Commemorazione LUCIANO ZARO 2021

Commemorazione LUCIANO ZARO 2021

LUCIANO ZARO

(22 Luglio 1924 – 24 Novembre 1944)

 

L’ ANPI di Gallarate, nella ricorrenza dell’assassinio di Luciano Zaro, appuntamento divenuto momento tradizionale di mesta ma rinnovata riflessione, auspica che nel nome del Martire e di tutti coloro che al pari furono vittime della violenza nazifascista, si celebri anche la speranza di una nuova stagione di Pace, così duramente messa alla prova dagli avvenimenti nazionali ed internazionali, con una sempre più preoccupante recrudescenza di manifestazioni inneggianti a quelle ideologie ormai manifestamente nazifasciste (talvolta tollerate, quando non incoraggiate e/o promosse da talune Istituzioni) che si richiamano a quell’oscuro passato che nessuno si augura possa ritornare.

Il giovane Zaro rispose pacatamente ai pressanti, minacciosi interrogatori, affermando che nella sua casa non vi erano armi di nessun genere: nonostante ciò, e nonostante in effetti non furono ritrovate armi, il Maresciallo Crosta ne ordinava comunque l’arresto, intimandogli di seguirlo in caserma. Il ragazzo, visti inutili i suoi argomenti di difesa, si apprestò quindi ad indossare un capo di vestiario che lo proteggesse dal freddo, e mentre ciò faceva, il Crosta, con inaudita ed inutile ferocia, lo freddava proditoriamente con una serie di colpi di pistola, dinnanzi alla madre sgomenta ed impietrita dall’orrore. Luciano Zaro fu assassinato la sera del 24 Novembre 1944, nella propria abitazione nella frazione di Arnate in Gallarate, mentre era assieme alla madre: alcuni tristi figuri della Brigata Nera agli ordini del famigerato Maresciallo Crosta, con il pretesto di cercare armi nascoste dai partigiani, fecero irruzione nella casa.

Dopo aver messo a soqquadro la casa alla vana ricerca di armi, non trovando nulla, la squadraccia fascista abbandonò il luogo dell’efferato delitto, lasciando dietro di sé un morto ed una madre nella disperazione.

Verso la fine del ’44 la 127^ Brigata Garibaldi S.A.P., alle dirette dipendenze del C.L.N. (Comitato Liberazione Nazionale) di Gallarate, divenne la 181^ Brigata “Luciano Zaro”, in memoria del ragazzo così barbaramente trucidato.

L’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ne affida la memoria alle generazioni attuali e future, nel convincimento che il sangue innocente versato sia da esempio affinché la barbarie vissuta non abbia mai più a ripetersi. L’orazione ufficiale sarà a cura di Nicol Lovazzano, del Direttivo di Anpi Gallarate.

Domenica 28 Novembre 2021, alle ore 12.00,

l’Anpi, insieme ai familiari del Martire, deporrà una corona di alloro sulla lapide che ne ricorda il sacrificio, in via Garegnani a Gallarate, prospiciente p.zza Luciano Zaro.

Le Istituzioni cittadine, le forze politiche democratiche, le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni, i cittadini tutti sono invitati a partecipare.

 

Gallarate, 20 Novembre 2021

p. Anpi Gallarate

M. Mascella

 

 

L’evento si è svolto in una timida luminosa mattinata, introdotto da una breve presentazione del Pres. di Anpi Gallarate Michele Mascella che, dopo i saluti non formali ed i ringraziamenti agli intervenuti, in particolare al Vice Sindaco della Città di Gallarate Rocco Longobardi, ha invitato quest’ultimo a portare i suoi saluti che riportiamo qui di seguito:

Luciano morto a vent’anni.

Ucciso davanti alla madre che non ha potuto far niente per difenderlo.

Questa immagine da padre non riesce ad abbandonarmi perchè mi mette davanti allo strazio.

Lo strazio di un genitore che si vede uccidere davanti agli occhi in manera vigliacca un figlio.

Luciano, ragazzo di pace, ucciso da un gruppo di violenti vigliacchi.

Perché più ci rifletto più non riesco a trovare un altro temine che ieri come oggi si avvicini al termine violento se non vigliacco.

Vigliaccheria non solo come viltà paura a non seguire la strada del più forte, di chi nel momento appare vincente costi quello che costi MA vigliacco anche chi usa la sopraffazione nei confronti dell’altro la prepotenza nei confronti dell’altro nella certezza di restare impunito.

Violenza fisica, violenza verbale, violenza che cavalca un malessere e che anziché fermarsi a riflettere su come creare con il dialogo situazioni di pace e di tolleranza preferisce agire sulla “pancia” delle persone che vivono talvolta un disagio dovuto a motivi diversi per trarre vantaggi anche con la forza e la violenza.

Ogni volta che si commemora un fatto tragico o anche una conquista si fa riferimento alla necessità di non dimenticare per non ripetere gli stessi errori ma poi ci guardiamo intorno e non possiamo non vedere in tante situazioni i germi di una possibile recrudescenza di buio già vissuto.

