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Commemorazione Luciano Zaro – 25 Novembre 2012

LUCIANO ZARO

(22 Luglio 1924  – 24 Novembre 1944)

L’ ANPI di Gallarate, nella ricorrenza dell’assassinio di Luciano Zaro, appuntamento divenuto momento tradizionale di mesta ma rinnovata riflessione, auspica che nel nome del Martire e di tutti coloro che al pari furono vittime della violenza nazifascista, si celebri anche la speranza di una nuova stagione di Pace, così duramente messa alla prova dagli avvenimenti nazionali ed internazionali, con una sempre più preoccupante recrudescenza di manifestazioni (talvolta tollerate, quando non incoraggiate e/o promosse da talune Istituzioni) che si richiamano a quell’oscuro passato che nessuno si augura possa ritornare.

Luciano Zaro fu assassinato la sera del 24 Novembre  1944, nella propria abitazione nella frazione di Arnate in Gallarate, mentre era assieme alla madre: alcuni tristi figuri della Brigata Nera agli ordini del famigerato Maresciallo Crosta, con il pretesto di cercare armi nascoste dai partigiani, fecero irruzione nella casa.

Il giovane Zaro rispose pacatamente ai pressanti, minacciosi interrogatori, affermando che nella sua casa non vi erano armi di nessun genere: nonostante ciò, e nonostante in effetti non furono ritrovate armi, il Maresciallo Crosta ne ordinava comunque l’arresto, intimandogli di seguirlo in caserma.  Il ragazzo, visti inutili i suoi argomenti di difesa, si apprestò quindi ad indossare un capo di vestiario che lo proteggesse dal freddo, e mentre ciò faceva, il Crosta, con inaudita ed inutile ferocia, lo freddava proditoriamente con una serie di colpi di pistola, dinnanzi alla madre sgomenta ed impietrita dall’orrore.

Dopo aver messo a soqquadro la casa alla vana ricerca di armi, non trovando nulla, la squadraccia fascista abbandonò il luogo dell’efferato delitto, lasciando dietro di sé un morto ed una madre nella disperazione.

Verso la fine del ’44 la 127^ Brigata Garibaldi S.A.P., alle dirette dipendenze del  C.L.N.  (Comitato Liberazione Nazionale) di Gallarate, divenne la 181^ Brigata “Luciano Zaro”, in memoria del ragazzo così barbaramente trucidato.

L’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ne affida la memoria alle generazioni attuali e future, nel convincimento che il sangue innocente versato sia da esempio affinché la barbarie vissuta non abbia mai più a ripetersi.

Domenica 25 Novembre 2012, alle ore 12.00, l’Anpi, insieme ai familiari del Martire, deporrà una corona di alloro sulla lapide che ne ricorda il sacrificio,  in via Garegnani a Gallarate,  prospiciente p.zza  Luciano Zaro.

Le Istituzioni cittadine, le forze politiche democratiche, le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni, i cittadini tutti sono invitati a partecipare.

Il Presidente Anpi Gallarate

 M. Mascella

Gallarate, 20 Novembre 2012

foto: clicca qui

La Commemorazione si è aperta con una breve introduzione del Pres. Anpi Gallarate, Michele Mascella, che ha voluto evidenziare come il 25 Novembre coincida con la Giornata Mondiale – promossa dall’ONU – contro la violenza di genere, ed in particolare sulle donne, senza dimenticare quella esercitata più in generale sui soggetti più deboli (bambini, anziani, disabili  ecc.); Mascella ha inoltre ringraziato la partecipazione delle Istituzioni cittadine (presenti gli Ass.ri Colombo, Nicosia, Protasoni, lo stesso Sindaco), evidentemente sensibili ai temi della Memoria legati alla Resistenza, ed in particolare il Sindaco Guenzani, al quale ha successivamente passato la parola. Questi, nel suo breve ma efficace intervento ha, tra l’altro, stigmatizzato il concorso all’evento della comunità pastorale di Arnate, non dimentica del sacrificio del Martire Luciano Zaro.

Erano presenti alla manifestazione i congiunti di Luciano, il fratello Isidoro e la nipote Luciana, ai quali il Pres. Mascella ha espresso un cordiale saluto.

Successivamente ha preso la parola l’Oratore designato dal Direttivo di Anpi Gallarate:

Qui di seguito il testo del discorso commemorativo affidato ad Alessio Mazza, membro della Segreteria cittadina dell’Anpi Gallarate:

 “ In questa casa il 24.11.1944 cadeva spento dalla ferocia fascista Luciano Zaro. Partigiano.

Così recita la lapide appesa all’ingresso del suo cortile.

I ricordi mi portano alla quarta elementare quando la mia maestra portò tutta la classe a leggere queste parole e a spiegarci chi era Luciano Zaro e che cosa aveva fatto.

Ed è forse da allora, all’inizio inconsapevolmente e poi con sempre più coscienza, che la figura e la storia di Luciano Zaro mi hanno sempre colpito.

E quelle due parole, così diverse e così spesso una a fianco dell’altra: fascista e partigiano.

Ne è passato di  tempo da quel giorno della gita in piazza Zaro e ora l’emozione nel leggere questa targa e sapere chi è stato Luciano Zaro è dettata dalla consapevolezza.

Consapevolezza di quella parola alla quale sono tanto affezionato: partigiano.

E come Gramsci diceva nel 1917:

 

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

 

E allora oggi il compito di tutti noi antifascisti deve essere quello di alzarci dalla poltrona e uscire di casa per percorrere le strade che già furono segnate dagli scarponi partigiani e sventolare le bandiere della libertà, della giustizia e dell’ uguaglianza.

Lo dobbiamo fare perchè il sacrificio di Luciano Zaro non sia stato vano.

Dobbiamo avere la forza e l’intelligenza nel riconoscere le dittature e i soprusi di oggi e sconfiggerli in tutti i modi, più che mai in questi ultimi anni, dove le cronache registrano deplorevoli gesti degli squadristi fascisti, in genere giovani e giovanissimi che con “spedizioni punitive” esaltano tutta la loro semplicità primitiva e la loro disperazione culturale.

In questi giorni, per esempio, affiancando gli studenti nei cortei, indignandoci per i nostalgici che celebrano la nascita del Duce e la ricorrenza della Marcia su Roma, ed esprimendo solidarietà ai compagni del coordinamento studentesco Varese Rossa che hanno subito pochi giorni fa un grave atto intimidatorio.

È importante usare la memoria come strumento di studio.

È un nostro dovere ricordare e condividere.

È un nostro dovere essere antifascisti.

E allora ricordiamocelo vivo Luciano, come quella sera del 23 novembre 1944, il giorno prima che il fascista Crosta gli fece visita.

Ricordiamocelo allegro e speranzoso, innamorato della vita come solo un ventenne può esserlo.

Affidiamo il suo ricordo alle generazioni attuali e future, affinchè sia da esempio.

Ricordiamoci Luciano Zaro vivo!

Che viva Luciano, che viva l’antifascimo!

 

Alessio Mazza

Gallarate, 25 Novembre 2012

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