VI CONGRESSO PROVINCIALE ANPI VARESE – 30 GENNAIO 2022 – CARNAGO
In occasione del 6° Congresso di Anpi Provinciale Varese, svoltosi a Carnago nella cornice di Villa Bregana, posto qui di seguito il mio intervento:
INTERVENTO MICHELE MASCELLA AL 6°
CONGRESSO PROVINCIALE ANPI VARESE
Care compagne, cari compagni,
dichiaro subito la mia personale approvazione del “Documento per il XVII Congresso Nazionale ANPI”, che apprezzo e condivido nella sua interezza, e che sarà ulteriormente impreziosito dagli emendamenti che eventualmente saranno approvati ed inviati al Nazionale, tra cui quelli proposti dal Congresso di Sezione di ANPI Gallarate, ove fossero ammessi da questa nostra assise.
La sua stesura, e la sua formulazione in “capitoletti”, hanno consentito a chi ha partecipato attivamente ai lavori una visione per così dire “panoramica” delle maggiori questioni che interessano il Paese, non disdegnando una lettura anche europea dei fatti nostrani, che non possono essere certamente disgiunti dalle problematiche di più ampio respiro come quelle dell’Europa.
E la sua formulazione, come si evince chiaramente dalla escussione dei temi trattati nei capitoletti, almeno nella mia interpretazione, è simile per molti aspetti a quella della Costituzione Italiana, e questo è certamente motivo di grande soddisfazione e di convinta adesione al Documento, che non tradisce pertanto i principi ed i valori connessi alla Carta fondamentale del nostro vivere comune, civile e solidale, e che da essi, anzi, trae pertanto ispirazione.
I Congressi, in particolare quelli che si celebrano alle scadenze statutarie, scandiscono la vita delle Associazioni, dei Partiti, di tutte le Organizzazioni democratiche che si rifanno ai dettami costituzionali e, nel nostro caso, soprattutto alla pratica dell’Antifascismo e Antirazzismo, e alla difesa e diffusione dei valori e principi insiti nella Carta Costituzionale, definendone la vocazione e la missione.
L’Anpi ha questa vocazione e questa missione per definizione e naturale evoluzione, fin dalla sua fondazione, nel giugno del 1944. E per guardare avanti bisogna saper volgere lo sguardo al passato non per reiterarlo, ma per coglierne gli aspetti storicamente significativi e trarne gli insegnamenti per il futuro.
Il Comitato Provinciale di Anpi Varese, attraverso l’azione del suo gruppo dirigente, ha tenuto fede in questi anni a queste indicazioni generali, che ci vengono d’altronde da quelle nazionali, protese a salvaguardare gli interessi etici e morali più complessivi dell’Organizzazione nel suo insieme: e lo ha fatto rispettando i dettami statutari e regolamentari che non ammettono deroghe in nessun caso, da qualsiasi parte provengano. Salvaguardando così la preziosa autonomia dell’Associazione, che non può né deve essere soggetta e piegata a interessi di parte che a volte affiorano anche in modo evidente e imbarazzante. Se così non fosse il ruolo ed il prestigio di Anpi rimarrebbero seriamente compromessi e messi in discussione. Tutto ciò risulta evidente nel Documento Nazionale in un apposito capitolo che ne fa un’accuratissima disamina, e che non a caso appare alla fine del Documento stesso, a suggello di tutti i precedenti.
Ma l’autonomia dell’Anpi non è solo quella dalle altre Organizzazioni: va difesa e propugnata anche l’autonomia delle singole Sezioni nella loro operatività, nel solco ovviamente del rispetto della missione generale di Anpi. Questa autonomia è un bene prezioso, quando giustamente interpretata e vissuta, quando è normalmente frequentata: ogni indebita incursione è foriera di danni che possono rivelarsi irreparabili e con grave nocumento per l’intera Associazione. L’Anpi è una sola, e non sono ammessi surrogati di alcun tipo.
Quanto sopra è l’esatto contrario dell’isolamento; e prova ne sia la collaborazione sempre più stretta con altre Organizzazioni di diversa natura, come ad esempio, per citare l’ultima, con il FORUM DELLE ASSOCIAZIONI ANTIFASCISTE E DELLA RESISTENZA sul Contributo per la Conferenza sul futuro dell’Europa, sottoscritto tra ANPI – AICVAS – ANED – ANEI – ANFIM – ANPPIA – ANRP – FIAP – FIVL: non a caso al primo punto di questo contributo è posta la richiesta che la Conferenza sul futuro dell’Europa inserisca nel Trattato sull’UE la specifica dichiarazione “L’Unione Europea è fondata sui valori della Resistenza Europea al fascismo e al nazismo”.
O, ancora, come l’appello del 1° dicembre dello scorso anno UNIAMOCI PER SALVARE L’ITALIA “per sciogliere subito le organizzazioni neofasciste”, diretto alla Presidenza del Consiglio e sottoscritto da ben 29 tra Associazioni, Partiti e Sindacati.
L’Anpi c’è, e c’è nella sua dimensione nazionale, provinciale, sezionale con le numerosissime iniziative che si sono svolte e si svolgono tuttora, per quel che ci riguarda, sull’intera estensione provinciale.
