comunicati

Conclusa l’Assemblea Ordinaria Annuale 2019 di Anpi Gallarate

Conclusa l’Assemblea Ordinaria Annuale 2019 di Anpi Gallarate, con una sufficiente presenza degli iscritti e la partecipazione di Carlo Naggi, Pres. Acli Gallarate (che qui ringraziamo), Massimo Ceriani per il Comitato Provinciale di Anpi Varese e di Roberto Cenati, V. Pres. Vicario di Anpi Lombardia. Eletto Presidente dell’Assemblea, all’unanimità,  Sergio Trentanni.

Dopo i saluti rivolti agli ospiti e convenuti, il Pres. Mascella legge la Relazione, che di seguito si ripropone:

 

ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE ANPI GALLARATE

RELAZIONE PRESIDENTE DI SEZIONE MICHELE MASCELLA

DOMENICA 31 MARZO 2019

Saluti vari agli ospiti e invitati. In particolare il V.Presidente Vicario di Anpi Lombardia e Presidente del Comitato Provinciale Anpi Milano, Roberto Cenati.

Care e cari compagni, amici, presenti tutti a questa nostra Assemblea Annuale,

la mia relazione sarà volutamente breve, per dar modo a chi voglia di intervenire e portare così il proprio contributo di idee ed eventualmente di proposte operative, nonché per lasciare più ampio spazio al nostro graditissimo ospite, Roberto Cenati, che ci parlerà dall’osservatorio più ampio dell’Anpi Lombardia.

Inevitabile pertanto citare l’ultima nostra Assemblea, tenutasi giusto un anno fa, l’11 Marzo, a immediato ridosso delle elezioni politiche che hanno visto un mutamento oserei dire genetico delle preferenze degli elettori, consegnando così il Paese ad una allora improbabile coalizione che si formò difficoltosamente qualche mese dopo. E che ancora, pur tra molte frizioni al suo interno, lo governa praticamente indisturbata; con un segno chiaro ed inconfutabile che permea tutta l’azione di governo: l’estremismo xenofobo, razzista ed antieuropeo purtroppo comune anche ad altre realtà nazionali europee. Il tutto sotto l’egida di un nuovo lessico, compendiato nella parola “sovranismo” di cui i maggiori rappresentanti di questa coalizione fanno sfoggio e propaganda. Superfluo citare le conferme giunte dalle recenti consultazioni regionali, dove la Lega segna un gradimento inaspettato, soprattutto nelle regioni del Sud, da sempre bistrattato proprio da alcune di quelle forze politiche che oggi si vedono premiate.

Tralascio le analisi che occuperebbero spazio ben più ampio che non la nostra Assemblea, più interessata per statuto ad occuparsi di Costituzione, della sua applicazione nella vita sociale di ogni giorno e quindi del suo rispetto. Tutte opzioni puntualmente disattese ed anzi spinte all’esasperazione ed allo svuotamento, nei fatti, dei dettami che ne infirmano i significati e le attese. Prova ne sia l’ostinazione con la quale il Ministro dell’Interno persegue i migranti (di qualsiasi tipo) ed altre realtà scomode che da sempre abitano il Paese, come le etnie Rom, Sinte, ed in generale il nomadismo anche quando questo si è stabilmente trasformato in permanenza stanziale.

La città di Gallarate non è sfuggita a questa logica perversa, perseguita con accanimento (peraltro costosissimo ed a carico dei cittadini tutti) nei confronti di una comunità di cittadini gallaratesi di etnia Sinta, da sempre presente nel territorio, e la cui esistenza è venuta alla luce solo per i fatti che l’Amministrazione Comunale ha messo in atto, con sgomberi coatti il primo dei quali in pieno inverno, in dispregio di qualsiasi forma di umanità e solidarietà, sentimenti e principi, questi, che permeano la nostra Costituzione. Ed in nome dei quali l’Anpi di Gallarate ha deciso di aderire alla Rete di Associazioni sorta a difesa dei diritti dei Sinti. In questo momento in cui vi parlo, ciò che rimane di una comunità smembrata è ancora allo sbando in città, alla ricerca quotidiana di un posto dove trascorrere il giorno, a fronte di chiusura di spazi come posteggi ed altro, operata con autentico cinismo da questa Amministrazione.

