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PROMEMORIA DI LAVORO PREDISPOSTO DAL COMITATO REGIONALE ANPI LOMBARDIA, SULLA BASE DEL DIBATTITO DELLA XIVa CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE REGIONALE DEL 22 NOVEMBRE 2014.

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PROMEMORIA DI LAVORO PREDISPOSTO DAL COMITATO REGIONALE ANPI LOMBARDIA, SULLA BASE DEL DIBATTITO DELLA XIVa CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE REGIONALE DEL 22 NOVEMBRE 2014.

L’analisi del contesto in cui l’Associazione deve operare è contenuta nella Relazione introduttiva del Presidente del Comitato Regionale: Tullio Montagna, condivisa e arricchita dai contributi dei Presidenti delle 12 Anpi Provinciali, dagli interventi dei Delegati e dal Discorso del Presidente Nazionale Carlo Smuraglia che ha ripreso i punti principali della sua Relazione e delle sue Conclusioni al Consiglio Nazionale del 25/26 ottobre 2014 a Chianciano.

Sulla base di queste analisi, del Documento conclusivo dell’ultimo Congresso Nazionale, dei Pronunciamenti del Comitato Direttivo Nazionale e dei Commenti del Presidente Smuraglia contenuti nelle ANPInews, il Comitato Regionale, nelle sue riunioni del 16 dicembre 2014 e la Presidenza nella sua riunione del 20 gennaio 2015, ha approvato il seguente PROMEMORIA DI LAVORO finalizzato a migliorare l’organizzazione delle ANPI della Lombardia per  “corrispondere più efficacemente agli obbiettivi nazionali dell’Associazione e per un’azione più incisiva nella realtà Lombarda ispirata alla duplice esigenza-necessità: diventare la casa di tutti i democratici e gli antifascisti ed essere coscienza critica della società”.

GLI OBBIETTIVI DA PERSEGUIRE A LIVELLO REGIONALE

1.1.       Modificare il rapporto insoddisfacente tra iscritti e attivisti, attraverso le azioni e le iniziative che ciascuna Anpi Provinciale riterrà più opportune, partendo dalla condivisione del criterio della distribuzione degli incarichi a tutti i livelli e della “regola” della lettura e della conoscenza dei documenti ufficiali dell’Associazione da parte di tutti gli iscritti. Conoscere per dibattere e per agire nel rispetto delle opinioni di tutti.

1.2.       Utilizzare il tesseramento anche come occasione per incrementare l’iscrizione e il ruolo delle donne nell’Associazione e per aumentare sensibilmente il numero dei giovani dai quali in definitiva dipende il futuro dell’Anpi. Anche a tale scopo è importante completare l’opera, già a buon punto, dell’Anagrafe degli iscritti, espandere la destinazione all’Anpi del 5×1000.

1.3.       Educare i nostri iscritti al rispetto delle regole contenute nello Statuto e nel Regolamento nazionale, a cominciare dalla condivisione e dal rispetto della natura “plurima e composita” della nostra Associazione come è stato il Movimento della Resistenza. Tutti i democratici devono poter partecipare alle manifestazioni dell’Anpi ed alla Festa del 25 aprile. Gli “antagonisti” che lo fanno per creare divisioni, seminare zizzania, impedire la partecipazione di altri democratici che non la pensano come loro, anche utilizzando la violenza, vanno isolati e tenuti alla larga.

1.4.       Radicarsi nel territorio, oliando tutti i canali di interlocuzione: con i cittadini per aggredire e ridurre il peso del fenomeno dell’a-fascismo; con le Istituzioni, al di là del loro colore politico, perché assolvano alla funzione di presidio democratico al servizio del popolo in coerenza con i contenuti della Costituzione; con le forze politiche e sociali democratiche con l’intento di contribuire alla riforma della politica e di impedire che il potere decisionale sovrasti e mortifichi il principio della rappresentanza anch’esso fondamentale e distintivo di una società democratica; con i Movimenti e le Associazioni che perseguono finalità assimilabili alle nostre, utilizzando strumenti e metodi democratici nel rifiuto di ogni forma di violenza. La fiducia degli elettori è scesa dal 44% del 2000 al 28% del 2014. (Vedi il Documento 12 marzo 2014 del Comitato Nazionale sulla Riforma della Politica, il Documento del 9 aprile 2014 sempre del Comitato Direttivo Nazionale sulle riforme Costituzionali e il Commento del Presidente Smuraglia sull’approvazione al Senato –in prima lettura- del disegno di legge costituzionale riportato su ANPInews n. 131 del 4/9 settembre 2014:questi tre documenti sono disponibili in un opuscolo pubblicato dall’Anpi nazionale nel novembre 2014).