Tra queste, nei giorni scorsi, se ne sono svolte molte incentrate sul GIORNO DELLA MEMORIA, anche in quei Comuni a maggioranza di centro destra, che su questo tema però non si sono tirati indietro ed hanno collaborato, ad esempio, nella posa delle PIETRE D’INCIAMPO; è il caso, tra gli altri, di Gallarate, che finalmente avrà le sue tre PIETRE dedicate a tre cittadini vittime dello sterminio nazista: Clara Pirani Cardosi, Lotte Froelich Mazzucchelli (entrambe per la colpa di essere ebree) e Vittorio Arconti, comunista e sindacalista della Ercole Comerio. Ed è per noi, ovviamente, motivo di orgoglio essere riusciti (insieme alla Associazione Mazziniana di Gallarate) ad ottenere il riconoscimento e il patrocinio del Comune di Gallarate. E’ IN PROGRAMMA, nei prossimi giorni, LA PRESENTAZIONE DELLE PIETRE all’intero Consiglio Comunale. Cosa che non era niente affatto scontata, come potete ben immaginare.
Ma i relativi successi della nostra azione non devono distrarci dal rilevare come l’offensiva delle destre estreme (e anche istituzionali) nel Paese sia forte e determinata nell’obiettivo di sconvolgere i già precari equilibri politici alla base della grande confusione istituzionale che da tempo ci affligge: ne è un esempio la paventata “autonomia differenziata” che altro non è, se pur abilmente camuffata, un ennesimo tentativo di stravolgere gli assetti costituzionali dello Stato, e quindi, ancora una volta, l’aggressione alla Costituzione ed alla sua ispirazione antifascista. Oggetto, questo, di un apposito ordine del giorno del Comitato Nazionale del 27 Ottobre scorso. Tutti i cittadini sinceramente democratici sono chiamati a sventare questo ennesimo attacco alla nostra Carta, che non dimentichiamolo mai, è frutto della Resistenza, dei suoi Eroi, e della cittadinanza che in varie forme partecipò alla Lotta di Liberazione pagando prezzi altissimi e smisurati, con un numero esorbitante di eccidi che solo la scoperta dell’Armadio della vergogna, nel 1994, rese finalmente pubblici ad opera del giornalista, scomparso nel 2014, Franco Giustolisi.
I venti di guerra che soffiano pericolosamente ai confini tra Ucraina e Russia sembrano negli ultimi giorni sopirsi, con il favore di una forte azione diplomatica che è l’unica soluzione possibile per preservare la Pace: ma non possiamo tacere del fatto che queste crisi sono ricorrenti, ed hanno lo scopo di allargare sempre più l’influenza statunitense ai confini dell’ex Unione Sovietica, fatto certamente inaccettabile dalla attuale Russia. Bene, quindi, il comunicato della Segreteria Nazionale che invita tutti gli attori ad una seria offensiva diplomatica che scongiuri il precipitare degli eventi, che sarebbero disastrosi e forieri di nuove incontrollabili guerre che, per forza di cose, coinvolgerebbero l’intera Europa: Europa che con il suo Parlamento, insieme al nostro governo nazionale, ha il dovere di intervenire sulla questione, assumendo il ruolo di protagonista e non di portatore d’acqua di voleri altrui.
E il Documento Nazionale, sul quale siamo chiamati a discutere, rileva quanto i populismi abbiano attecchito anche nell’Unione, violando, come nel caso di Ungheria e Polonia, alcuni capisaldi del Trattato dell’Unione stessa: il riferimento alla tutela della dignità della persona, ai valori della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, allo stato di diritto e al rispetto dei diritti umani è esplicito e senza possibilità di fraintendimenti. E io aggiungo quello della parità di genere, spesso dimenticata e posta in secondo ordine.
Ho trovato inoltre molto puntuale e interessante il passo del Capitolo, nella seconda parte, l’Anpi e la sfida del presente, relativo alla natura stessa dell’Associazione, dove si afferma con determinazione come
“L’Anpi, in sostanza, come tutte le formazioni sociali, è un soggetto politico, ma mentre tutti i Partiti sono soggetti politici, non tutti i soggetti politici sono Partiti. L’Anpi non era, non è e non sarà mai un Partito, né può essere oggetto di alcuna speculazione partitica, perché la sua forza morale, ideale e pratica deriva dalla sua natura di “associazione che unisce”, che non è portatrice di una ideologia specifica, che è di parte sì, ma dalla parte della Costituzione. Questo non vuol dire rifiutare i Partiti o diffidarne pregiudizialmente, vuol dire invece avere a mente i diversi ruoli delle comunità organizzate che strutturano e danno anima al funzionamento della democrazia italiana.”
Per quanto mi concerne, questa affermazione è definitiva, e colloca l’Anpi nella sfera di una totale e piena autonomia da parte di chicchessia, affermazione che sottoscrivo interamente.
