DOMENICA 14 GENNAIO 2023 – COMMEMORAZIONE ANGELO PEGORARO

DOMENICA 14 GENNAIO 2023 – COMMEMORAZIONE ANGELO PEGORARO

ANGELO PEGORARO

(1926 – 1945)

Tenendo fede ad una tradizione pluriennale mai venuta meno, che affonda le sue radici nella Resistenza partigiana e nella lotta per la Libertà al nemico nazifascista, anche quest’anno l’ANPI di Gallarate celebra il martirio di un giovane antifascista, barbaramente assassinato il 16 Gennaio del 1945 da una losca pattuglia di repubblichini a caccia di renitenti la leva per il famigerato esercito della RSI, in obbedienza all’altrettanto famigerato “Bando del Duce” emesso dallo stesso capo del fascismo, nelle intenzioni di impoverire le fila della Resistenza che sempre più numerose minacciavano il potere del regime già agonizzante.

In ossequio a quel sacrificio, e per rimarcare la missione istituzionale dell’Anpi a difesa della Democrazia e della Libertà duramente conquistate,

DOMENICA 14 GENNAIO 2024

ALLE ORE 11.00

 

ANPI GALLARATE si raccoglierà intorno al cippo che ricorda il tragico evento, rinnovando silenziosamente i valori di Libertà, Pace e Democrazia che sono alla base della convivenza civile, disciplinati ed esaltati nella Carta Costituzionale, alla cui nascita anche il sacrificio di ANGELO PEGORARO contribuì nella forma più alta.

E oggi, nella piena recrudescenza di un fascismo evidente che rialza la testa, non possiamo che trarne ancora la lezione di sempre: la PACE come baluardo della barbarie, l’Antifascismo come veicolo dei valori che hanno guidato i combattenti per la LIBERTA’ e la DEMOCRAZIA.

Aspettiamo quindi tutti i cittadini democratici, le Istituzioni, le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni, i Partiti a rinnovare l’impegno antifascista per NON DIMENTICARE.

La cerimonia si svolgerà in via Pegoraro 51, nei pressi della Chiesa di Cascinetta.

E come tutti gli anni, durante la cerimonia, verrà deposto un omaggio floreale a cura di Anpi Gallarate.

Gallarate, 8 Gennaio 2024

Il Presidente Anpi Gallarate

M. Mascella

Le Istituzioni cittadine, le forze politiche democratiche, le Associazioni, i cittadini tutti sono invitati a partecipare.

Con buona partecipazione di iscritti Anpi Gallarate e di cittadini, si è svolta la Commemorazione di Angelo Pegoraro.

Alla breve introduzione del Pres. Mascella, è seguita la prolusione di Carlo Chinetti, membro del Direttivo, che qui riportiamo integralmente:

La battaglia intorno a Suno

Gli scontri iniziarono nella serata del 13, ma la vera battaglia divampò il 14: i partigiani della brigata “Loss” avevano deciso di resistere e avevano piazzato sul campanile una mitragliatrice pesante Saint-Etienne.

La mattina i nazifascisti si avvicinano man mano, forti del predominio in termini numerici, oltre che di munizioni per le armi. In tarda mattinata entrano nelle prime case del paese, bastano poche decine di metri per arrivare nella piazza, da cui spara la mitraglia partigiana (secondo alcune fonti la manovra Angelo Pegoraro, che sarebbe caduto un mese dopo a Gallarate). Questione di minuti, scontro ravvicinato:

“Ma il mitragliere non scendeva, aveva ancora 50 colpi la vecchia mitraglia e tutti dovevano aspettare che quel diavolo scendesse dal campanile per ritirarsi, mentre già da mezz’ora il nemico era in paese. Persino le campane fatte bersaglio delle mitragliatrici autotrasportate, tintinnavano, ma la nostra mitragliatrice rispondeva sempre: ancora 20 colpi, un’ultima raffica, e poi un fugone attraverso le vigne. È mezzogiorno”

Lo spirito che animò questi giovani è da ricordare.

Innanzi tutto perché è dal loro sacrificio che è nata la Costituzione italiana, fondamento principale della convivenza sociale del popolo italiano.

E poi una scelta nata dall’oggettività della situazione: farsi ammazzare sui fronti di guerra senza arte ne parte o per l’RSI, oppure decidere di darsi alla macchia, fuggire in svizzera, o aggregarsi alle nascenti formazioni partigiane.

