Discorso celebrativo del 25 Aprile di Lorenzo Guenzani per il Comune di Gallarate

Discorso celebrativo del 25 Aprile di Lorenzo Guenzani per il Comune di Gallarate

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’orazione del geom. Lorenzo Guenzani, incentrata sugli eventi gallaratesi che accompagnarono la riconquista della libertà dopo i vent’anni di dittatura fascista…


Personalmente questo è un 25 aprile ben diverso…
In primo luogo perché, dopo anni di partecipazione alle celebrazioni fin
dall’infanzia, quest’anno sono stato invitato dall’Amministrazione Comunale a
rivolgere a Voi un pensiero in questo 81° Anniversario della Liberazione in qualità
di componente della Comunità di Gallarate attivo da quasi trent’anni in una
associazione culturale radicata sul territorio.
In secondo luogo, tale invito mi è stato affidato in un periodo, l’attuale, non certo
facile e nel quale gli avvenimenti che si susseguono a livello internazionale non
rendono un quadro certamente roseo per il futuro.
La festa della Liberazione è inoltre argomento particolarmente complesso e…
malgrado gli ormai oltre ottant’anni da quel lontano 25 aprile 1945, i fatti anteposti
e successivi a tale data ci hanno coinvolto e ci coinvolgono ancora nella vita di
tutti i giorni.
Basti pensare all’ordinamento istituzionale conformatosi in seguito agli
avvenimenti della primavera del ’45.
Inoltre il 25 Aprile per Gallarate è particolare se si considerano i fatti che allora
scandirono il susseguirsi di quella storica giornata.
Fu innanzitutto non un evento violento od un particolare blitz che contribuì a
rompere gli indugi, in seguito a quanto stava già avvenendo a Busto e Legnano, e
a far anticipare l’azione d’insurrezione generale di circa un’ora e mezza…
fu una protesta molto chiassosa degli operai dell’operazione Todt davanti la
Municipio di Gallarate.
Inizialmente l’obiettivo principale restava, per le diverse realtà partigiane, la
principale sede locale del regime situata nel Palazzo del Littorio, attuale palazzo
Minoletti.
Ed in rapida sequenza seguirono tutti gli altri obiettivi strategici per il controllo
completo del territorio comunale … stazione ferroviaria, casello dell’autostrada
controllato dai tedeschi, Istituto Sacro Cuore, comando tedesco a Villa Maino,
Municipio cittadino e palazzo del Broletto.
Un senso, se vogliamo, di riappropriazione della città e volontà di delinearne i
destini, da parte della popolazione, per mezzo dell’organizzazione partigiana;
riappropriazione che era venuta meno alla popolazione nei precedenti vent’anni di
dittatura.
Richiamando quanto pronunciò il professore ed amico Dott. Giuseppe Armocida,
su questo stesso palco esattamente due anni fa,
“ il 25 aprile ci riuniamo non solo per un momento celebrativo, ma nella speranza
che non ci tocchino più i drammi e le tragedie di allora”.

Il 25 Aprile rappresenta il superamento di vent’anni di accantonamento delle
libertà e della democrazia.
Basti pensare ai primi anni 20’, con l’assalto e la devastazione da parte dei fascisti
del Teatro del Popolo dopo appena un anno di attività. Simbolo del disprezzo
fascista verso forme di divulgazione culturale.

La retata in casa del politico gallaratese, originario di Crenna, Francesco Buffoni,
futuro senatore della repubblica nonché membro della Costituente, eseguito per
opera di squadristi, alla presenza di moglie e figli. Simbolo del disprezzo fascista
nei confronti di altre ideologie politiche.
L’occupazione dell’ufficio dell’allora sindaco di Gallarate, Campi Paolo, costretto
all’allontanamento forzato. Simbolo del disprezzo fascista verso l’ordine
democraticamente prescelto.
E poi il referendum farsa del 1929 durante il quale, come raccontavano i nostri
nonni, il voto era apposto sotto il controllo vigile di un fascista; simbolo del
disprezzo fascista verso ogni forma di scelta democratica.
Questi brevi e sintetici esempi non esaustivi sono resi senza ovviamente ricordare
le numerose violenze, privazioni, arresti, omicidi nei confronti di tutto ciò che non
era allineato al regime ed ai suoi dettami.