L’Anpi, fin dal suo primo sorgere, ha precisato le condizioni della sua adesione alla Rete ed al sostegno (anche economico) delle necessità dei Sinti, ravvedendo nelle ragioni di umanità e solidarietà prima citate la sua partecipazione che non potrà mai prescindere dalla legalità: che deve essere pertanto sempre rispettata da tutte le parti in conflitto.

Come vedete, la nostra Sede è nuovamente agibile, dallo scorso Febbraio, dopo un lungo periodo a datare dal Giugno dello scorso anno, in cui non è stata possibile utilizzarla a causa di imponenti infiltrazioni d’acqua che l’avevano resa, appunto, inagibile. Anche qui tralascio il travaglio di ben otto mesi nell’inseguire una soluzione definitiva del problema che, per la verità, è annosissimo e risale addirittura al 2009. Tutto ciò, insieme ad altre concause, ha determinato una leggera contrazione nell’attività di Anpi Gallarate, che comunque ha continuato ad operare anche in condizioni di evidente disagio, partecipando a tutte le iniziative di rilievo provinciali, regionali e nazionali che sono state poste in essere, e di cui non farò un pedissequo elenco, rimandando, per chi lo vorrà, alle numerose informative sui siti dedicati e sulle pagine FB relative ad Anpi Gallarate e altre.

Il clima generale che stiamo vivendo non è, dunque, dei più incoraggianti: ed uso un eufemismo.

La vergognosa e medievale kermesse a Verona è uno dei suoi sintomi morbosi più evidenti, che davvero ci riporta ad un passato ormai sepolto dalla Storia ma che alcuni vorrebbero imporci: la risposta del mondo democratico non si è fatta attendere, con una contromanifestazione che esprime al meglio il vero sentire del popolo italiano. E l’Anpi è, ancora una volta, protagonista in prima linea su questa battaglia di civiltà. Le parole sintetiche di Carla Nespolo non lasciano alcun dubbio in proposito:

In corteo a Verona perché sono uomini oscurantisti contro i valori della costituzione”.

Kermesse che fa il paio con gli ormai innumerevoli episodi di rigurgito nazifascista presenti in tutto il Paese, di cui abbiamo sempre denunciato la presenza, e che ci duole rilevare come siano sempre più consentiti in contraddizione con la Costituzione antifascista e delle leggi Scelba e Mancino, nonché dalle infinite sentenze al riguardo: sotto gli occhi benevoli di chi dovrebbe invece vigilare ed impedirne la proliferazione. Ed anche in questi episodi l’Anpi c’è, ferma nei suoi principi e valori che fondano sulla Costituzione: Costituzione sulla quale hanno giurato tutti i Ministri e politici di tutti i governi fin dalla sua promulgazione. Costituzione però ancora disattesa in molti dei suoi dettami.

Andiamo verso le elezioni europee. Lo dico con franchezza: mai come in questa tornata elettorale si deciderà della sopravvivenza dell’Europa come entità politica a sé stante, se il risultato vedrà vittorioso il sovranismo dilagante. Ne va della stessa Pace, che comunque l’Europa dei padri fondatori è riuscita a garantire dalla fine della seconda guerra mondiale. Ai critici di questa Europa si deve dire che è possibile cambiarla, modificarne i trattati e le condizioni di permanenza nella stessa, ben tenendo presente che abbatterla è semplicemente suicida. Vale anche per quei politici di lungo corso che volendola cambiare, si assentano puntualmente dai consessi ove è possibile farlo. E non a caso, anche per confermare un impegno che dura da sempre, Anpi Lombardia ha di recente promosso una convention sulle tematiche europee che si è tenuta il 22 Febbraio scorso, con la partecipazione di Associazioni e Sindacati sensibili a tali tematiche e che portava il titolo: “Unità inclusiva democratica sociale contro la deriva razzista, xenofoba e sovranista”.

