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Intervento dello studente Andrey Chaykin dell’Ist. Gadda Rosselli alle Celebrazioni del 25 Aprile 2012 a Gallarate

Intervento dello studente Andrey Chaykin  dell’Ist. Gadda Rosselli alle Celebrazioni del 25 Aprile 2012 a Gallarate

Buongiorno, mi chiamo Andrey e sono un rappresentante dell’Istituto Gadda Rosselli, un giovane studente e anche un giovane giornalista presso NumeroZero. Vi ringrazio per la vostra presenza e la vostra attenzione. Come molti di voi sanno, io sono Russo e vivo in Italia da tanto tempo. Ormai ho due case e due lingue madri. Tuttavia in questa giornata, una bellissima giornata del 25 aprile leggerò alcune lettere dei soldati russi, alcuni anche caduti in battaglia, che hanno difeso e combattuto per la liberare l’Europa dal regime nazi-fascista. I miei compaesani sono stati i primi ad entrare ad Auschwitz dove dal ‘38 al ‘44 sono state uccise non meno di quattro milioni di persone.
Ho deciso di leggere alcune lettere di quei soldati russi che hanno sostenuto i partigiani italiani e insieme portato la liberà in questo mondo, donando anche la propria vita.

Prima lettera.

Infermiere Kojevnikov scrive alla figlia il 29 agosto del ‘41 preoccupato per il suo futuro:

Figlia mia, devi renderti conto che l’infanzia è finita e bisogna prendere le proprie responsabilità come si deve, il tuo abbandono scolastico non ti potrà dare nulla da questa vita. Non bisogna perdere il momento e fino a quando hai la possibilità devi ampliare gli studi prendendo qualsiasi specializzazione che può darti un futuro migliore. Un abbraccio tuo papa

 

Seconda lettera

Soldato dell’armata rossa A.P. Kondariov scrive alla moglie il 25 novembre del ‘41:

eh Tonia, è tutta la colpa di Hitler, bastardo. Arriverà quel giorno dei conti e dovrà pagare caro per il nostro sangue e le vite giovani spezzate, distruggeremo l’infame, e allora ritorneranno i fiori, l’amore, le giovani vite e ritorneranno i tempi nostri tempi di pace. Un bacio

Terza lettera

A volte nelle lettere si descrive l’immagine delle battaglie.

Ufficiale Volkov fa sapere il 15 marzo del ‘43 ai genitori del soldato I. Kosariova della morte di quest’ultimo:

Io non ho potuto vedere Igor prima della battaglia, ma l’ho visto in mezzo agli altri soldati con la mitragliatrice fare fuoco sui nazisti. Dopo il bombardamento degli aeri nemici e la loro avanzata abbiamo ritrovato il suo corpo. Era sporco di olio dei carri armati distrutti e ustionato in alcune parti del corpo. In mano teneva ancora i resti della sua arma. La terra bombardata era bianca, ma non per la neve. Al contrario era ricoperta di cenere, una terra morta. Condoglianze per la perdita

Quarta lettera

8 aprile del ‘43. Esploratore V.B. Baranov scrive alla donna amata.

Oggi ho ricevuto la tua lettera. Mi ha fatto ricordare la casa amata, gli amici e decide di immagini della mia vita passata. Cosa può essere di più caro dei ricordi passati dell’uomo che un passo dopo l’altro libera la sua terra dai nemici? Immaginati un cielo grigio, piccole gocce di pioggia, cattivo fischio del vento, steppa, la trincea in quale mi trovo, e ti sarà chiaro perché io parlo così con tanto amore dei tempi passati con te.”

Purtroppo la brevità di queste lettere è dovuta alla mancanza di carta e dell’inchiostro al fronte. Come avevo detto prima, molte persone, tra i miei compaesani e i partigiani italiani hanno donato la propria vita per liberare l’Europa dal nazi-fascismo. Ma oggi noi siamo liberi grazie a loro ed è il minimo non dimenticare da dove deriva la nostra libertà!

Andrey Chaykin

Gallarate, 25 Aprile 2012

foto: http://www.flickr.com/photos/anpigallarate/sets/72157629911677809/

 

 

 

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