Per finire, e non rendere prolisso questo mio intervento, mi corre l’obbligo di segnalare un altro aspetto importante, sottolineato nel Documento, che al sottoscritto appare fondamentale per la tenuta dell’intera Organizzazione: quello delle “Regole dell’Anpi”, oggetto anche questo di un apposito capitoletto. Nel quale si ribadiscono in forma chiara alcuni concetti statutariamente fondamentali che di seguito ripropongo:
“Qualsiasi comunità piccola o grande si organizza in base a un sistema di regole. Le regole dell’Anpi sono fissate nello Statuto e nel Regolamento. Tali regole vanno sempre interpretate in modo rigoroso, al fine di una migliore efficacia dell’attività complessiva dell’Associazione. Tale esigenza vale a maggior ragione oggi, davanti ad una forte offensiva delle destre estreme e all’insidiosa iniziativa culturale revisionista tesa a colpire la memoria e la funzione della Resistenza nella storia d’Italia.”
In modo esplicito, dunque, mi riferisco nello specifico, alla tendenza, con inopportune scorciatoie, a mettere in atto, in alcune realtà associative che ci riguardano, meccanismi tesi ad ignorare e surclassare dette regole, con danni gravissimi che possono essere letali per l’Associazione (come ho già prima affermato). Ed è bene che chi di dovere (gli organi nazionali innanzitutto) osservino attentamente tali fenomeni e anziché favorirli intervenga per stroncarli sul nascere. L’Anpi non è una organizzazione anarchica e, pur concedendo a tutte la Sezioni la necessaria autonomia (ne ho parlato in precedenza), deve rimanere una e indivisibile. Pena la sua rapida estinzione. Le fughe in avanti isolate, il mancato rispetto delle regole, sono segno di disprezzo non tollerabile che vanificano qualsiasi composizione unitaria. Il Comitato Nazionale ha il dovere di intervenire laddove si verifichino queste condizioni, dopo avere analizzato con serietà e profonda analisi i casi che si presentassero alla disamina, evitando di parteggiare per chicchessia.
Niente è lasciato al caso, come dimostra la chiusa del Documento, sulla quale vale la pena riflettere:
“… Da questo punto di vista è assolutamente necessario che i gruppi dirigenti locali controllino il dibattito sui social, e che chi segue le pagine Anpi dia prova di senso di responsabilità, distinguendo sempre fra le sue legittime ma personali opinioni e il punto di vista dell’Associazione. Analoga attenzione va prestata agli altri media ed in particolare alla stampa locale, evitando accuratamente di esternare le problematiche interne all’associazione. L’insieme di queste cautele rinvia al punto d) dell’art. 2 dello Statuto, che recita: “Tutelare l’onore e il nome partigiano contro ogni forma di vilipendio e di speculazione”.”
Il Documento Nazionale non è un Trattato, e va considerato una esemplare sintesi di tutti i temi di cui si occupa: quindi si affida alla nostra valutazione per eventualmente arricchirlo e renderlo così strumento operativo per tutta l’Anpi, dalle Alpi alle Piramidi…
In quanto ai nostri Partigiani, di cui ci onoriamo essere gli eredi, dedico loro un celebre verso di Dante, che si attaglia perfettamente alla loro battaglia e, per quelli di loro che persero la vita, al senso che diedero alla loro esistenza:
Libertà va cercando ch’è sì cara,
come sa chi per essa vita rifiuta
Grazie della pazienza.
W l’Anpi
W la Resistenza
W i Partigiani
W l’Antifascismo
W l’Italia.
Michele Mascella
Varese, 30 Gennaio 2022
p.s.: durante i lavori del Congresso, non è stato possibile leggere per intero l’intervento per i tempi contingentati in tre minuti: ne ho fatto dunque dal vivo una estrema incompleta sintesi, per cui sopra il testo integrale che mi è stato richiesto da più congressisti.
p.s.: per le foto, clicca qui
Comments (2)
Ottimo intervento: completo nei temi trattati e autorevole nel tono, con tutti gli opportuni richiami al rispetto delle regole, che in ogni associazione sono imprescindibili, ma in ANPI sono vitali. È del tutto evidente che qualsiasi azione di prepotenza, di arbitrario esercizio di “potere” che esuli da un rigoroso rispetto delle regole, confligge con il concetto stesso di DEMOCRAZIA.
La coerenza dei comportamenti degli iscritti ANPI è vitale per poter comunicare ai giovani i valori che sostiene.
Condivido in modo particolare il forte richiamo alla “serietà” a tutti i livelli dei dirigenti ANPI.
“In modo esplicito, dunque, mi riferisco nello specifico, alla tendenza, con inopportune scorciatoie, a mettere in atto, in alcune realtà associative che ci riguardano, meccanismi tesi ad ignorare e surclassare dette regole, con danni gravissimi che possono essere letali per l’Associazione (come ho già prima affermato). Ed è bene che chi di dovere (gli organi nazionali innanzitutto) osservi attentamente tali fenomeni e anziché favorirli intervenga per stroncarli sul nascere.
Bravo Presidente, questo significa parlare chiaro e in modo autorevole!
Buon lavoro per ANPI!
Carolina
Grazie, Carolina: troppo buona!!!