| Controreplica |
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| Scritto da Administrator |
| Sabato 19 Luglio 2008 08:55 |
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Egr. Direttore, intanto La ringrazio per l’ospitalità concessa alla mia del 10 c.m. ma solo ieri 23 pubblicata sulle colonne della Rubrica “Lettere al Direttore”: mi consenta però una nota (se posso) in ordine alle date delle pubblicazioni di cui trattasi. Per farlo, è necessaria una stringata sintesi dei fatti.In data 8 giugno c.a., Lei ospitava una quindicina di righe dei Giovani dell’ Anpi Gallarate, nelle quali essi esprimevano solidarietà per le recenti vili azioni compiute da non ben identificati personaggi in varie zone del Paese, compresa la nostra Provincia. Il giorno seguente, 9 Giugno c.a., con encomiabile ed invidiabile puntualità, veniva pubblicata, sempre sulle stesse colonne della sua Rubrica, quella che io chiamo una gentile “reprimenda” a carico dei Giovani summenzionati, redatta dal Dr. C.M. Passarotti. Le circostanze, i toni, i contenuti della reprimenda del Nostro (non si offenda, il Dr. Passarotti, ma la sintassi e lo Zingarelli me lo consentono), mi costringevano alla replica che Lei decideva di pubblicare appunto in data 23, così estrapolandola da un contesto che avrebbe meritato tempi più brevi per dar modo al Lettore di meglio intendere la polemica (perché di polemica, ahimè, si tratta) in corso. Ma il sottoscritto comprende benissimo le esigenze editoriali e di composizione (il proto ne ha ben d’onde) di fronte alle quali un giornale spesso si trova nel far “quadrare” il bilancio di una pagina: quello che meno mi riesce di comprendere è la scelta dei tempi accurata per la pubblicazione delle repliche del Dr. Passarotti, come si evince dalla sua ultima, in data 24 c.m., assolutamente tempestiva. Al di là delle sterili polemiche, Egr. Direttore, vorrei con questa mia assicurarle che non è mio costume alimentarle a dismisura, per cui non risponderò oltre al Nostro, che è libero di esternare le sue opinioni in tutti gli spazi che creda opportuni: per quanto mi concerne, ho il dovere di precisare che l’incarico cui ho l’onore e l’onere di attendere, quello di Presidente dell’ Anpi, presume in esso stesso l’assunzione di responsabilità politiche, morali, etiche dalle quali non posso differire né prescindere quando, impropriamente, si dicono/scrivono riflessioni non condivisibili. Come lo sono quelle del Nostro Autore, inopportune, incongruenti, fuori luogo e prive di qualsiasi fondamento storico. Lo devo ai quasi duecento iscritti (di tutte le variegate sensibilità socio-politiche) che rappresento, ed all’indotto moltiplicato di amici, sostenitori, simpatizzanti che l’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia vanta di avere. E mi riferisco alla sola sezione di Gallarate. Questa è la ragione (e non in virtù di altisonanti investiture) per cui quando scrivo in nome dell’ Anpi, mi firmo, appunto, Il Presidente dell’ Anpi.Quando volessi dimenticare il ruolo che ho assunto verrei meno al mio mandato e, per dirla con un linguaggio appropriato anche per il mondo dell’informazione, alla “deontologia” di merito: ciò non esclude, ovviamente, la libertà di ognuno di “esternare” in nome proprio le proprie opinioni, anche quando sono espresse in vesti “pastorali”, più consone in verità agli uomini di chiesa che di ciò hanno fatto e fanno la loro missione di vita. La ringrazio e mi perdoni se l’ho tediata. Il Presidente dell’ Anpi Gallarate M. Mascella 24 Giugno 2008
La suddetta controreplica non risulta essere stata pubblicata da "La Provincia".
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| Ultimo aggiornamento Martedì 29 Luglio 2008 17:52 |


