Commemorazione Luciano Zaro – Domenica 25 Novembre 2018

Commemorazione Luciano Zaro – Domenica 25 Novembre 2018

Si è svolta la breve ma intensa cerimonia per la Commemorazione del Martire Partigiano Luciano Zaro, alla presenza di numerosi cittadini e dell’Amm. Comunale di Gallarate, rappresentata dal Presidente del Consiglio Comunale Donato Lozito, che qui ringraziamo per la sua partecipazione non formale all’evento.

Il Pres. di Anpi Gallarate Mascella, nella sua breve introduzione, dopo aver ringraziato i presenti tutti, Istituzionali e semplici cittadini, ha stigmatizzato come la ricorrenza coincida con la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne, sottolineandone la terribile attualità che oggi simbolicamente viene rappresentata dalla giovanissima Silvia Romano, sequestrata da ignoti criminali, e di cui ci si augura al più presto il ritorno tra di noi. Violenza generalizzata che esplode anche sui social con attacchi dai toni feroci ed irripetibili verso una volontaria che cerca di portare conforto a popolazioni in gravi situazioni di difficoltà.

Ha dunque invitato il Pres. Lozito ad un saluto, che si è articolato su vari temi, a cominciare dalla meritoria opera di Memoria Resistenziale che l’Anpi conduce, e soffermandosi sui suoi significati storici, legandoli alla Costituzione Repubblicana; si è altresì espresso in considerazioni condivisibili sui fatti relativi al rapimento e sequestro di Silvia Romano, riconoscendo il grande valore umano e sociale del suo impegno.

 

Mascella ha ringraziato il Pres. Lozito per le giuste e belle parole pronunciate, e ha dato la parola all’Oratrice Ufficiale della Commemorazione, la giovane iscritta all’Anpi Gallarate e consigliera comunale Anna Zambon, di cui qui di seguito si riporta il discorso integrale:

 

LUCIANO ZARO

24 novembre 1944, 24 novembre 2018.

Sono passati 74 anni, da quel giorno. 74 anni di guerre, di pace, ancora di guerre e di pace. 74 anni fatti di tutto: di paure, di amore, di cambiamenti, di sbagli, di passi in avanti, di passi indietro.

Oggi siamo qui, 74 anni dopo quell’assurdo, doloroso, incomprensibile 24 novembre, in cui un ragazzo come me è stato ucciso, a casa sua, davanti alla sua mamma. In un veloce istante, per volere e per colpa di un periodo storico che non risparmiava nessuno, è stata spezzato il filo della vita di un ragazzo della mia età.

Non voglio imprimere di retorica questo discorso, voglio ricordare Luciano Zaro come eroe del suo tempo ed eroe del nostro tempo.

Desidero così porre delle domande:

Cosa succede nel mondo oggigiorno?

Come giovane, come donna, di 21 anni, esprimo la preoccupazione di quello che ci circonda: un mondo sempre più diviso tra ricchi e poveri, un mondo fatto ancora di troppe guerre e ingiustizie, sociali ed economiche.

Un mondo in cui l’individualismo diventa sempre di più uno “stile di vita”, una società che ti dice “pensa a te stesso e vivrai a lungo”! una società caratterizzata da una disaffezione alla politica ma nello stesso tempo fatta di una politica sempre più populista, che ti convince del fatto che accogliere sia un disvalore e che bisogna rinchiudersi in quegli stessi muri in cui credevano le persone contro cui Luciano Zaro aveva preso posizione.

Cosa possiamo fare noi?

Ricordare. Ricordare cosa hanno fatto e cosa hanno messo in gioco le generazioni prima di noi e partire, rimboccarsi le maniche, prendere posizione, non restare a guardare, dire la nostra. Bisogna affrontare nel proprio piccolo ciò che non ci va bene e che non condividiamo: crediamo nella pace? crediamo nel valore dell’accoglienza? Crediamo nei valori del dialogo, del confronto, del rispetto?

Crediamo a tutto questo? E allora ognuno faccia la sua parte con gli strumenti che ha, come ha fatto Luciano Zaro.

Cosa diciamo oggi a te Luciano soprattutto noi giovani?

Io sono una ragazza nata nel 1997, che nel 2018 è qui per ringraziarti. Grazie, perché hai voluto e saputo scegliere con coraggio, in un momento in cui scegliere era difficilissimo. Hai scelto, nell’ardore dell’essere giovane, nonostante le paure e i rischi. Perché essere giovani non significa non avere paura, si ha una paura atroce. Eppure tu hai scelto, e questo ha fatto di te un esempio da seguire. Chissà che sogni e progetti avevi, che futuro ti immaginavi. Non hai potuto continuare a vivere qui, ma hai vissuto nei tuoi famigliari e nelle persone che hanno avuto modo di conoscere te e la tua storia.

Continui a vivere nei tuoi coetanei, oggi, anche se sono diversi da te: magari si vestono diversamente, vivono diversamente, hanno i cellulari, usano la macchina, viaggiano solo con la carta d’identità in tutta Europa. Quell’Europa che anche tu, con la tua vita, da Gallarate, hai contribuito a rendere libera.

Grazie Luciano, davvero per tutto. Perché chi sceglie è eroe dal momento in cui dice sì, e sa vivere a pieno il proprio tempo. Ora e sempre, resistenza.

Anna Zambon

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