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Conclusa l’Assemblea Ordinaria Annuale di Anpi Gallarate – Sabato 28 Febbraio 2015

Si è conclusa l’Assemblea Ordinaria Annuale di Anpi Gallarate, tenutasi Sabato 28 Febbraio 2015 presso i locali della CUAC Gallarate.

Dopo l’elezione come da statuto del Presidente dell’Assemblea Ennio Melandri, eletto all’unanimità, il Presidente della Sezione Anpi Gallarate, Michele Mascella, rivolti i saluti ai convenuti ed ospiti, e al Presidente di Anpi Regionale Lombardia Tullio Montagna, ha esposto la sua Relazione, che più sotto riproduciamo.

Alla riunione hanno partecipato, oltre molti iscritti, alcuni ospiti che di seguito citiamo:

  • Carlo Naggi – Pres. ACLI Gallarate
  • Cinzia Colombo – Ass.ra all’Ecologia e Partec. Democr. Comune di Gallarate
  • Fabio Franchini – Segretario MFE (Mov. Feder. Europeo) sez. Gallarate
  • Stefano Rizzi – Rappr. Rifondazione Comunista Gallarate
  • Osvaldo Bossi – Rappr. PdCI Gallarate
  • Calogero Casà – Rappr. PSI Gallarate
  • Guia Baldazzi – Ist. “G. Falcone” Gallarate
  • Maria Luisa Gatti – per “La Casa delle Donne” Gallarate

A seguire altri interventi, tra i quali quello di Elia Fasoli, iscritto e membro del Direttivo di Anpi Gallarate.

 

RELAZIONE DEL PRESIDENTE ALL’ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE DELLA

SEZIONE ANPI DI GALLARATE

SABATO 28 FEBBRAIO 2015

Compagne e compagni, amici ed ospiti tutti qui convenuti,

giusto un anno fa, il 1° Febbraio 2014, tenevamo in questi stessi locali la nostra ultima Assemblea.

Ho riletto quella Relazione, e devo dire che potrei rileggerla quasi per intero, modificandone solo alcuni aspetti più contingenti. Lo scenario politico complessivo, a ben vedere, non è mutato granché, a parte la meteora sfolgorante di un giovane Presidente del Consiglio che sembra brillare, appunto, di luce propria. E ne ha ben d’onde, a giudicare dal vuoto politico che gli sta attorno, forse un po’ creato anche dal suo modo di procedere, che lascia poco spazio all’attendismo, alla concertazione infinita, alla propensione atavica di questo Paese a rimandare sempre ad un altro domani la soluzione dei problemi che premono alle porte e urlano la loro urgenza. In questo scenario si colloca oggi l’instancabile attivismo del Presidente del Consiglio e del suo governo, ispirato ad una logica del fare presto a tutti i costi ed in nome di una governabilità che viene presentata in forma prioritaria rispetto a tutto il resto, a rischio di violare il principio universale di democrazia praticata e non solo enunciata.

E’, in sostanza, quanto avverte l’Anpi, che non a caso si è espressa più volte in questo senso con decine di conferenze, convegni, incontri con altissime personalità di rilievo costituzionale tra le quali molte severamente perplesse di fronte, ad esempio, alle cosiddette “riforme costituzionali” in corso d’opera e sulla legge elettorale che dovrebbe sostituire quella in vigore, dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte: ultimo in ordine di tempo il convegno a Torino del 21 Febbraio scorso intitolato “Legge elettorale e riforma del Senato: era (ed è) una questione democratica”. Estrapolando dalle riflessioni del Pres. Carlo Smuraglia sugli esiti dell’incontro, si legge, tra l’altro:

“…Le due riforme in discussione, che riducono entrambe spazi di democrazia e incidendo sulle manifestazioni più rilevanti della sovranità popolare, si inseriscono in un contesto complessivo rivelatore di una concezione della democrazia, che non può che essere contestata e che fin d’ora desta preoccupazioni.

La tendenza che si sta seguendo è quella dell’aumento dei poteri dell’esecutivo, a scapito del Parlamento; ancora di più, è quella di un sistema che restringe anziché incrementare la partecipazione dei cittadini e i poteri delle istituzioni che dovrebbero rappresentarli. …”

Orbene, non potrò qui per ovvie ragioni di tempo trattenermi in profondo sui significati che stanno dietro questi – chiamiamoli – assunti: ma, ad esempio, ridurre il Senato della Repubblica ad una cassa di risonanza composta da personale non eletto dal popolo e con scarse, o del tutto assenti, competenze regionalistiche, un Senato autoreferenziale e svuotato di ogni potere (vecchio e nuovo), piuttosto che investito di competenze specifiche, regionali come in Germania per esempio, o giuridico legislative come in Inghilterra, indirizza il Paese verso una forma di democrazia sempre più dispotica, e pertanto pericolosamente alla deriva…

Se l’Anpi tacesse di fronte a tutto questo, verrebbe meno alla sua missione ed ai suoi dettati congressuali, che la definiscono come “coscienza critica” del Paese: e le accuse che ci vengono mosse di eccessiva esposizione politica, a volte dall’interno stesso dell’Associazione, sono speciose ed ultimamente sfacciatamente di parte. Alcuni pretenderebbero di trasformarci in una azienda di pompe funebri, circoscritta alle pur necessarie e doverose commemorazioni e celebrazioni, ma relegata in un ruolo silente e perciò tombale. Non ci stiamo, a questo gioco infido. Noi non siamo, come più volte detto, un Partito politico, ma non siamo neanche, e soprattutto, una protesi di chicchessia: e non abbiamo “governi amici” dai quali dipendere o con i quali colludere. Collaborare sì, quando si è ascoltati: colludere mai…

E se non abbiamo “governi amici”, non significa che non abbiamo nemici: e gli unici che riconosciamo come tali sono i neofascismi, comunque si travestano, sotto qualsiasi forma si nascondano. Le manifestazioni eclatanti dei gruppi di estrema destra che pullulano indisturbati, esponendo i tragici gagliardetti di una tristissima memoria, la cui libera esposizione è ad un tempo offesa e provocazione, non debbono distrarci dal considerare che in verità altri sono i problemi che affliggono il Paese, e che la tolleranza delle Istituzioni verso questo reducismo può servire appunto alla distrazione: alla distrazione di massa, come nuova arma con cui sconfiggere anche i più accesi antifascisti. Non ci interessa rovesciare i banchetti dei nazifascisti (e rubo l’espressione al nostro Presidente Montagna): a noi interessa che non si possano fare per legge, come dettato da questa Costituzione ancora in vigore.

Ancor più ci interessa che ogni propaganda fascista, di concetto più che di folklore, cada nel vuoto per implementazione culturale, prima ancora che legislativa.

Care Compagne e Cari Compagni, convinti come siamo che le nostre idee siano più forti e più genuine di chi strilla alla pancia del popolo, di chi resuscita stendardi tramontati che sono dolore e agonia portati a questo Paese, noi dobbiamo rispondere con un’inversione culturale di massa. La vera vittoria non la otterremo quando li “respingeremo nelle fogne” (cosa tra l’altro già fatta con scarsi risultati a lungo termine), ma quando li avremo battuti sul piano culturale, quando il 99% degli italiani rifiuterà le loro proposte politiche e sociali respingendoli e relegandoli, questa volta definitivamente, al ruolo di maschere carnevalesche.

E questo è un compito che va ascritto a noi come Anpi, come attività quotidiana di formazione di una coscienza critica e civile di tutto il Paese, ma soprattutto va ascritto alle Istituzioni, di ogni ordine e grado, a quanto pare bisognose di incoraggiamenti…che vengono però puntualmente disattesi salvo alcuni encomiabili casi.

Come è accaduto per il giovane assessore del Comune di Varese che, in seguito alle vergognose contumelie espresse pubblicamente nei confronti dei partecipanti alla manifestazione antifascista di Varese dello scorso 29 novembre, indetta per protestare contro il ricorrente oltraggio al Sacrario del San Martino, è stato dismesso dal suo incarico con provvedimento del Sindaco; o come la mozione d’ordine di condanna approvata all’unanimità sugli stessi fatti inerenti il San Martino da parte del Comune di Cardano al Campo.

Questi sono atti concreti di opposizione costruttiva avverso ogni forma di neofascismo emergente.

Ma, come detto prima, altre e ben più serie sono le cose che ci preoccupano: la riforma del lavoro non va nella giusta direzione, dal momento che, tra l’altro, si prefigurano addirittura i licenziamenti collettivi senza nessuna vera forma di salvaguardia, che viene sostituita in molti casi da una risibile monetizzazione che lascia il tempo che trova, aggravando le già precarie condizioni occupazionali del Paese. L’Art. 18 non esiste più, e con esso, in pratica, l’intero impianto dello Statuto dei Lavoratori.

D’altronde ci rendiamo conto che nessuno ha la bacchetta magica per risolvere per incanto tutti i problemi: ma vorremmo che questo avvenisse una volta tanto con particolare attenzione alle esigenze delle classi meno abbienti, frustrate da una crisi che sembra non finire mai e di cui pagano le maggiori conseguenze. Ed il pensiero va ovviamente ai giovani, alle nuove generazioni nelle cui mani è il futuro del Paese, ma anche il proprio: è giusto allora esortarli a riconquistare il ruolo protagonista che loro compete nella società di oggi e di domani.