Ma prima ancora delle elezioni europee celebreremo il 25 Aprile, data fondante del nuovo Stato Repubblicano succeduto alla Monarchia complice dei misfatti fascisti. E lo faremo ricalcando, qui a Gallarate, la procedura avviata l’anno scorso, nonostante la richiesta di ripristino al precedente consolidato protocollo avanzata dal sottoscritto al Sindaco Cassani in occasione della riunione propedeutica del 14 Marzo. In tale occasione, infatti, il Sindaco, a seguito di valide argomentazioni, aveva dato segni di convinzione in tal senso: ma un improvvido e quanto mai inopportuno intervento di uno sconosciuto Dirigente Scolastico (mai intervenuto a detta riunione nel corso degli anni), rivolto poi al sottoscritto e non al Sindaco, ha determinato la ritrosia di questi, che si è rinchiuso nella sua proposta come ultima e definitiva. Si è quindi accettato il compromesso già stabilito l’anno scorso, con chiusura della manifestazione a piazza Risorgimento e non in Largo Camussi come dovrebbe essere. A questo proposito, invito ufficialmente tutte le Associazioni, i Sindacati, i Partiti democratici, i cittadini, oltre ovviamente gli iscritti all’Anpi Gallarate, a proseguire il corteo verso il luogo dove avrebbe dovuto concludersi, e cioè Largo Camussi (non dimentichiamolo, eroe della Resistenza) per il doveroso e conclusivo omaggio a tutto ciò che rappresenta il 25 Aprile nel sentire comune di chi crede nei valori fondanti della Resistenza.

Tutto in nome di una unità inclusiva democratica e sociale che tiene conto della partecipazione dei cittadini, e non certo di soli militanti di qualsiasi parte politica e partitica.

Perché non sarà mai abbastanza ripetuto che l’Anpi non è, né lo sarà mai, un Partito politico: e questo è un mantra che per alcuni sembra niente affatto scontato.

L’Anpi dunque c’è, con le sue peculiarità, con la sua missione statutaria, a difesa della Costituzione e delle leggi e regole che da essa scaturiscono.

La sezione di Gallarate gode di buona salute in quanto ad iscritti, nonostante il via vai dovuto a diverse motivazioni: e riesce ad iscrivere nuovi antifascisti anche se non nei numeri che sempre mi auguro.

Al Dicembre del 2018 la Sezione contava 219 iscritti, in leggerissimo calo rispetto all’anno precedente: abbiamo però finora, nel mezzo del tesseramento, già tre nuovi iscritti (tra i quali una donna) che ci fanno ben sperare. In definitiva, ho ragione di essere ottimista sul tesseramento: operazione fondamentale che va interpretata anche politicamente, e cioè come adesione ai valori che Anpi propugna. L’Anpi, a dispetto dei suoi detrattori, vive dei suoi tesserati e non di altro.

In quanto al Direttivo che andremo ad eleggere oggi in questa sede, come previsto dalle procedure statutarie, personalmente riproporrò gli stessi nomi, con qualche osservazione ed esortazione.

Far parte dell’organismo Dirigente di una sezione non è piantare una bandierina: è soprattutto partecipazione, e non solo alle riunioni di detto organismo, ma operativamente alle iniziative che si mettono in campo. Quando non si ha il tempo o altre condizioni personali per ottemperarvi, il senso di responsabilità di ognuno di noi consiglierebbe un doveroso passo indietro, che oltretutto sfoltirebbe un organismo sinceramente elefantiaco difficile da gestire con puntualità, efficienza e, quando serve, con estrema tempestività. Eventuali dimissioni, comprese quelle di chi vi parla, saranno quindi oggetto della prossima immediata convocazione del Direttivo, che fisso fin d’ora al Venerdì 5 Aprile p.v., per assegnare gli incarichi previsti dallo Statuto e Regolamento che dettano la vita dell’Associazione. Ciò non mi esime dal ringraziare, senza nominarli, le compagne ed i compagni che mi aiutano a sostenere questo oneroso incarico.

Per finire (avevo promesso brevità ma non ci sono riuscito e me ne scuso), ripropongo tal quale la metafora già impiegata l’anno scorso, perché mi sembra quanto mai attuale e significativa: mi sovviene cioè la nave che naviga in acque procellose, con il suo comandante che si avvale del nostromo e dei nocchieri, e di tutta la ciurma i cui componenti hanno compiti ben definiti e indifferibili: solo così potranno superare la tempesta. Se uno solo dei  componenti l’equipaggio viene meno ai suoi compiti, la nave è persa, e con essa l’equipaggio stesso e i passeggeri e/o le merci che trasportava.

Come sempre però, un pensiero, più in generale, va ai nostri Partigiani: uno per uno, quasi ogni giorno, se ne vanno, come recita una bellissima poesia di Ungaretti…”Soldati”: …  “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

E ricordiamo dunque i Partigiani ancora viventi iscritti alla nostra Sezione: PIERO CARAFFA e VALTER FERRARI, ai quali va il saluto e l’abbraccio della nostra Assemblea.