Non ho la bacchetta magica e mi rendo conto che anche queste mie riflessioni sparse nate dall’immagine che mi si ripete nella mente di una madre che è costretta impotente ad assistere al sacrificio di un figlio ragazzo solo perchè uomo di pace di libertà e di giustizia restino appunto parole.

E allora forse mi dico che davanti a quei soprusi che ancora oggi si ripetono dovremmo indignarci di più.

Dovremmo avere sempre la forza di prendere posizioni contro i violenti e i vigliacchi.

Dovremmo iniziare a pensare non a IO ma a NOI nel senso più ampio del termine.

Nel rispetto del dialogo pacifico e non urlato ma anche e soprattutto nel saper prendere le distanze con forza da chi minimizza situazioni e avvenimenti di violenza e sopraffazione e lavorare per imparare tutti a non essere vigliacchi.

Luciano è stato uno degli esempi che in qualche modo ci ha lasciato questa testimonianza ed era un ragazzo.

Credo che chiunque sia una persona degna di questo nome non possa che fare altrettanto.

Rocco Longobardi.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ intervenuta poi per un breve e commosso saluto la nipote del Martire, Luciana Zaro, che abbiamo salutato con calore per le sue brevi ma toccanti parole di ringraziamento all’Anpi che ripropone il ricordo di Luciano anche con la presenza di giovani come era lui quando fu assassinato.

Successivamente, ha preso la parola Nicol Alejandra Lovazzano, giovane componente del rinnovato Direttivo di Anpi Gallarate, per la sua orazione ufficiale che di seguito riproduciamo per intero:

ORAZIONE UFFICIALE ANPI GALLARATE

NICOL ALEJANDRA LOVAZZANO

 

Ringrazio a nome dell’Anpi le autorità comunali intervenute e tutti/tutte voi .

E ringrazio l’Anpi stessa che mi ha affidato il compito di ricordare, davanti alla sua casa, Luciano Zaro.

Era la sera del 24 novembre 1944, faceva freddo e mancava un mese a Natale. Nel Paese era in corso la guerra civile tra chi ancora sosteneva il fascismo e i partigiani. Luciano aveva solo vent’anni ma aveva capito da che parte stare, per questo, con coraggio, si era unito al gruppo “Rizzato” messo sotto osservazione dai repubblichini.

Alcuni giorni prima erano venuti per portarlo via dopo che l’amico Enrico, arrestato dai fascisti della brigata “nera”, aveva confessato i nomi dei suoi compagni.

Luciano era riuscito più volte a salvarsi scappando da una porta posteriore dell’abitazione.

Quella sera era in casa con la mamma e non pensò a un tranello quando sentì la voce dell’amico che lo chiamava minacciato dai fascisti.

 

Si fidò e aprì la porta.

Sull’uscio c’erano i fascisti della brigata nera, al comando del maresciallo Crosta, che fecero irruzione nella casa con l’intento di trovare le armi.

Madre e figlio furono interrogati e minacciati, la casa venne messa a soqquadro, ma le armi non saltarono fuori.

Il maresciallo intimò al ragazzo di seguirlo al comando. Faceva freddo e Luciano si voltò per prendere il cappotto.

Fu allora che Crosta lo colpì con violenza inaudita e lo freddò davanti alla Madre impietrita dal terrore.

Un mese dopo la sua morte il Comitato Liberazione Nazionale di Gallarate diede il nome Luciano Zaro alla brigata Garibaldi che operava in città.

Cinque mesi dopo grazie al sacrificio di tanti altri giovani il Paese veniva liberato e nel 1948 la Costituzione trasformava l’Italia in un paese LIBERO E DEMOCRATICO.

Finalmente gli Italiani potevano contare.

Sono passati più di settant’anni da quella tragica sera che non vogliamo dimenticare perché siamo certi che senza la memoria non c’è futuro.

Ed è proprio traendo esempio dalla storia che dobbiamo vigilare affinché il sacrificio delle nostre sorelle e dei nostri fratelli non venga sprecato e nessuna minaccia sia sottovalutata.

Oggi, purtroppo, circolano ancora ideologie che poco hanno a che fare con i valori della costituzione. Per questo, l’ANPI, ha deciso di rompere il silenzio richiedendo al Governo lo scioglimento di Forza Nuova.

Ricordiamo infatti che il Parlamento ha approvato due mozioni che chiedevano di valutarne la chiusura, ma il Governo non ha preso decisioni.

L’Anpi è sempre pronta a vigilare perché ogni deriva sia fermata.

Vorrei congedarmi nel ricordo della madre di Luciano Zaro a cui dedico una breve poesia di Gianni Rodari.

 

La madre del partigiano

(Gianni Rodari)

Sulla neve bianca bianca

c’è una macchia color vermiglio;

è il sangue, il sangue di mio figlio,

morto per la libertà.

Quando il sole la neve scioglie

un fiore rosso vedi spuntare:

o tu che passi, non lo strappare,

è il fiore della libertà.

Quando scesero i partigiani

a liberare le nostre case,

sui monti azzurri mio figlio rimase

a far la guardia alla libertà.

 

Gallarate, 28 Novembre 2021

Nicol Alejandra Lovazzano

 

 

 

 

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