L’Anpi di Gallarate da sempre rivolge la sua attenzione alle scuole, come è avvenuto anche per l’anno appena trascorso, che ha visto una fattiva collaborazione con l’Ist. Falcone, con il quale ha intrapreso interessanti iniziative intorno alla Resistenza, promuovendo una serie di incontri all’interno dell’Istituto e portandovi alcuni Partigiani; ed impiegando i lavori prodotti dagli Allievi in una Mostra esposta al Palazzo Minoletti in occasione del 25 Aprile; organizzando il Premio Ambrogio Zocchi che ha riscosso un’ ottima partecipazione degli studenti particolarmente interessati alle figure della Resistenza.

Tutto ciò in estrema sintesi: queste ed altre iniziative sono visibili sul sito dell’Anpi Gallarate e sulle pagine facebook dedicate a cui rimando per brevità.

Quest’anno, in coincidenza del 70° della Liberazione, l’Anpi Gallarate organizza, partecipa e promuove alcune iniziative, che di seguito brevemente illustro:

1.       Sabato 7 Marzo, in questa stessa sala della CUAC che ci ospita e che approfitto per ringraziare, sarà presente la staffetta partigiana della Valsesia Wanda Canna, che ci parlerà della sua esperienza e del suo libro “Ricordi”;

2.       Martedì 17 marzo organizziamo una visita guidata alla Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce e poi nella Sala Tricolore di Domodossola, portandovi i ragazzi dell’Ist. Falcone; vi sono ancora alcuni posti per chi volesse aggregarsi;

3.       Sabato 4 Aprile, al Teatro del popolo, presentazione con gli Autori del libro autobiografico di Giuseppe Platinetti, detto Pippo, dal titolo “IO, Partigiano senza medaglie”;

4.       L’Anpi di Gallarate patrocinerà il convegno di studi sulla Resistenza al Teatro delle Arti nei gg. 17 e 18 Aprile promosso dai Proff.ri Boracchi – Laforgia, con la partecipazione del Pres. Onorario di Anpi Lombardia, Antonio Pizzinato, che qui voglio ringraziare; abbiamo previsto, in quella occasione, la proiezione del film “La memoria degli ultimi” di Samuele Rossi, per contatti avuti con l’Autore e che vedremo di concretizzare;

5.       25 Aprile: tradizionale manifestazione in città, da precisare nei dettagli con il Comune;

6.       Sono in corso d’opera accordi con l’Assessorato alla Cultura per una rappresentazione teatrale che dovrebbe tenersi Domenica 26 Aprile nel Teatro del Popolo: in mancanza di tali accordi, è intendimento dell’Anpi dare luogo comunque alla rappresentazione.

La raccomandazione alla partecipazione agli eventi sopra descritti è d’obbligo, perché non sempre viene soddisfatta; e me ne dolgo perché tutte le iniziative sono realizzate con i proventi derivanti dalle tessere degli iscritti, ai quali le iniziative stesse sono rivolte.

Per ultimo, ma non meno importante, un richiamo, se mi è concesso, alla partecipazione attiva nell’Anpi, che non è impegno oneroso se detta partecipazione è diffusa ed operante: e che diventa gravoso quando lasciato alla buona volontà di pochi: senza trascurare lo strettissimo rapporto che c’è tra la partecipazione e la democrazia, tra iscritti ed iscritti attivi: quest’ultimo, in verità, molto basso.

Non posso però concludere senza almeno un cenno all’Europa, per ricordarne le crescenti difficoltà a farsi, se non Stato, almeno Federazione con propria ed autonoma capacità di decidere sulle scelte più importanti e strategiche che la riguardano ed i rapporti tra essa ed il resto del mondo: prova ne sia, come ultimo episodio, il mancato pieno riconoscimento dello Stato di Palestina (sostenendolo “in linea di principio”, come recita la risoluzione approvata il 17 Dicembre scorso), atto che per il suo enorme valore politico potrebbe essere un viatico per la Pace nel mondo (l’Italia ha fatto peggio, approvando due mozioni in parte contrastanti tra loro). Un’Europa ostaggio dei miopi egoismi dei singoli stati nazionali che ne condizionano il presente ed il futuro, abbarbicati ad interessi di parte che ne minano ogni giorno di più la coesione. L’Anpi è da sempre sensibile alle problematiche connesse all’Europa, e lo conferma ulteriormente il capitolo ad essa dedicato dal documento conclusivo della XIV Conferenza di Organizzazione dell’Anpi Lombardia dello scorso novembre, capitolo che ha ricevuto il plauso del MFE, Associazione con la quale stringiamo rapporti di collaborazione ormai da lungo tempo.