A loro, alla loro dedizione e sacrificio, va il nostro eterno GRAZIE.

W la Resistenza, W la Costituzione, W l’Anpi!!!

Il Pres. Anpi Gallarate

Michele Mascella

Gallarate, 31 Marzo 2019

A seguire, gli interventi di:

  • Carlo Naggi;
  • Ennio Melandri;
  • Alessandro Aspesi;
  • Carmela Del Prete;
  • Cinzia Colombo;
  • Giorgio Rappo;
  • Stefano Rizzi;
  • Elia Fasoli;
  • Ilaria Mascella;
  • Michele Mascella.

Gli interventi si sono concentrati sopratutto sul 25 Aprile e sulle iniziative da intraprendere nell’occasione.

E’ stato approvato il bilancio consuntivo 2018 presentato dal Tesoriere Roberto Crusco all’unanimità.

E’ stata approvata la proposta del Presidente Mascella di confermare l’attuale Direttivo, dopo averne chiesto eventuali modifiche e/o sostituzioni, che non sono state presentate, rimandando al prossimo Direttivo, fissato al 5 Aprile p.v., eventuali decisioni in merito. Proposta approvata con 1 astenuto.

E’ stata data quindi la parola a Roberto Cenati per il suo intervento conclusivo:

Intervento di Roberto Cenati

Assemblea annuale Anpi Gallarate

domenica 31 marzo 2019

 

Politica statunitense

Abbiamo più volte sottolineato che la democrazia del Novecento rischia di andare in frantumi sotto la spinta di Trump in America, della Nuova internazionale della destra in Europa (pensiamo al Fronte nazionale di Marine Le Pen e alla lega di Salvini), dell’Austria, del blocco di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria)  che teorizza il ritorno a un continente fatto di nazioni, cui si devono aggiungere le tendenze protezionistiche della Brexit inglese.

L’amministrazione Trump considera particolarmente importante il rapporto con il governo italiano con il quale ci sono affinità ideologiche: c’è un desiderio di costruire una coalizione di governi, come teorizzato da Steve Bannon, l’ideologo del Presidente americano. L’Italia sta emergendo come il principale Paese europeo ad avere buoni rapporti con Washington anche perchè in tutta l’Europa il presidente americano non è popolare. Nel Regno Unito, dove inizialmente c’era la sensazione che potesse crearsi una forte alleanza con Theresa May, ciò non si è realizzato. Gli ungheresi e i polacchi, poi, non hanno lo stesso peso dell’Italia nell’Unione europea, e dunque Roma è un interlocutore privilegiato per Trump.

Politica dei muri

Trent’anni fa la caduta del muro di Berlino chiuse il periodo della guerra fredda. Trent’anni dopo la politica interna di Trump è concentrata sull’edificazione di un muro. Quando cadde il muro di Berlino, i muri nel mondo erano 16. Ora sono 63. Una recinzione per tenere fuori i messicani si erge per più di 1000 chilometri, ma a Trump non basta. Dal canto loro i messicani se ne sono fatta una per tenere fuori i guatemaltechi. E l’Ungheria ha realizzato una barriera di filo spinato lunga 175 chilometri e alta tre metri e mezzo, al confine con la Serbia, per fermare gli immigrati. Fino al 1989 l’Occidente voleva abbattere le barriere per liberare chi vi era rimasto dentro. Nel 2019 vuole innalzarle per tenere fuori chi vuole entrare.