Sorge quindi il dovere di domandarci, ad ottantun anni di distanza quale sia il
nostro ruolo ora in seguito a tutto ciò?
Quali approcci siano doverosi affinché i diritti conquistati non vengano calpestati
o ridotti a semplici dati di fatto discutibili.
Mi permetto però non di dare una soluzione ma di far un pensiero parallelo
finalizzato a concretizzare quella lungimiranza necessaria affinché la festa della
liberazione non rischi di diventare con il passare del tempo, piano piano un giorno
ricordato e celebrato attivamente da un numero sempre minore di persone, a causa
del lento appannamento nella memoria collettiva della gente.

Quella lungimiranza che abbiamo come esempio da un noto esponente di una
storica famiglia gallaratese, Ettore Ponti; Senatore del Regno;
in uno studio da lui pubblicato ed intitolato “La Guerra dei Popoli e la futura
Confederazione Europea”, riuscì a prevedere, per il periodo storico 1935-1960, la
formazione di una confederazione o comunque unione di Stati Europei.
La pubblicazione porta l’anno 1915.

Sembra ormai consolidata la consapevolezza da parte delle numerose realtà
associative e culturali gallaratesi, ciascuna attiva nei propri rispettivi scopi
statutari, di rivolgere l’attenzione verso i più giovani.

I più giovani. Conseguentemente le scuole anche…
Quelle stesse scuole che durante il ventennio fascista furono violate
dall’indottrinamento dei giovani, cercando di costituire fin dalla più tenera età,
fedeli sudditi a servizio del regime fascista.
Scuole che durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, e durante la
successiva lotta di resistenza, anche qui a Gallarate dovettero subire le limitazioni
generate dallo stato bellico e dall’occupazione nazista, con trasformazioni degli
ambienti didattici adattandoli nelle più disparate destinazioni d’uso,
alcuni in depositi militari, ospedali, rifugi antiaerei, fino a vere e proprie
occupazioni come il caso delle scuole femminili sottratte dai tedeschi fino alla
metà del marzo 1945, o il caso dell’Istituto professionale di piazza Giovine Italia,

entro le cui mura si consumò, sul finire dell’aprile 1945, l’atto conclusivo
dell’aeronautica repubblichina.
Caso limite, sempre l’Istituto professionale, che dovette addirittura condividere,
anche questo stesso giorno di 81 anni fa, gli spazi di Palazzo Minoletti (allora
palazzo del Littorio), con la Brigata Nera, protagonista di molteplici efferatezze
nei confronti di nostri allora concittadini e non solo.

Credo inoltre, e qui aggiungo il mio pensiero personale, sia altrettanto
indispensabile avvicinare i giovani anche ai principi dell’associazionismo al fine
di creare quella base divulgativa che sarà il tramite per le successive generazioni
I nostri enti associativi del resto, fondati sui principi di democraticità interna, sono
anch’essi il frutto della lotta che 81 anni fa ci ha permesso di costruire una società
libera.
L’aprirsi ai giovani certo…. Ma anche aumentare quella necessaria sinergia tra le
varie realtà associative è forse la chiave affinché il nostro passato possa ancor più
venir divulgato e permettere, attraverso la consapevolezza della nostra storia, con
le sue luci ed anche le sue ombre, di creare menti attive, operose, volenterose nella
società volte al bene di tutti.

E per concludere
Innanzitutto un omaggio e pensiero particolare alle donne ricorrendo quest’anno,
per l’Italia, l’ottantesimo anniversario del primo voto a suffragio universale, che
per Gallarate, contrariamente a quanto si pensi, non coincide con il 02 giugno,
bensì con le elezioni comunali avute luogo sul finire del marzo del ’46… quasi a
significare quella riappropriazione della città e delle sue sorti che ho richiamato
nel corso dell’intervento. Alla Giunta nominata dal Comitato di Liberazione
Nazionale, con Luigi Fabbrini Sindaco, seguì un’Amministrazione socialista sotto
la guida del Sindaco Francesco Buffoni.
Allo stesso tempo rivolgo un messaggio alle ragazze ed ai ragazzi…un messaggio
breve, scontato e ripetitivo, ma per me non lo è mai abbastanza.
Parlate con i testimoni. Siate aperti a raccogliere le loro esperienze passate, per
molti di essi ben impresse nella loro memoria.
Io personalmente ho avuto la possibilità, in adolescenza di incontrare ancora coloro
che parteciparono attivamente alla Resistenza
Oggi quei testimoni allora erano perlopiù bambini e ragazzi ma il loro ricordo è
comunque importante ed insostituibile.
E’ la nostra storia…

Buona Festa della Liberazione.
Lorenzo Guenzani

Condividi questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *