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Commemorazione Angelo Pegoraro – Domenica 15 Gennaio 2017 ore 11.00

Locandina Angelo Pegoraro 2017-page-0

In una giornata fredda ma confortata da un tiepido sole, si è svolta la tradizionale cerimonia commemorativa per ANGELO PEGORARO, giovane martire assassinato dalla sbirraglia fascista nel lontano 16 Gennaio 1945.

Ha introdotto la cerimonia il Presidente di Anpi Gallarate, Michele Mascella, che nel suo breve ma necessario intervento ha voluto stigmatizzare l’attacco proditorio di questi giorni all’ANPI da parte delle formazioni neo nazifasciste che ammorbano il Paese, con la richiesta tramite petizione on line della messa al bando dell’ANPI, nonchè dei processi da intentare a carico degli ultimi Partigiani viventi sopravvissuti alla loro violenza. Ha pertanto ringraziato quanti, a titolo personale ed in rappresentanza di Partiti, Associazioni e Sindacato, hanno voluto esprimere la loro totale solidarietà alla Associazione Nazionale Partigiani d’Italia: tra questi, il PCI, il PRC, il PD di Gallarate, la CGIL di Varese. Mascella ha inoltre invitato gli astanti a riflettere sulla tiepidezza delle Istituzioni preposte alla repressione delle insorgenze fascionaziste permettendo loro di esercitare la folle apologia del fascismo nei luoghi pubblici, in contraddizione con il dettato costituzionale e delle leggi afferenti la materia.

Ha salutato l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Gallarate, la Dr.ssa Claudia Mazzetti, presente in rappresentanza dell’Amm. Comunale, ed i Consiglieri Giuseppe Lorusso e Angelo Bruno Protasoni, e ha dato la parola a Francesco Larghi, parente del Martire, che ha letto una commovente lettera redatta 39 anni dopo il grave fatto di sangue, in occasione di quella Commemorazione, nello stesso luogo di oggi.

Dopo i saluti ed un breve intervento dell’Ass.re Claudia Maria Mazzetti, qui di seguito si ripropone l’Orazione Ufficiale della Commemorazione, pronunciata dalla Dr.ssa Tatiana Bossi, membro di Anpi Gallarate:

Discorso di commemorazione per Angelo Pegoraro 2017

Era il 16 gennaio del 1945 quando il diciannovenne Angelo Pegoraro venne trucidato, sotto gli occhi della madre, da mano nazifascista.

Angelo era un giovane operaio che decise di partecipare alla lotta partigiana e di osteggiare il fascismo. Un giovane che antepose l’ideale e la giustizia, alla sua vita e al suo futuro.

Oggi non ricordiamo soltanto un partigiano, ricordiamo un grande esempio di coraggio. Ed è proprio questo giorno che vorrei fosse qualcosa di diverso dalla classica commemorazione. Reputo infatti sia necessario che questo  momento di ricordo sia, per noi tutti, antifascisti e antifasciste, uno spunto di riflessione.

Forse vi chiederete in che modo la morte di un giovane eroe partigiano, vilmente colpito da mano fascista, possa legarsi alla situazione attuale. Ebbene, amici, qui sta il punto.

Viviamo in una società che, a 72 anni di distanza da quel glorioso 25 aprile 1945, mostra  delle sconcertanti deviazioni, deviazioni di percezione e storiche.

IMG-20170115-WA0009Mi riferisco al revisionismo storico, in primo luogo, un atteggiamento che non si pone solo come critico, ma anche come faziosamente pericoloso in una fase come questa, così culturalmente fragile.

Con la “parificazione dei morti”, i nostri e i loro, non solo si sta stravolgendo la realtà storica, ma si sta anche creando un pericoloso precedente. Un precedente che giustifica le azioni, al di là del giusto e dello sbagliato, e che garantisce libertà di parola a chi, per un ventennio, ha soffocato vite, idee e libertà nella nostra nazione.

Ma questo costituisce solo la punta di un immenso iceberg, perché la mancata capacità di discernimento riguardo al nostro passato, la mancanza del ricordo consapevole del nostro percorso storico, unita all’appiattimento culturale nel quale viviamo, sta creando dei pericolosi precedenti.

Non mi riferisco esclusivamente ai sempre più frequenti attacchi di gruppi neonazisti e neofascisti. Queste associazioni illegali agiscono sotto gli occhi di tutti, con vili attacchi ad una democrazia che, pur riconoscendo l’apologia di fascismo come reato, boccheggia schiacciata da questi nuovi ducetti, pronti ad alzare la testa, godendo del terrore generale, pronti a marciare in cortei illegali. Questi gravissimi atti sono da stroncare e osteggiare. Bisogna stroncarli sul nascere. Ricordo a tal proposito la manifestazione di ieri, indetta dall’ ANPI di Milano, in Piazza Fontana.

Tuttavia chiediamoci, cari antifascisti, da cosa sia alimentato tutto questo. Non è più questione di qualche nostalgico con la camicia nera e il cervello vuoto, è presente ormai qualcosa di più radicato. Mi riferisco ad un latente sostrato, legato a tali idee, che permane vivo nella società e che viene alimentato  ogni giorno da chi, nella attuale situazione del paese, non certo rosea e facile, addita il “diverso” come elemento di disturbo da eliminare.

Non mentiamo a noi stessi, è chiaro e palese che le devianze razziste e intolleranti nei confronti di chi non viene riconosciuto come parte integrante della nostra Italia, nascono da questa facile dietrologia, portata avanti da gruppi politici organizzati che, pur non dichiarandosi apertamente fascisti, come tali si comportano.

Il compito di chi, come noi, si dichiara antifascista, è certamente vigilare su tali eventi, ma anche agire, agire in fretta.

Come fare dunque? Su chi puntare? Sono un’insegnante di lettere e credo che se ben guidati e sensibilizzati, i nostri giovani possano svegliarsi dall’appiattimento e dal torpore dell’ignoranza. Credo che sensibilizzarli, significhi, non solo fornire loro delle nozioni storiche basilari, ma anche portarli a ragionare su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sulla tolleranza, sulla necessità di accettare e integrare e soprattutto sulla libertà della quale godiamo, grazie a chi alla dittatura, al sopruso, alla xenofobia, al razzismo, si oppose e, alla cui memoria e missione noi, membri dell’ANPI, ci dedichiamo.

Questa è la libertà per la quale Angelo Pegoraro ha perso la vita, questa è la giustizia alla quale tanti giovani, tra cui Vittorio Minelli amico e compagno di Brigata di Angelo e tanti altri partigiani caduti per noi, hanno votato la loro esistenza.

Tatiana Bossi

Gallarate, 15 Gennaio 2017

 

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