Elezioni europee

Le prossime elezioni europee del 2019 saranno un evento chiave e rappresenteranno una scadenza molto importante per contrastare la preoccupante deriva antieuropeista emersa anche dai dati elettorali del 4 marzo 2018. Ma un conto è puntare ad una inversione di tendenza delle politiche deflazionistiche sinora adottate, altro conto è invece volere scardinare l’Europa puntando sui nazionalismi e sui populismi. Due sono gli schieramenti che si confronteranno.Da una parte gli europeisti, dall’altra i nazionalisti e i populisti. Siamo, insomma, a un punto delicato dell’integrazione politica dell’Europa e bisogna essere europeisti sino in fondo. La ragione della contrapposizione elettorale del prossimo maggio, riguarderà quindi anche il modo di ripensare l’Unione Europea. I risultati di tale doverosa riforma non potranno che andare in direzioni opposte; da un lato verso la sovranità europea, dall’altro verso quelle nazionali. Gli uni dentro l’Unione europea per migliorarla; gli altri dentro per svuotarla. Non è escluso che vedremo arrivare a Bruxelles commissari Ue di estrema destra inviati dai governi di Polonia, Ungheria, Austria e Italia. Il Manifesto di Ventotene è l’opera fondamentale che va alla radice della questione della pace, nel quale si afferma che la motivazione di fondo posta a base della costruzione europea è di rimuovere nel cuore dell’Europa le condizioni della guerra. E l’origine delle tragedie che hanno devastato il nostro continente veniva individuata negli stati illimitatamente sovrani, viventi gli uni rispetto agli altri in una situazione di guerra di tutti contro tutti, e nel nazionalismo dilagante. L’ideologia dell’indipendenza nazionale è stata un potente lievito di progresso” – riconosce Altiero Spinelli. “ Ma essa portava però in sé i germi dell’imperialismo capitalista, che la nostra generazione ha visto ingigantire fino alla formazione degli stati totalitari ed allo scatenarsi delle guerre mondiali.” Ecco perchè il richiamo agli anni trenta e al nazifascismo non è provocatorio, ma puntuale nella prossima scadenza delle elezioni europee. In vista della importante scadenza elettorale si stanno muovendo Di Maio e Salvini. Il leader dei 5Stelle ha cercato di realizzare un’alleanza con i gillet gialli, movimento di protesta anche estremamente violenta, all’interno del quale si è inserita l’estrema destra di Marine Le Pen, compiendo così la più grave intromissione ostile negli affari interni di un Paese teoricamente amico che si ricordi nella storia dell’Unione Europea.

Salvini, invece, si è recato in Polonia per chiudere il patto con Kaczynski e l’ultradestra. Salvini sogna di creare l’asse italo-polacco per sostituire l’asse franco-tedesco.Proprio lunedì 14 gennaio è stato ucciso il sindaco di Danzica, uomo di solidarietà e libertà, che recentemente ha dichiarato: “Sono un europeo fiero di Danzica, città aperta. Non chiuderò mai la porta a chi crea, a chi lavora, a chi critica, a chi fugge dalle guerre.” La Polonia è il primo Paese contro il quale nel 2017 la Commissione europea ha avviato la procedura prevista dall’art. 7 del Trattato di Lisbona, quella per gravi violazioni dello stato di diritto.

 

Teoria del capro espiatorio

A distanza di 81 anni dalle leggi antiebraiche l’Europa e il nostro Paese sono attraversati da una pericolosa deriva razzista, xenofoba e antisemita, dal ripresentarsi del nazionalismo, all’origine della Prima e della Seconda guerra mondiale e di movimenti neofascisti e neonazisti. In Italia non solo riemergono termini come quello di “razza” che pensavamo fossero definitivamente scomparsi, ma si assiste ad un crescendo di azioni intimidatorie e persino di aggressioni fasciste e a sfondo razziale.  Ci sono persone a cui si mette in testa che le ideologie nazifasciste e razziste siano ancora oggi la risposta alle problematiche attuali, scaricando su chi fugge dalle guerre e dalla fame la responsabilità della crisi della società contemporanea: è la ricorrente teoria del capro espiatorio. La discriminazione razziale e l’odio per lo straniero così come la purezza etnica sono risposte tragicamente già date nel secolo appena trascorso. La storia può purtroppo ripetersi anche se in modi e forme diversi. Osservava Primo Levi nel 1959: “Secondo ragione, una restaurazione concentrazionaria non dovrebbe minacciarci. Ma è imprudente impostare previsioni sulla ragione.”

Approvazione della legge di bilancio: vulnus alla Costituzione

Nel corso della votazione della legge sul bilancio si è verificato un fatto molto grave. Per la prima volta il testo sul quale si è votato è rimasto sconosciuto ai parlamentari chiamati ad esprimersi, senza alcuna possibilità di esame e di discussione, nè in Commissione nè in Aula. Ciò ha costituito una forzatura senza precedenti della norma costituzionale con la mortificazione della centralità del Parlamento. La Corte Costituzionale mentre ha respinto il ricorso di 37 senatori sulla mancata discussione della legge di bilancio ha stabilito però che, a partire dall’anno prossimo, il disegno di legge di bilancio deve essere approvato con le procedure indicate dall’articolo 72 della Costituzione. Il presidente della Repubblica aveva tempo fa ammonito “La storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di far inebriare, di perderne il senso di servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere. La nostra Costituzione consente di garantire l’unità della società perchè ha creato un sistema in cui nessuno, da solo può avere troppo potere.” Questo monito sembra perà essere caduto nel vuoto.

