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Angelo Pegoraro – 19 Gennaio 2014 – Interventi

Intensa e partecipata manifestazione per la Commemorazione di Angelo Pegoraro, giovane Resistente barbaramente trucidato da una squadraccia fascista il 16 Gennaio 1945, nel luogo ove avvenne il misfatto: la case popolari di Cascinetta, a Gallarate.

Erano presenti, oltre gli iscritti all’Anpi Gallarate ed i cittadini, una nutrita rappresentanza dell’Amm. Comunale di Gallarate, a cominciare dal Sindaco Ing. Edoardo Guenzani, dal Pres. del Cons. Comunale Marco Casillo, dagli Ass.ri Cinzia Colombo, Sebastiano Nicosia, Angelo Bruno Protasoni, e dai Consiglieri Aldo lamberti e Alessio Mazza. Era presente anche Ester De Tomasi, che qui ringraziamo, figlia dello scomparso Partigiano e Deportato Sergio.

Presenti anche forze politiche gallaratesi, come Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani, con le proprie bandiere, a rimarcare l’impegno per la salvaguardia della Memoria.

Dopo la doverosa breve introduzione del Pres. di Anpi Gallarate Mascella, Francesco Larghi, a nome della sorella del Martire, ha voluto portare i saluti ed i ringraziamenti per la costante ricorrenza che ogni anno l’Anpi promuove, a ricordo del grave fatto di sangue: ricordando altresì come, in quel lontano momento, la sorella del Martire Angelo, Luigia Pegoraro, portasse in grembo una bambina alla quale poi è stato dato il nome di Angela. Luigia non è potuta essere presente per ragioni legate alla sua età ormai quasi novantenne.

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Il Pres. Mascella ha quindi dato la parola al Sindaco Guenzani, che nel suo breve ma intenso e partecipato saluto ha voluto ribadire le ragioni della Memoria, e stigmatizzare come la prevaricazione è sempre latente ed attuale: e come i momenti che ne ricordano le tristi conseguenze siano necessari per perpetuare il ricordo di tutti coloro che si sono sacrificati per un mondo in cui prepotenze ed arroganze di qualsiasi tipo siano finalmente bandite.

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Orazio Cammarata ha successivamente pronunciato il discorso commemorativo, che riproduciamo qui di seguito per intero:

“Siamo riuniti qui oggi per celebrare il sessantanovesimo anniversario dalla morte di Angelo Pegoraro, il giovane gallaratese assassinato dai fascisti il 16 gennaio 1945 sulla soglia di casa mentre andava a trovare sua madre.

Commemorare Angelo Pegoraro vuol dire anche ricordare la Resistenza che diede speranza e riscatto ad un epoca buia. Nella Resistenza infatti si intravide uno spiraglio di luce ricca di coraggio e d’ideali, che segnò la rinascita del nostro paese dal buio morale della violenta dittatura fascista e dalla feroce occupazione nazista, restituendoci democrazia, libertà, giustizia, solidarietà, eguaglianza e pari opportunità, nel rispetto delle diversità e del pluralismo.

Ma oggi non dobbiamo dimenticare che la Liberazione fu ottenuta al prezzo d’immani sofferenze e della morte di tanti eroi per mano di barbari e assassini, e di uomini che si lasciarono usare come ingranaggi di una macchina diabolica.

Non dobbiamo fare in modo che questo appuntamento diventi una consuetudine fine a se stessa, che si riduca ad occasione di retorica commemorazione, ma deve essere soprattutto momento generatore di senso e di impegno morale e civile per tutti.

2014-01-19-11-21-15Esistere solamente, in epoche come la nostra, non basta più. A chi abbia ancora una coscienza morale e politica, a chi non abbia ridotto a stato passivo la propria capacità di pensiero critico e la propria volontà di azione etica, il semplice esistere non è più sufficiente, occorre resistere e reagire. Reagire ai soprusi e ad ogni forma di violenza palese o latente.

