: le evidenze dei rigurgiti di questo tristo passato con il quale l’Italia non ha mai veramente fatto i conti sono lì a dimostrarlo. Ma quando parliamo di fascismo non dobbiamo riferirci ai fez o alla marcia su Roma (che pure è stata comicamente riproposta): bensì a quanto accade nelle coscienze delle persone, nel loro comune sentire, nel bisogno di preservare la “razza bianca” (abbiamo dovuto ascoltare anche questo dalla bocca di chi si appresta a governare la Regione Lombardia) da indebiti inquinamenti dovuti all’immigrazione. Immigrazione che viene intesa come il problema dei problemi, fonte di ogni male, e che nella campagna elettorale appena trascorsa ha costituito il leit-motiv principale, trascurandone sostanzialmente altri di portata ben più grave (lavoro, diritti, il sistema fiscale, la redistribuzione della ricchezza, la povertà sempre più incombente, la forbice sociale che si allarga a dismisura ecc. ecc.).

Il problema che ci sta dinanzi, quindi, è soprattutto di tipo culturale. E i dati delle elezioni sono lì a dimostrarlo. Credo siano scomparse le categorie politico-filosofiche di riferimento di un tempo, ed è uno scenario completamente nuovo, dove la Sinistra intesa nella sua complessità è ridotta a lumicino, e dove emergono prepotenti i disvalori che proprio la Sinistra ha sempre combattuto.

Ma la Sinistra e la Destra esistono ancora, e pensare ad una loro sinterizzazione è pura follia.

Vi è chi afferma che le ideologie sono finite: e chi invece il contrario. Anzi: a molti appare inevitabile riconquistare il primato della politica rivitalizzando le ideologie, schiacciate sotto il peso di un economicismo che sembra prevalere su tutto. A noi sembra ritornare prepotente la domanda di leniniana memoria: “Che fare?”.

Così come non bisogna cedere alle sirene antieuropeiste, che contengono in sé i germi della propaganda lepenista, volta a distruggere un percorso difficile che ha reso però possibile il costituirsi di una entità sovranazionale alla quale in verità bisognerebbe concedere più poteri, proprio per evitare il diffondersi (come già accade) del sentimento antieuropeo, inteso oggi come Europa matrigna anziché madre. Ed in questo non a caso da più parti se ne chiede una revisione in termini democratici: la Grecia è lì a testimoniarne le devastanti conseguenze che una troika poco illuminata ha prodotto nella sopravvivenza dei suoi cittadini.

L’Anpi comunque c’è, ed è pronta sempre ad assolvere il suo ruolo, come illustrato nella premessa a questa relazione.

La sezione di Gallarate gode di buona salute in quanto ad iscritti, nonostante il via vai dovuto a diverse motivazioni: e riesce ad iscrivere nuovi antifascisti anche se non nei numeri che sempre mi auguro. Questi sono:

  • BALDINI SILVANA MARIA;
  • BERETTA MASSIMO;
  • CASOLA STELLA;
  • DI MINEO ANNITTA;
  • LONGO ANTONIO;
  • MARIN CRISTIAN;
  • PERI ROBERTO.

Ricordiamo anche coloro che nel corso del 2017 ci hanno lasciato:

  • LUCA DALL’ARA;
  • ANTONIETTA MENEGHINI;
  • GIORGIO ONGARINI.

A loro riserviamo il nostro commosso ricordo.

Al Dicembre del 2017 la Sezione contava 223 iscritti, e ad oggi quasi il 50% degli iscritti ha rinnovato la tessera: ma sono i dati relativi solo a quelli già in mio possesso. Mancano quelli dei collettori. Che spero concludano al più presto le loro raccolte. In definitiva, ho ragione di essere ottimista sul tesseramento: operazione fondamentale che va interpretata anche politicamente, e cioè come adesione ai valori che Anpi propugna.

Per finire con una metafora, mi sovviene la nave che naviga in acque procellose, con il suo comandante che si avvale del nostromo e dei nocchieri, e di tutta la ciurma i cui componenti hanno compiti ben definiti e indifferibili: solo così potranno superare la tempesta. Se uno solo dei componenti l’equipaggio viene meno ai suoi compiti, la nave è persa, e con essa l’equipaggio stesso e i passeggeri e/o le merci che trasportava.

Come sempre però, un pensiero, più in generale, va ai nostri Partigiani: uno per uno, quasi ogni giorno, se ne vanno, come recita una bellissima poesia di Ungaretti…”Soldati”: … “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

E ricordiamo dunque i Partigiani ancora viventi iscritti alla nostra Sezione: PIERO CARAFFA e VALTER FERRARI, ai quali va il saluto e l’abbraccio della nostra Assemblea.

A loro, alla loro dedizione e sacrificio, va il nostro eterno GRAZIE.

W la Resistenza, W la Costituzione, W l’Anpi!!!