 

Legge sulla sicurezza

A proposito del decreto sicurezza, diventato legge dello Stato, il Presidente della Repubblica aveva spedito una lettera al Presidente del Consiglio, richiamando anche l’attenzione del Parlamento, con la seguente avvertenza: “Sul diritto di asilo restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali, in particolare quanto disposto dall’articolo 10 della Carta nel quale si legge: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.” Le recenti norme della legge sull’immigrazione, vanno ad aggravare quanto prevede la legge Bossi Fini, tuttora in vigore.Con l’abolizione della protezione umanitaria, la norme si pongono in aperto contrasto con l’articolo 2 della nostra Carta Costituzionale che sancisce i doveri di solidarietà politica, economica e sociale. La sicurezza si realizza garantendo pienamente i valori della convivenza civile, assicurando ai cittadini una vita degna di essere vissuta.  Il Paese ha bisogno di una politica responsabile e lungimirante che non alimenti le paure e che non dia spazio alla logica del nazionalismo e della xenofobia.

Abolizione della protezione umanitaria

La stretta sui permessi di soggiorno in sette mesi di governo ha già prodotto più di 38mila nuovi migranti irregolari; tanti sono i verdetti di diniego dati dalle commissioni territoriali sulle oltre 54 mila richieste di asilo esaminate da giugno a dicembre. Numeri ai quali vanno ad aggiungersi coloro che erano in Italia da regolari, titolari di un permesso di protezione umanitaria, e che adesso la legge Salvini condanna a diventare a loro volta irregolari. Le elaborazioni dell’Ispi hanno stimato in 700 mila i migranti privi di permesso di soggiorno che nel 2020 saranno sul territorio italiano: persone fuori dai circuiti dell’accoglienza, senza documenti, senza un tetto, nell’impossibilità di lavorare e di essere curate in caso di malattia. Nonostante i roboanti e quotidiani annunci fatti da Salvini sull’espulsione di immigrati, le cifre non si discostano da quelle del suo predecessore.Seppure non arrivasse più nessuno in Italia, per rimandare a casa 700 mila irregolari ci vorrebbero 100 anni.

Movimenti neofascisti

Stiamo assistendo ad un aumento delle provocazioni e delle manifestazioni neofasciste. Particolarmente grave è stata l’aggressione ai giornalisti de “L’Espresso” avvenuta Roma.  I movinenti neofascisti sono particolarmente attivi a Milano, nella sua provincia e in Lombardia. A Sesto San Giovanni si è svolto, con la concessione dell’Amministrazione Comunale, un convegno di Casa Pound, contro l’Europa. E’ la prima volta che ciò avviene a Sesto San Giovanni, città Medaglia d’oro della Resistenza. Molto fermo, ampio e partecipato è stato il presidio antifascista  svoltosi sabato 18 gennaio a cui ha partecipato l’Anpi provinciale di Milano.

Abbiamo ritenuto gravissima la decisione di Prefettura e Questura di Milano di consentire il 23 marzo scorso,  il  cosiddetto pellegrinaggio al Cimitero Monumentale, dei reduci della RSI, quella Repubblica di Salò che collaborò, non dimentichiamolo, alla denuncia, all’arresto, alla deportazione di oppositori politici, ebrei, lavoratori in sciopero. Non è assoluatamente stata una cerimonia funebre, come si è voluto far credere da parte di Questura e Prefettura, ma una manifestazione di aperta apologia del fascismo, con la quale si è voluto rendere onore ad assassini, come gli squadristi della prima ora, ospitati nella cripta fatta erigere da Mussolini nel 1925, ( due di essi diedero l’assalto il 15 aprile 1919 alla sede dell’Avanti!”) nel centenario della nascita dei fasci di combattimento a Milano.

