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La scomparsa di Miriam Mafai

La giornalista e scrittrice italiana era nata nel ’26: partigiana nelle fila del Pci ha raccontato l’Italia e la sua politica. Inviata speciale di Repubblica, è stata sempre a sinistra ma mai di parte.

Giornalista di respiro internazionale, acuta scrittrice, Miriam Mafai è morta oggi a Roma, 9 Aprile 2012, dopo una lunga malattia.  Nata a Firenze il 2 febbraio 1926, ha partecipato alla Resistenza antifascista nelle file del Pci. Dopo la Liberazione ha continuato la sua attività politica e dal 1951 al 1956 è stata assessore al Comune di Pescara. Nel 1957 è stata a Parigi come corrispondente del settimanale Vie Nuove, nel 1960 all’Unità come redattore parlamentare. Direttore di Noi Donne dal 1965 al 1970, è passata poi come inviato speciale a Paese Sera. Dal 1983 al 1986 è stata presidente della Federazione nazionale della stampa. Nel 1975 è diventata inviato speciale de la Repubblica. È stata anche deputato nelle file del Pds.

Femminista, capace di mettere il “dito nella piaga” cercando un punto di mediazione più avanzato, Mafai non ha mai smesso – se non forse negli ultimissimi ani – di stare con un piede in politica. Ultimo impegno attivo, generoso e appassionato, il sostegno alla candidatura a presidente della regione Lazio di Emma Bonino (che come si sa non fu esattamente una idea del Pd, che piuttosto la subì). Per dire della sua capacità di fare di testa sua, di mettere la sua voce e la sua autorevolezza a favore delle cause degne di essere combattute. E questo nonostante Miriam Mafai sia sempre stata una donna del Pci, protagonista attiva del travaglio del Pci poi Pds, poi Ds, poi Pd. Provocatrice di dibattiti animati, senza schermi. Scrisse per Donzelli “Dimenticare Berlinguer” sulla necessità, per andare avanti di uccidere “il padre”. Un pamphlet che scatenò alla metà dergli anni ’90 un dibattito serrato e frontale tra le varie anime del Pci (lei è stata vicina al gruppo dirigente dalemiano). Il suo era un pensiero critico, capace di pretendere dai compagni con cui divideva la sua passione politica il coraggio dell’autoanalisi, e la necessità del saper correggere i propri limiti. Per questo Miriam Mafai ha sempre rappresentato una voce considerata “vicina” anche dai più giovani, che hanno visto nella sua capacità di riguardare al passato con gli occhi del presente una interlocutrice autorevole ma anche compatibile. Lei stessa ha attraversato le varie epoche curiosando tra i linguaggi e con una punta di “consapevolezza del personaggio”: Mafai ha parlato di sé e del suo privato con molta più schiettezza e naturelezza di quanto non abbiano fatto tante donne della sua età, mettendo sempre in guardia le donne più giovani sulla possibilità di perdere da un momento all’altro le sconfitte della (supposta) parità e rivendicando la sua libertà e autodeterminazione. Famosa la sua frase, a proposito del suo amore con Giancarlo Pajetta: “tra un week end con il mio Pajetta e un’inchiesta, sceglierò sempre la seconda”.

Con Miriam Mafai «scompare una delle più forti personalità femminili italiane degli scorsi decenni: erede di un’alta tradizione intellettuale e artistica famigliare, si era impegnata giovanissima nella Resistenza romana, affermandosi presto come giornalista di grande talento e combattività, e quindi come significativa scrittrice in stretto legame con il movimento per l’emancipazione delle donne e con l’attività politica della sinistra». È il ricordo commosso che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affida ad un messaggio partecipando al dolore dei figli, della sorella Simona e di tutti i familiari della giornalista scomparsa oggi. «Lo spirito critico con cui aveva ripercorso le sue scelte ideali – aggiunge il Capo dello Stato – era parte di un temperamento morale alieno da convenzionalismi e faziosità. Nel ricordare la schietta amicizia che ci ha così a lungo legati, mi resta vivissima l’immagine della sua umanità appassionata, affettuosa ed aperta». Cordoglio per la perdita di una così importante figura intellettuale arriva anche dai presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani.

Sono tantissimi i messaggi di cordoglio per ricordare la giornalista e scrittrice scomparsa. Parla tutto lo stato maggiore del Pd. “Giornalista, scrittrice, militante politica fin dai tempi della Resistenza, dirigente della sinistra italiana e deputata al Parlamento, fino ad essere parte della Direzione nazionale del Pd, Miriam Mafai ha vissuto tanti ruoli diversi ma sempre con intelligenza, passione e curiosità di sapere. Esprimo alla famiglia il cordoglio mio e del Partito democratico”, ha detto il segretario del partito Pierluigi Bersani. “Miriam Mafai è stata una grande protagonista del giornalismo italiano e una militante appassionata e critica della sinistra e del movimento delle donne, oltre che una cara amica”, ha scritto Massimo D’Alema. Si perde nei ricordi anche Wlater Veltroni:”L’ho conosciuta tantissimi anni fa e lei è sempre stata tra i miei interlocutori essenziali: ricordo la passione con cui accompagnò la stagione in cui ero sindaco di Roma, ricordo la grande sintonia politica e culturale negli snodi più ardui della politica italiana: dalla svolta dell’89 alla nascita del Partito democratico di cui è sempre stata animatrice e sostenitrice. Miriam aveva un approccio alla politica insieme pragmatico ed appassionato, coglieva le svolte, le anticipava, spingeva sempre in avanti, aveva profonda curiosità culturale che ne faceva da sempre una giornalista innovativa, aveva un’attenzione tutta speciale alle donne, alle loro battaglie, alla loro crescita con coraggio e senza vittimismi. Per questo – conclude Veltroni – la perdita di una donna come Miriam ci appare oggi così profonda, non solo a me, non solo alla sinistra ma a tutta la cultura italiana, a chi ha a cuore la giustizia e la crescita di questo nostro Paese”.

da “Il Manifesto” del 9/4/2012

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