Il Pres. Anpi Gallarate

Michele Mascella

Successivamente, tra gli ospiti presenti, sono intervenuti:

  • Carlo Naggi, Pres. ACLI Gallarate, che porta il saluto non formale della sua Organizzazione, evidenziando il bisogno di costruire sempre più contatti reali con la gente e i suoi bisogni, la necessità di lavoro culturale e di ripresa di un discorso politico complessivo indirizzato al risveglio delle coscienze da attuare in sinergia;
  • Davide Ferrari, Segretario cittadino Partito Democratico, afferma che ci accomuna il senso della difesa di una società aperta e tollerante, in una tendenza generale che si nutre di paure spesso indotte come il tema dell’immigrazione. Migrazioni non come emergenza. Sovraesposizione dei nazifascisti. Strumentalizzazioni di certa stampa intorno a queste ed altre problematiche. Crisi delle Istituzioni, in particolare quelle europee. Memoria come necessità di tramandare gli orrori del passato affinché non si ripetano. Deficit di protezione sociale, allungamento della forbice sociale tra ricchi e poveri: ribadire il valore della democrazia e della solidarietà; disponibilità ad essere tramite delle istanze di quelle forze non presenti in Consiglio Comunale;
  • Davide Frattini, portavoce di LeU, osserva come i giovani abbiano smesso di sognare, auspica una riflessione sul voto e sullo scadimento politico e culturale del Paese; si augura una Anpi sempre più protesa e militante nella ricostruzione ideale del Paese accanto alle istanze di rinnovamento;
  • Giuseppe Maffioli, Segretario cittadino Partito Comunista Italiano, esorta alle parole d’ordine dell’antifascismo e alla difesa della Costituzione e dei valori in essa contenuti, quelli di libertà e democrazia, e osserva come lo sdoganamento dei fascisti dipenda dai tentativi di modifica della Costituzione, che va difesa sempre.

 

Roberto Crusco, nella sua qualità di Tesoriere, legge il resoconto del Bilancio consuntivo 2017 che, messo ai voti, viene approvato all’unanimità.

Tra gli iscritti, sono poi intervenuti:

  • Giuseppe Gatti, che riferendosi ad un’inchiesta apparsa sul settimanale L’Espresso, denuncia l’occupazione abusiva ma tollerata dell’edificio a Roma da parte di Casa Pound, che ne fa il suo quartier generale nella sostanziale indifferenza delle Istituzioni; ne denuncia inoltre l’assoluta assenza nei piani catastali, e l’uso gratuito di tutti i consumi relativi alla struttura a cominciare dalla Giunta Alemanno che ne nascose, di fatto, l’esistenza: episodio che si collega a Mafia Capitale di Roma, come quella di Ostia;
  • Carlo Chinetti, in riferimento al caso della manifestazione di Macerata sottolinea il ripiego di Anpi su quella poi organizzata a Roma: agire l’antifascismo nel territorio, non solo su quello nazionale; chiede lumi sul sequestro immobili ai DO.RA.; informa sulla condanna del Sindaco di Affile relativamente alla vicenda del Mausoleo intitolato a Graziani; invoca un intervento per il cippo dedicato ad Angelo Pegoraro, richiedendone lo spostamento in altra sede più confacente, visto lo stato di degrado in cui è lasciato dagli stessi condomini del fabbricato che lo ospita; informa circa la situazione economica della Casa della Resistenza di Fondotoce (ove quest’anno sarà Relatrice Ufficiale Carla Nespolo) ed esorta ad una solidarietà concreta (abbonamento alla rivista edita dalla Casa, ecc.) verso l’Istituzione che è di tutti gli Antifascisti; invita per Sabato 17 a presenziare ad una iniziativa che si terrà nella Casa stessa (presentazione di un libro e concerto); esorta ad intensificare l’attività di informazione sulle battaglie antifasciste;
  • Osvaldo Bossi ritiene che il fascismo è già presente in Parlamento in quanto in seno all’interno dei Partiti che hanno vinto le elezioni: delusione elettorale; ruolo di Anpi con azioni legali quando opportune e possibili; non crede a questa Europa, e ne ravvede la necessità di cambiarne le regole che la governano (Ungheria, Polonia e Ucraina ne sono un esempio); chiede impegno all’Anpi in tal senso; propone di restaurare la bandiera della 181^ Brigata Garibaldi e il Presidente Mascella gli assegna il compito di farlo, compito che il Bossi accetta di adempiere.

Con quest’ultimo intervento il Pres. Mascella, prima di passare la parola a Ester De Tomasi, annuncia le dimissioni dal Comitato Direttivo dei compagni Salvatore Giardina e Gaia Angelo, già pervenute, e propone l’inserimento della compagna Maria Luisa Gatti: la proposta viene approvata all’unanimità con un corale applauso.

Ester De Tomasilegge dunque il suo intervento spaziando su altre considerazioni e riflessioni di cui diamo evidenza a seguire:

Buongiorno a tutti,

vi voglio salutare ricordando due date e due eventi che nel tempo mi hanno fatto più volte riflettere.

25 luglio 1943, la gente si riversò nelle strade festeggiando quella che, con la caduta del fascismo, credeva venisse decretata la fine della guerra: al tribunale di Varese, un oscuro aiutante di cancelleria” Piero Chiara”, chiuse il ritratto di Mussolini nella gabbia degli imputati, esponendolo alla derisione.