Dall’8 settembre 1943 l’Italia centro meridionale era già stata liberata e si era dichiarata a fianco degli alleati per liberare i territori dell’Italia centro settentrionale. Di fatto già nei primi mesi del 1945 la sconfitta nei nazifascisti era percepibile e ciò rendeva gli invasori più pericolosi. La Resistenza, nata dopo l’8 settembre nei territori del Nord, fu espressione di una volontà di riscatto, di lotta e di Liberazione dall’occupazione tedesca.

Angelo Pegoraro era un giovane antifascista che credeva nei suoi ideali di libertà e democrazia e non si volle piegare all’intimidazione e alla ferocia fascista. Per queste ragioni controllavano ogni sua mossa per trovare il momento giusto per eliminarlo.

Angelo aveva soltanto 19 anni ed era forte delle sue idee, era convinto di stare dalla parte giusta.

Egli aveva una speranza: quella di un futuro migliore e lottò per un futuro di libertà. E non perse mai quella speranza. Questo è il messaggio che dobbiamo oggi trasmettere ai nostri giovani: non perdete mai la speranza per un futuro migliore e lottate per ciò in cui credete.

Ogni piccola azione umana volta a migliorare la società, anche se può rappresentare una goccia nell’oceano, ebbene questa azione, unita a tante altre piccole azioni umane, può contribuire a migliorare questo nostro mondo.

Tanti giovani uccisi dai fascisti come Angelo Pegoraro che credevano nei propri ideali di libertà con le loro azioni di lotta e di Resistenza ci lasciarono un paese libero. Con queste premesse è nata la nostra Costituzione che tutti dobbiamo difendere.

Una società in cui i cittadini e soprattutto i giovani non credono in un futuro migliore nel lavoro, nella crescita e nella giustizia,  è una società ingessata e vulnerabile ad ogni fenomeno di crisi.

La disoccupazione, la povertà, le malattie, le crisi economiche, sociali, culturali e morali presenti in  uno stato creano uno scollamento del tessuto sociale portando ad una crisi del modello democratico, che può sfociare in una deriva autoritaria.

Quasi tutti i martiri della libertà uccisi dai nazifascisti erano giovani; non erano eroi. Erano semplicemente dei giovani che  erano nati durante la dittatura e che non si riconoscevano nel regime e reagirono all’oppressione fascista.   Non tutti gli antifascisti di allora reagirono, non perché erano dei codardi ma perché avevano una famiglia, e figli o forse perché non avevano la forza morale per contrastare i soprusi e soffrivano in silenzio. A tutti questi uomini e donne la Resistenza ha dato una speranza.

Io dico che oggi, dopo questa cerimonia di commemorazione di Angelo Pegoraro ognuno di noi deve fare un’azione positiva: diffondere questo messaggio di fiducia nel futuro e di speranza per  restituire dignità a quanti oggi si trovano in grandi difficoltà.

Occorre che tutti ci adoperiamo per credere che nulla è perduto,  che ci possiamo risollevare. Dobbiamo ritornare ad investire sul domani, con l’impegno politico e sociale, con la dedizione all’istruzione  e al lavoro. E’ proprio nel lavoro che occorre mettere in campo tutte le energie positive perché senza il lavoro non c’è dignità e viene meno l’investimento emotivo soprattutto dei giovani per il domani. Questo dobbiamo chiedere alla politica e alle istituzioni e per questo vale la pena di lottare.

Ci sono vari metodi di lotta: la lotta politica per difendere i valori che ho detto prima. La lotta per la conoscenza: solo conoscendo bene i problemi si riescono a capire le cause e quindi a rimuovere gli ostacoli. La lotta ad ogni forma di ricatto, di ingiustizia e di lesione della libertà. Questi valori devono essere sempre difesi senza mai arrendersi come ha fatto Angelo Pegoraro.

Orazio Cammarata

Gallarate 19 gennaio 2014

 

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1 Comment

  • osvaldo

    1

    Bellissima manifestazione davvero, una sola nota: penso sia doveroso citare anche la presenza di forze politiche antifasciste e la sempre presenza dei comunisti della Federazione della Sinistra di Gallarate che non mancano mai a nessuna iniziativa dell'ANPI... visto che si citano solo quelli impegnati nelle istituzioni... così solo per ricordare. Osvaldo

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