Festa della Resistenza 2013

banner-FR13-anpiGiunti alla sesta edizione della Festa della Resistenza, Anpi provinciale Varese decide di puntare tutto su libertà, lavoro e Costituzione. Convinti che non possa esserci libertà laddove manchi il lavoro, inauguriamo la festa ripartendo dagli Scioperi del Marzo ‘43, quegli stessi scioperi che hanno dato inizio alla Lotta di Liberazione, di cui quest’anno si celebra il 70esimo

anniversario.

Un filo rosso collega quegli scioperi alla nostra Carta Costituzionale, in mezzo c’è tutta la libertà che ancora dobbiamo conquistare, tutti i diritti che

dobbiamo difendere, oggi più di ieri.

Di libertà e di lavoro, di libertà nel lavoro ne parleremo con Carlo Ghezzi, Mohamed Ba e Susanna Camusso. Non dimentichiamo la strada percorsa, la nostra, e quella degli altri, per questo vogliamo volgere lo sguardo al Cile degli anni ‘70, alla feroce dittatura di Pinochet e a coloro che si sono opposti, che hanno resistito, e conquistato la libertà.

Non dimentichiamo i partigiani di ieri, ma neanche quelli di oggi: ci saranno uomini e donne che hanno imbracciato le armi 70 anni fa, e ci saranno uomini e donne che disarmati, resistono e combattono ogni giorno per un mondo migliore.

Non dimentichiamo Vittorio Arrigoni, Bruna Bianchi, Bruna Brambilla, Enzo Clerici, Stefano Ferrario, ma quest’anno la Festa è interamente dedicata a Laura Prati, al suo impegno di sindaca, di donna, di partigiana.

Dall’antifascismo alla legalità, passando per lavoro, libertà, giustizia sociale, storie vere ma anche molte occasioni di svago: buona musica antifascista con i 99 Posse e Tonino Carotone, laboratori di pizzica e giocoleria, cineforum, mostre, ma soprattutto incontri, dibattiti, discussioni, parole ed emozioni.

LAURA PRATI – PARTIGIANA D’OGGI

Laura Prati, sindaca di Cardano al Campo

Così la ricorderemo.

La ricorderemo per questo anno in cui si è adoperata, con la giunta e il consiglio comunale, per il bene della città di Cardano. Fino a morirne, ingiustamente.

La ricorderemo nella sua attività istituzionale degli anni passati, risoluta nel promuovere la cultura, il diritto all’istruzione, le pari opportunità.

La ricorderemo nel suo impegno per una città accogliente capace di riconoscere ai bambini figli di genitori stranieri nati in Italia quei diritti di cittadinanza che il Parlamento tarda ad affrontare.

La ricorderemo nelle lotte per la laicità, per il diritto delle donne a scegliere e ad autodeterminarsi, contro ogni abuso e violenza.

La ricorderemo a difesa dei beni comuni, dell’acqua pubblica. A difesa del territorio e della nostra bella brughiera che la terza pista di Malpensa vuole cancellare. A difesa della necessità di tenere insieme il diritto alla salute e il diritto al lavoro.

La ricorderemo mentre tesseva instancabilmente reti con associazioni, cittadini e cittadine, partiti della sinistra. Con la forza di trovare nelle diversità e nel confronto elementi di arricchimento anziché di divisione.

La ricorderemo nelle sconfitte. La ricorderemo nelle vittorie. Soprattutto la ricorderemo col suo sorriso, la sua caparbietà, la sua determinazione (anche a essere nominata al femminile), il suo infaticabile agire per costruire una società migliore.

Laura era una partigiana, nel senso più pieno e contemporaneo del termine. Aveva deciso di non stare alla finestra a guardare, aveva deciso di scegliere. Ha scelto la solidarietà, l’etica, la cultura, ha scelto i deboli, le donne, ha scelto i giovani, ha scelto la legalità. Assurdo nel ricco nord del 2013, Laura è morta perché ha scelto ancora una volta la legalità, l’etica pubblica, la meritocrazia. Laura è morta da partigiana perché ha vissuto da partigiana. Laura Prati credeva in ciò che faceva, e le promesse erano impegni da realizzare, erano progetti in cui investire tutte le energie. Le donne, la comunità, i giovani, la solidarietà verso i più deboli, poveri, migranti, non sono state parole vuote, ma obiettivi di governo. Laura Prati è un esempio per tutte quelle donne che non si arrendono ai soliti cliché, che credono convintamente che le donne possono essere madri, mogli, e cittadine attive. Un esempio luminoso per tutte quelle donne che sanno di poter cambiare il mondo, sanno di poter fare la differenza.
Laura Prati vive in ognuna di queste donne, vivrà ogni qualvolta sarà affermato il loro valore, la loro forza, ma soprattutto la loro dolcezza.

La ricorderemo. Ci prendiamo questo impegno. E non ci accontenteremo di una semplice ricorrenza. La ricorderemo ogni giorno, nella quotidianità del nostro agire lavorativo, sociale, politico. Proseguendo quel cambiamento che Laura ha percorso per tutta la sua vita. E che continuerà a percorrere con noi, viva all’interno dei nostri cuori e dei nostri pensieri.

E allora grazie Laura.

E, Ciao, Bella ciao!

www.festadellaresistenza.com

facebook

twitter

flickr

 

Lascia un commento

I campi con * sono obbligatori