Volevo essere breve il più possibile, e non so se ci sono riuscito: poche le cose dette, moltissime quelle non dette, e mi auguro perciò che suppliate voi con i vostri interventi e/o considerazioni o riflessioni che vorrete fare.

Rinnoviamo qui, oggi, gli auguri di buon lavoro al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, auguri che gli sono stati rivolti da tutta l’Anpi, compresa quella di Gallarate, nel segno di un alto magistero accorto e particolarmente attento ai valori fondanti insiti nella Costituzione di cui è garante e per la quale negli ultimi tempi trepidiamo…

E per finire davvero, invii questa Assemblea gli auguri di buona salute al nostro Presidente Provinciale Angelo Chiesa, costretto a “passare il testimone” per le ragioni legate al suo stato di salute.

Grazie per l’attenzione e la pazienza.

Michele Mascella

Gallarate, 28 Febbraio 2015

In estrema sintesi, qui di seguito le estrapolazioni dagli interventi che si sono succeduti, introdotti e presentati dal Pres. dell’Assemblea Ennio Melandri:

  • Carlo Naggi ha denunciato come la Costituzione sia fortemente sotto attacco, e cita Stefano Rodotà sulla questione dei diritti; denuncia altresì il reducismo fascista come arma usata dalla peggiore borghesia;
  • Cinzia Colombo porta i saluti dell’Amm.ne Com.le e si augura una sempre maggior collaborazione tra Comune e Anpi;
  • Fabio Franchini rammenta la stretta collaborazione con l’Anpi sull’iniziativa del News Deal Europa, anche a livello provinciale, e denuncia come oggi l’Europa, così com’è, scricchioli a causa degli egoismi degli Stati Nazionali;
  • Stefano Rizzi ringrazia il Pres. Mascella per la brevità della Relazione, che trova però precisa e puntuale. Denuncia l’attivismo della Lega Nord e la sua dichiarata collusione con i fascisti di Casa Pound, ai quali consente una presenza sul palco di piazza del Popolo a Roma, episodio gravissimo che per la prima volta vede una rappresentante dei nazifascisti parlare in pubblico da una piazza così carica di storia. Preoccupazioni per l’insorgere di questi movimenti, e perplessità sul profilo tiepido dell’Europa sui gravi fatti inerenti l’estrema destra a est;
  • Osvaldo Bossi si sofferma sul ruolo dell’Anpi, la propaganda delle destre sulle foibe, auspicando una maggiore esposizione dell’Anpi su alcuni aspetti di politica internazionale, come quella inerente l’Ucraina, ed altro;
  • Calogero Casà porta i saluti del PSI di Gallarate;
  • Guia Baldazzi, iscritta Anpi nonché Insegnante presso l’Ist. Falcone, riferisce di una forte richiesta degli studenti per una visita ai campi di sterminio nazisti;
  • Elia Fasoli, iscritto e membro del Direttivo Anpi, stigmatizza la scarsa partecipazione degli iscritti alle iniziative pubbliche promosse da Anpi (quali le rappresentazioni teatrali andate quasi deserte, nonostante il notevole sforzo economico dell’associazione), per cui esorta a privilegiare il rapporto con le scuole;
  • Maria Luisa Gatti invita tutti a partecipare alle iniziative promosse da tutte le altre Associazioni, evitando di chiudersi ognuna nel suo piccolo mondo.

Su proposta del Pres. Mascella si è proceduto successivamente alla elezione a Revisore dei conti di SALVATORE GIARDINA in sostituzione di Clelia Gallo, su espressa richiesta di quest’ultima. Salvatore Giardina è stato quindi eletto all’unanimità.

Il Pres. Melandri ha così dato la parola a Tullio Montagna, Pres. di Anpi Regionale Lombardia, del cui lungo ed esaustivo intervento cercheremo di dare prossimamente una sintesi.

Montagna si è comunque soffermato a lungo sul necessario contrasto ai fascismi vecchi e nuovi e sul valore dell’Antifascismo come elemento fondamentale della Repubblica e della Costituzione, da sempre, fin dal suo nascere, oggetto di attacchi destrutturanti, conseguenti alla debolezza, in generale, della politica e, da ultimo, da una dittatura della maggioranza. Afferma la PACE come altro valore fondante non solo dell’Anpi, ma del Paese tutto, valore che deve essere promosso e tutelato.

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