Piero Chiara rimediò una denuncia al Tribunale speciale e una condanna a 15 anni, che poi fortunatamente non scontò perché riuscì a rifugiarsi in Svizzera.

La festa era già finita, il vento della libertà ancora molto lontano con i fascisti e i tedeschi in casa.

8 settembre 1943, piazza Monte Grappa a Varese, una folla riunita ad ascoltare il proclama del maresciallo Badoglio che ufficialmente annunciava l’armistizio. Chi era entusiasta, chi felice ed esultava: la guerra è finita! Chi invece molto più realista, tra questi mio padre, era preoccupato, ascoltava perplesso ed aveva ragione di essere preoccupato, il periodo più duro e difficile aveva inizio con i partigiani a combattere e i civili a subire condanne, violenza, fame e sopraffazione.

Due date e due giorni particolari, avevano riacceso la speranza perduta per poi far ripiombare tutti nella più cupa disperazione.

I giovani avevano nutrito la speranza di vivere liberi, liberi dalla guerra ma immediatamente disillusi, si diedero alla macchia aggregandosi tra le fila dei partigiani.

Ragazzi giovani, pieni di vita, desiderosi di una vita semplice, una casa, una famiglia.

Tutto questo a molti di loro è stato negato, soffocato nel sangue e noi non possiamo permettere che tutto questo venga dimenticato.

Ogni anno l’Anpi c’è, è qui per ricordare a tutti cosa è stato il fascismo: fame, terrore, morte, morte violenta di poveri giovani e non più giovani.

L’Anpi ha aperto con l’anno nuovo, una pagina bianca, tutta da scrivere, siamo all’inizio di marzo e le nostre sezioni hanno già scritto molto, tra queste Gallarate e per questo le ringrazio.

L’Anpi vive dell’impegno costante, quotidiano di tutti noi, impegno non senza sacrifici e preoccupazioni.

Una schiera di giovani e non più giovani, validi, pronti ad assumersi le proprie responsabilità, sta riempiendo spazi imprevisti che si aprono in una società super tecnicizzata, ma che sta subendo una forte crisi di valori, di formazione, senza punti di riferimento in una politica confusa, impegnata in una corsa forsennata su una strada che sembra senza futuro.

In questa particolare situazione, l’Anpi rivendica per quanto le compete, un ruolo educativo, siamo trasmettitori di valori, siamo ponte diretto tra i nostri partigiani e le giovani generazioni.

Nel mese di gennaio, siamo stati portatori, nelle scuole di ogni ordine e grado, della memoria della deportazione.

Siamo stati parte attiva nell’accompagnare studenti nei campi di concentramento di Auschwitz- Birkenau.

Abbiamo occupato spazi imprevisti facendoci carico di commemorare il giorno del Ricordo e in questo modo togliere l’argomento a chi è di ideologia fascista.

Si rinnovano progetti, eventi e ricorrenze, dove noi saremo parte attiva.

Se vogliamo veramente contrastare questa nube nera fascista che si avvicina, ricordiamoci che apparteniamo ad un popolo che ha saputo alzare la testa e creare una grande Resistenza contro gli oppressori; anche noi sapremo rialzare la testa, non ci lasceremo sopraffare, il momento è apocalittico ma sapremo reagire e reagire vuol dire essere uniti, uniti dai nostri ideali, reagire vuol dire creare coesione, evitare lo scontro.

Prendiamo in prestito e rendiamo attive le parole di Papa Francesco che sono state in questa campagna elettorale inascoltate quando dice: ACCOGLIERE, PROTEGGERE, PROMUOVERE E INTEGRARE e aggiunge, ciò di cui abbiamo bisogno è una solidarietà universale.

Ester Maria De Tomasi

Gallarate 11 marzo 2018

Fuori testo, la De Tomasi informa delle azioni intraprese come Anpi Provinciale nel contrasto al nazifascismo dei DO.RA., e come si attendano le risoluzioni del Tribunale di Varese per eventualmente costituirsi in parte civile nel procedimento in corso; rammenta alcune date importanti come la Commemorazione del San Martino che avverrà il 10 Giugno p.v., alla quale è stata invitata Carla Nespolo; tratta del problema del Lavoro, del ruolo di Anpi e della necessità di formazione per i suoi Dirigenti; traccia le attività fin qui svolte dall’Associazione anche in funzione di lievito per l’unità della Sinistra; legge un passo di Pasolini su “Il valore della sconfitta”; informa della collaborazione in corso con lo storico Franco Giannantoni nella pubblicazione di libretti inerenti la storia del territorio provinciale, e fa dono al Sen. Giuseppe Gatti di due libri e di alcuni altri alla Sezione di Gallarate.


L’Assemblea, esauriti compiti ed argomenti all’o.d.g., si chiude alle ore 12.30.

Il Verbale della riunione è stato redatto da Guja Baldazzi.

 

p.s.: per le foto, clicca qui

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