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ANPI GALLARATE
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Martedì 21 Ottobre 2008 16:56 |
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Cassano Magnago, 26 Ottobre. Manifestazione in ricordo di Mauro Venegoni. Si terrà domenica 26 ottobre alle 10,30 a Cassano Magnago la tradizionale commemorazione dell’anniversario dell’uccisione del partigiano Mauro Venegoni, Medaglia d’Oro al valor militare alla memoria, organizzata dalle Amministrazioni comunali e dalle Sezioni ANPI di Legnano, Busto Arsizio e Cassano Magnago. Dopo il corteo prenderanno la parola, accanto al cippo che sorge sul luogo dove il corpo di Mauro Venegoni fu gettato dai suoi aguzzini, l’assessore del Comune di Legnano Maurizio Cozzi e il presidene della Fondazione Di Vittorio, Carlo Ghezzi. Breve profilo di Mauro Venegoni. Nato a Legnano (Milano) il 4 ottobre 1903, trucidato dalle camicie nere a Busto Arsizio (Varese) il 31 ottobre 1944, operaio, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Di famiglia operaia, entra in fabbrica come apprendista a 12 anni. Nel 1917, ad appena 15 anni, aderisce con il fratello Carlo, di un anno più grande, alla gioventù socialista e nel '21 è tra i fondatori del PCdI. In prima fila nella lotta antifascista, è ripetutamente e ferocemente perseguitato dai fascisti che lo sottopongono a ripetuti, violenti pestaggi. Nel 1923 si trasferisce a Milano e lavora alla Caproni. Nel 1924 ha lunghe frequentazioni con Antonio Gramsci, e scrive diverse "Corrispondenze operaie" per l'Unità. Membro del Comitato sindacale nazionale comunista, è più volte fermato e arrestato dalle forze di polizia; alla fine del 1926 i Carabinieri di Legnano lo propongono per il confino, ma la richiesta cade perché nel 1927 è incarcerato con il fratello minore Pierino e con altri comunisti legnanesi. Dopo 15 mesi di detenzione preventiva è deferito al Tribunale Speciale, dove è assolto per insufficienza di prove per merito del fratello Carlo che si è assunto ogni responsabilità nell’organizzazione comunista del suo paese. Nel 1929 espatria a Parigi, dove lavora come operaio alla Citroën. Nel 1930 viene inviato dal Centro comunista di Parigi alla scuola leninista di Mosca, dove matura un solido orientamento anti-stalinista. Ritornato anticipatamente in Francia, è inviato diverse volte in missione in Italia. Nel maggio 1932 viene arrestato a Villa San Giovanni, dove cercava di riorganizzare la CGIL, e condannato dal Tribunale Speciale a cinque anni di reclusione, che sconta quasi interamente a Civitavecchia.
L'11 giugno 1940 (il giorno successivo all'entrata in guerra dell'Italia) è arrestato e internato nel campo di concentramento fascista di Istonio Marina (l'attuale Vasto, in provincia di Chieti), dove è costretto a una vita di privazioni. A Istonio organizza subito un comitato clandestino di resistenza. Scoperto, è trasferito in punizione alle Tremiti, dove per le sue posizioni antistaliniste è radiato dal collettivo del partito. Liberato dal campo di concentramento delle Tremiti solo alla fine di agosto 1943, si impegna immediatamente insieme ai fratelli Carlo, Pierino e Guido nelle lotte operaie nell'Alto Milanese e dopo 1'8 settembre organizza e dirige il movimento sappista prima nella Valle Olona e poi nel Vimercatese conquistandosi un enorme prestigio popolare. Quando il gruppo dei fratelli Venegoni, organizzato attorno al giornale Il Lavoratore, decide di sciogliersi e di rientrare nel Partito Comunista, solo Mauro ne è tenuto fuori, per via dei vecchi dissidi sorti alle Tremiti.
Catturato casualmente dai fascisti a Busto Arsizio, viene selvaggiamente torturato e infine assassinato il 31 ottobre 1944. Il suo corpo è gettato in un campo a Cassano Magnano (Varese) – dove oggi sorge un cippo commemorativo – e quindi sepolto in tutta fretta dalle autorità fasciste. La salma è riesumata nell'ottobre 1945 e portato tra due immense ali di folla al cimitero di Legnano, per essere sepolto nel campo dei caduti partigiani.
Nel dopoguerra a Mauro Venegoni è stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria con questa motivazione: “Ardente patriota, era tra i primi a costituire le formazioni partigiane nella sua zona partecipando con esse per oltre un anno a numerosi combattimenti, sempre distinguendosi per capacità e coraggio. Catturato veniva sottoposto alle più atroci torture, ma nulla rivelava che potesse tradire i commilitoni e la Resistenza. La sua indomabile fede non veniva scossa nemmeno allorché il nemico ne straziava barbaramente il volto ed il corpo, accecandolo prima e poi uccidendolo. Luminoso esempio di sublime sacrificio e di ardente amor di Patria”.
Nel dopoguerra a Mauro Venegoni sono state intitolate diverse vie a Legnano, Varese, Busto Arsizio, e in altri Comuni della zona. Portano il suo nome anche alcune Sezioni dell’ANPI. Nel 2002 la Camera del Lavoro di Legnano è stata dedicata ai fratelli Venegoni. L’opera di Mauro Venegoni e dei suoi fratelli è stata illustrata in un sito Internet e in diverse pubblicazioni. La più recente è Legnano e la Resistenza, a cura di Luigi Marinoni e Vittoriano Ferioli, edito nel 2006 dal Comune di Legnano. Medaglia d'oro al valor militare «Ardente patriota era tra i primi a costituire le formazioni partigiane nella sua zona partecipando con esse per oltre un anno a numerosi combattimenti sempre distinguendosi per capacità e coraggio. Catturato, veniva sottoposto alle più atroci torture ma nulla rivelava che potesse tradire i commilitoni e la Resistenza. La sua indomabile fede non veniva scossa nemmeno allorché il nemico ne straziava barbaramente il volto ed il corpo, accecandolo prima e poi uccidendolo. Luminoso esempio di sublime sacrificio e di ardente amor di Patria. Valle Olona - Busto Arsizio, 8 settembre 1943 - 31 ottobre 1944.» Legnano, 31 marzo 1972 E’ tradizione ormai consolidata che l’ Anpi di Gallarate partecipi con una sua delegazione alla consueta commemorazione.
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Ultimo aggiornamento Martedì 21 Ottobre 2008 18:18 |
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