1.5.       Mantenere viva la “Memoria” della Resistenza e della Lotta di Liberazione, attualizzandone il significato storico, l’insegnamento e l’eredità morale contenuta nella Costituzione. A tale scopo le celebrazioni e le commemorazioni, in cui dobbiamo coinvolgere le Istituzioni e le Forze politiche e Sociali, vanno accompagnate con momenti organizzati di riflessione storica con dibattiti pubblici.

1.6.       Contrastare la rinascita delle formazioni che si richiamano al fascismo e/o al nazismo smascherandone innanzitutto la natura eversiva. Spiegare chi sono e dove vogliono andare a parare queste Organizzazioni è la premessa per l’azione di contrasto sia efficace. Il fascismo “creatura italiana e fenomeno di massa” è stato sconfitto ma non sepolto il 25 aprile 1945 per la mancata cesura tra il regime e la neo-nata Repubblica. L’azione di contrasto non deve esercitarsi con lo scontro fisico, ma responsabilizzando le Istituzioni a tutti i livelli (Sindaci, Consigli Comunali, Prefetture, Deputati e Senatori, Organi di Polizia, Magistratura), praticando la controinformazione con volantini esplicativi/banchetti e gazebo,  promuovendo la conoscenza della verità storica a cominciare dalle scuole di ogni ordine e grado e organizzando corsi pubblici di conoscenza/formazione storica.

Allo scopo di facilitare la controinformazione e il contrasto, il Coordinamento Regionale si farà carico di:

–      dar vita a un Gruppo di legali “specializzati” delle diverse Provincie disposti ad assistere “volontariamente” (fatte salve le spese vive) le Anpi Provinciali;

–      produrre fac-simili di volantini utilizzabili dalle Anpi Provinciali e dalle loro Sezioni per le azioni di contrasto;

–      assicurare la presenza di un proprio Rappresentante alle iniziative locali su richiesta o previo assenso dei rispettivi Organi Esecutivi Provinciali. Lo stesso criterio vale, a maggior ragione, nel caso di richiesta di un Rappresentante Nazionale da parte di una Sezione;

–      predisporre un Elenco di Formatori utilizzabili in loco;

–      raccogliere Provincia per Provincia i nominativi dei Comunicatori da utilizzare per far conoscere le nostre prese di posizione e le nostre iniziative sulla Stampa e attraverso i Media locali;

–      realizzare il Calendario degli eventi più significativi che hanno segnato la Resistenza nelle diverse Provincie della Lombardia (località, protagonisti, breve cronistoria dell’evento, date);

1.7        Piena adesione alla posizione e alla linea dell’Anpi Nazionale, contrarie a qualsiasi manifestazione e/o   iniziativa di carattere xenofobo e razzista;

1.8        Operare per l’attuazione della Costituzione in modo da poter realizzare il “modello di società” in essa contenuta, secondo le indicazioni Nazionali e le posizioni da esso assunte con riferimento alle modifiche alla Carta Costituzionale in corso e in programma: modifiche che comunque vanno sottoposte a Referendum come previsto dalla Costituzione;

1.9        Operare per la realizzazione della Festa annuale da parte di ciascuna Anpi Provinciale;

1.10     Le Anpi Provinciali confermano la loro “disponibilità ad essere messe in rete” dal Coordinamento Regionale in modo da poter “interloquire” fra di loro, farsi conoscere e conoscere cosa accade al di fuori dei propri confini territoriali. In questo modo il Coordinamento può esercitare la sua funzione Statutaria, socializzando le buone prassi, intervenendo in presenza di carenze e/o problemi per contribuire a risolverli.

1.11     Essere in prima linea nella battaglia per il rispetto della Legalità e la coerenza morale, ricercando i necessari collegamenti con le altre Associazioni di scopo. Il nostro è uno dei Paesi più corrotti d’Europa con metà del costo della corruzione dell’intera Comunità: 60 miliardi all’anno, un’evasione fiscale di 91 miliardi all’anno, quattro organizzazioni criminali (mafia, n’drangheta, camorra, sacra corona unita) che governano interi territori con le loro ramificazioni a livello nazionale e internazionale.