Ma perché un popolo deve arrivare a questo per assumere determinazioni gravi e a volte irreversibili come la morte in combattimento come partigiano o nei lager o in guerra ?

Questo è un insegnamento anche per la nostra situazione attuale italiana europea e mondiale.

Il disfacimento progressivo della convivialità e delle relazioni umane attente ai bisogni di tutti, porta inevitabilmente a conflittualità regressive della società e propedeutiche a soluzioni autoritarie. Tali soluzioni rafforzano le posizioni di privilegio di chi lo è già in questa condizione, mentre si aggravano le condizioni di chi ha sempre meno. Pertanto assistiamo da un lato a ingenti profitti degli istituti finanziari e delle grandi multinazionali che operano ovunque senza alcun onere e rispetto dei territori e lavoratori di qualsiasi sito, mentre le condizioni di chi lavora peggiorano senza sicurezza operativa negli ambienti di lavoro e sottopagati. Dall’altra ancora sempre più risorse economiche sono destinate agli armamenti, e come dice qualcuno, quando le armi ci sono prima o poi vengono usate. Questa situazione sono i prodromi di un fascismo a piccoli passi.

E’ necessario trovare urgentemente gli antidoti a questa condizione innanzi tutto creando le condizioni perché le persone abbiano a confrontarsi tra loro, comprendendo le ragioni degli uni e degli altri, individuando comuni obbiettivi e battendosi per essi.

E’ necessario in sostanza ritornare ai valori fondanti della nostra Costituzione e pretendere la sua integrale applicazione, senza propositi di scorciatoie con cosiddette riforme che hanno solo l’obbiettivo di allontanare ulteriormente il “popolo sovrano” dalla stanza dei bottoni.

Questo è ciò che dobbiamo fare a mio avviso e questo è quanto ci insegna la Storia Partigiana.

Armiamoci prima di iniziativa politica e sociale, perché non si giunga alle estreme conseguenze già vissute dai nostri padri.

Viva la Costituzione, Viva i Partigiani.

Carlo Chinetti

 

Francesco Larghi, parente della vittima, ha portato i suoi saluti e letto una lettera che riguarda Angelo Pegoraro.

Il Pres. Mascella ha chiuso la manifestazione con una breve riflessione:

“Angelo Pegoraro. Vent’anni interrotti tragicamente da un volgare manipolo di assassini autorizzati.

Angelo Pegoraro e tutti gli altri. E la lista è lunghissima.

Ovvero, la Resistenza concreta, esercitata, vissuta, partecipata, combattuta fino all’estremo sacrificio. La consapevolezza di una scelta che avrebbe potuto, come poi è avvenuto, essere fatale.

Responsabilità, dedizione, sacrificio: sentimenti forse talmente impliciti in quei ragazzi che li ponevano alla base delle loro attività, non curandosi degli effetti tragici che avrebbero potuto avere.

Ma l’amore per la Libertà li sovrastava tutti, e ne faceva scomparire i pericoli insiti: era la guerra per la Liberazione del Paese da una lunga tirannia responsabile di centinaia di migliaia di morti innocenti e la lotta alla prepotenza, all’arroganza, alle vessazioni, alle rapine autorizzate da un potere che tutto poteva, fuorché prevedere quella breve ma intensa stagione che si chiamò Resistenza.

Fare parallelismi oggi con quanto accaduto ieri è forse oltraggiare la Memoria di quegli Eroi che fronteggiarono non le chat o i talk show, ma i mitra e le armi del nemico giurato: il Fascismo.

Eppure, una riflessione su quanto oggi accade, e non solo nel nostro Paese, è doverosa e inevitabile: i fatti di questi giorni, per citarne uno solo come esempio, l’adunata di Acca Larentia (che si ripete sostanzialmente indisturbata da decenni), devono indurci a non abbassare mai la guardia, e a ricordarci come l’Italia i conti con il proprio passato non li ha mai fatti veramente, come invece è stato fatto in altri Paesi.

Ai giovani quindi il compito ardito di vigilare affinché ciò che è stato non si ripeta, all’insegna della Democrazia e del Diritto dei Popoli alla propria emancipazione e all’affrancamento di sudditanze che da troppo tempo soffocano il libero agire del Paese, spesso costretto a risoluzioni che non gli sono proprie.

L’abbraccio ad Angelo Pegoraro sia dunque corale, rivolto a tutti coloro che si sono battuti, si battono e si batteranno per la Libertà.”

M. Mascella

 

 

 

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