Rottura e continuità nella storia del nostro Paese

Un filo nero attraversa la storia del nostro paese. Se il fascismo è stato sconfitto militarmente nel nostro Paese il 25 aprile 1945, non lo è stato culturalmente, idealmente e storicamente. L’Italia non ha fatto mai bene i conti con il fascismo. C’è stata una rottura (Resistenza, Costituzione) nella continuità.  Soltanto un anno e mezzo dopo la Liberazione si costituì, nel dicembre del 1946, il Movimento Sociale Italiano, il cui presidente onorario fu quel Graziani, massacratore delle popolazioni della Cirenaica e ministro della difesa della Repubblica di Salò. Questori, prefetti, giudici attivi nel ventennio fascista furono reinseriti nelle loro cariche nella appena nata Repubblica italiana. Basti ricordare il caso di Gaetano Azzariti, Presidente del tribunale della “razza”, nominato nel 1955 giudice della Corte Costituzionale. Poco dopo la strage di Piazza Fontana, Sandro Pertini, comandante della Resistenza e allora presidente della Camera dei Deputati, si recò a Milano in visita ufficiale e, incontrando l’allora questore Marcello Guida, si rifiutò pubblicamente di stringergli la mano, ricordando l’attività di Guida come direttore del confino di Ventotene nel ventennio fascista. Questa rotture nella continuità spiega il riemergere e il rifiorire di movimenti così pericolosi.

Controffensiva culturale contro razzismo e neofascismo

Sono passati  74 anni dalla sconfitta del nazifascismo e il nostro Stato che dovrebbe essere antifascista, come prevede la Costituzione repubblicana, consente la celebrazione della nascita del fascismo. Dov’è finito lo Stato antifascista prefigurato dalla Costituzione repubblicana ? Noi però non ci arrenderemo. Il Paese ha attraversato momenti anche peggiori. Continueremo a insistere e a premere perchè siano sciolte le formazioni neofasciste come Casa Pound, Forza Nuova e gli antisemiti di Lealtà e Azione, addirittura ammesse alle elezioni politiche e amministrative.  Gli strumenti ci sono, le leggi Scelba e Mancino. Ci vuole la volontà politica di applicare le leggi.  Riteniamo, infine, che le organizzazzioni neofasciste  siano senz’altro una minaccia per la nostra democrazia. Il pericolo maggiore, però, è rappresentato dalla Lega, dal suo attuale gruppo dirigente, vera manipolatrice delle coscienze degli Italiani.

Chiameremo i cittadini a mobilitarsi in modo unitario e pacifico contro il risorgere di movimenti neofascisti e per sconfiggere la deriva razzista e xenofoba. Ma tutto ciò non basta. Occorre sviluppare una forte controffensiva ideale, culturale e storica, per battere l’indifferenza, l’anestetizzazione delle coscienze e per rilanciare i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana, oggi più mai  bussola e guida della democrazia.

25 Aprile

Si sta avvicinando l’appuntamento del 25 aprile che dovrà caratterizzarsi per grandi, unitarie manifestazioni. In vista di questa importante scadenza l’Anpi deve confrontarsi con le istituzioni, anche se di centro destra che non dovremo stancarci di incalzare.

People – Prima le persone

Da Milano, capitale della Resistenza, città multietnica e accogliente  parte oggi, come negli anni della strategia della tensione e del terrorismo un forte segnale per tutto il Paese: quello di un’ampia e unitaria mobilitazione, di una forte controffensiva ideale e culturale contro la deriva razzista, l’antisemitismo e l’intolleranza. Lo abbiamo dimostrato il 2 marzo con la manifestazione delle 250.000 persone non solo contro la deriva razzista, xenofoba e antisemita, ma per rivendicare  una società migliore e più giusta. Continueremo a batterci, instancabilmente, per questi obiettivi.

 

Note di Massimo Ceriani:

Diversi interventi ( 10 interventi tra  i quali i saluti di Acli Gallarate).

Discussione  ricca  sul 25 aprile in merito alla  cura e al coinvolgimento delle  associazioni e al ricevere il rispetto dovuto dalla Amministrazione  locale.

Richiamo e riflessioni sull’Europa, importanza delle  manifestazioni del 2 marzo Prima  le  persone e di quella  del venerdì sui cambiamenti climatici ( relazioni di Michele Mascella e Cenati).

Particolare attenzione alle  pratiche di costruzione della  casa comune, plurale, dell’antifascismo e della  legalità; un’azione  coerente è quella di sviluppare incontri di formazione, dedicati in particolare ai soci, per disporre di strumenti e pensieri adeguati al clima sociale e  culturale dei nostri tempi.

Lascia un commento

I campi con * sono obbligatori