1.12     Schierarsi senza se e senza ma per il rapido approdo politico dell’Unione Europea, per almeno quattro buone ragioni:

  • L’Europa è uno spazio, da sempre teatro e causa di conflitti, guerre e spaventosi massacri: da 70 anni sottratto al diritto della forza e consegnato alla forza del diritto e della pace. Perché tornare indietro? E’ vero, l’Europa che c’è oggi non piace neanche a noi dell’Anpi, perché così com’è organizzata non è in grado di combattere le crescenti disuguaglianze sociali. L’attuale crisi dell’Europa Comunitaria non dipende dalla moneta unica, ma dal fatto che gli Stati Nazionali si sono fermati all’Unione  economica e monetaria e non sembrano intenzionati a completare il processo di unificazione con l’approdo all’Unione Politica. Non aver dato ancora all’euro uno Stato Sovrano con una Costituzione votata dal popolo, un Presidente scelto dagli elettori, e un Parlamento con pieni poteri legislativi eletto dai cittadini: queste le cause dell’euroscetticismo montante in tutti gli Stati dell’Unione. Ci si è fermati all’aspetto economico  lasciando in mano ai moribondi Stati-nazione le mediazioni politiche relative alla difesa, al fisco, al lavoro e al welfare, alla politica estera, etc. La Germania in questi ultimi anni a causa della sua preponderanza economica ha assunto una posizione egemonica e un ruolo di leadership. Si è creata una situazione per cui tutti sono contro tutti e tutti si aggrappano alla sovranità del loro Stato-nazione, svuotata di ogni potere e di ogni significato nel nuovo mondo globalizzato. I critici di questo stato di cose sbagliano dunque bersaglio, quando invece che con l’assenza della Politica, se la prendono con l’euro, con la burocrazia di Bruxelles e con il “rigore” imposto dai Tedeschi. Per uscire dalla crisi servono: una significativa cessione delle sovranità nazionali per avere una politica comune in tutti i campi e la decisione di dare uno Stato sovrano all’euro.
  • L’Europa è oggi lo spazio minimo per garantire la democrazia e consentire alla Politica  di svolgere la sua missione che è quella di governare i fenomeni indotti dalla globalizzazione per indirizzarli al bene comune anziché al soddisfacimento degli interessi delle Lobby e della Finanza. La sovranità reale se n’è già andata, in buona misura, dai singoli Stati nazionali che non sono più in grado di assolvere alla loro funzione di governo. La risposta non è il ritorno alle monete nazionali e alle dogane, ma se non vogliamo più essere “governati” dalla Germania e dalla “burocrazia” di Bruxelles, dobbiamo giungere al più presto agli Stati Uniti d’Europa..
  • L’Europa è uno spazio, sottratto alla pena di morte, in cui è stato pensato e attuato il welfare (lo stato sociale) più avanzato del mondo. Oggi questa “conquista di civiltà” è messa in discussione, anche se in nessun’altra parte del mondo i diritti fondamentali della persona sono altrettanto tutelati. Se vogliamo difendere ed esportare questo nostro modello, dobbiamo europeizzare i diversi assetti nazionali, fare i conti con i cambiamenti intervenuti, dar vita a uno Stato sovrano in grado di garantirne la continuità sia pure nel rinnovamento che sarà necessario e costruire un nuovo Patto sociale tra il Capitale, il Lavoro e la Politica in grado di sostituire quello del dopoguerra smantellato dal trionfo del neo-liberismo.
  • L’Europa è lo spazio minimo e però indispensabile per poter competere con le altre grandi aree politico/economiche del pianeta già affermate o emergenti. Ritornare indietro come propongono i risorgenti nazionalismi che hanno prodotto le immani catastrofi del secolo scorso, significa essere espulsi dalla storia dopo secoli di centralità. Alla fine della seconda guerra mondiale gli europei erano 500 milioni e il mondo era abitato da due miliardi di persone. Oggi noi siamo rimasti sempre quel numero, ma il pianeta è abitato da 7 miliardi. Tutte le “partite” aperte dalla crisi (da quella del lavoro che non c’è, alla povertà ed alla miseria crescenti, al rischio di una terza guerra mondiale, all’avanzata degli spiriti guerrafondai, antidemocratici e negatori delle libertà che si rifanno ai regimi “morti ma non ancora da molti sepolti” del secolo scorso, si giocano e si possono vincere solo nello spazio dell’Europa unita. L’Anpi erede dello spirito della Resistenza, che è stata anche Resistenza Europea, onora la Memoria degli esuli di Ventotene insistendo sulla attualità delle argomentazioni contenute nel loro Manifesto per gli Stati Uniti d’Europa.

L’Anpi Regionale si propone di verificare periodicamente l’attuazione dei punti sopra indicati.

In occasione della Festa del prossimo 25 aprile 2015 l’Anpi nazionale organizza una grande manifestazione di popolo, nel pomeriggio a Milano in Piazza Duomo. Il Comitato Regionale, impegna le Anpi della Lombardia ad assicurare, sin da ora, la più ampia partecipazione.

Milano, 20 gennaio 2015

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