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Conclusa l’ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE ANPI GALLARATE

Domenica 25 Febbraio 2012 si è tenuta l’ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE della Sezione ANPI di Gallarate. Hanno partecipato all’Assemblea numerosi iscritti ed invitati, ed alcuni di loro hanno portato i graditi saluti delle proprie Organizzazioni e validi ed apprezzati interventi nel contesto dei lavori assembleari.

Particolarmente gradita la presenza del nuovo Presidente dell’ACLI Gallarate, recentissimamente eletto a tale funzione, l’amico CARLO NAGGI.

Hanno fatto seguito alla Relazione del Presidente della Sezione M. Mascella i saluti e gli interventi di:

LUIGI GROSSI (Cin)          V. Pres. Comitato Prov.le ANPI Varese;

CARLO NAGGI                    Pres. ACLI Gallarate;

DAVIDE FERRARI             Partito Democratico Gallarate;

ANTONIO LONGO             Movimento Federalista Europeo, sez. di Gallarate;

ALESSIO MAZZA                Sinistra Ecologia e Libertà, sez. di Gallarate;

MARCO ZOCCHI                Federazione della Sinistra, Comit. Prov.le Varese;

CINZIA COLOMBO            Ass.ra alla Partecipazione Democratica Comune di Gallarate;

GIUSEPPE GATTI              Iscritto ANPI Gallarate, Presid. Onor. della Sezione;

ALFIO ERBA                        Iscritto ANPI Gallarate, ex Partigiano;

ILARIA MASCELLA           Iscritta ANPI Gallarate, membro della Segreteria;

DONATO RABACCHIN     Iscritto ANPI Gallarate;

ELIA FASOLI                       Tesoriere: esposizione bilancio della Sezione;

LUIGI GROSSI (Cin)          V. Pres. Comitato Prov.le ANPI Varese: conclusioni.

Sono state accolte le dimissioni dal Comitato Direttivo della Sezione di Giovanni Mazzella, che per motivi di studio non può garantire oltre la propria presenza nell’Associazione.

E’ stato inoltre approvato all’unanimità il bilancio economico della sezione, illustrato dal Tesoriere Elia Fasoli.

In attesa di poter pubblicare gli interventi scritti che dovessero pervenire, si riproduce qui di seguito la Relazione del Presidente M. Mascella:

 

RELAZIONE DEL PRESIDENTE

ALL’ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE

DELLA SEZIONE ANPI DI GALLARATE

25 FEBBRAIO 2012

 

Care e cari compagne e compagni, amiche ed amici dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia,
consentitemi di iniziare questa mia relazione con la lettura integrale di un principio fondamentale che sta alla base della nostra democrazia:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

E’ la declamazione dell’Art. 1 della Carta Costituzionale: è il pilastro che designa quale fondamento della Repubblica il Lavoro, nelle sue molteplici espressioni.
Questa nostra Assemblea Annuale non poteva che iniziare così, con un riferimento chiaro, forte e deciso intorno al problema che assilla già da tempo la politica, e che per l’Anpi, attenta ai valori costituzionali, assume una valenza strategica per le implicazioni che vi sono indotte.

E’ sotto gli occhi di tutti l’accanimento con il quale da più parti si persegue l’obiettivo della riduzione delle tutele dei lavoratori mascherandole con l’esigenza indifferibile, in seguito alla gravissima crisi economica che il Paese attraversa, di addivenire ad una nuova legislazione sull’intero comparto del Lavoro, riscrivendone le regole, e nello specifico iniziando da quell’Art. 18 dello Statuto dei lavoratori, fatto oggetto di scrupolose ed interessate attenzioni come se fosse la causa principale dei mali della società. E la sequela di affermazioni tanto audaci quanto improprie, non ultima quella della Presidentessa della Confindustria, secondo la quale il Sindacato proteggerebbe “assenteisti e ladri”, dà il quadro in cui l’attuale governo si muove.

Affermazioni gravi, anche di alti esponenti governativi, che non depongono a favore di una compagine chiamata sì a salvare il Paese dal baratro, ma con la quale non può condividersi la propensione ad accollare il salvataggio sempre e solo sulle spalle dei soliti noti: pensionati, lavoratori, precari, disoccupati, e la nuova classe emergente, i disperati.

Faccio mie le riflessioni di Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale dell’Anpi:

“Perché tutta questa insistenza, anche da parte di chi scrive, su temi che riguardano il lavoro? La ragione è semplice: se l’ANPI assume la Costituzione come fondamento della nostra società e della convivenza civile, non può mai dimenticare il valore racchiuso nell’articolo 1 che proprio nel lavoro individua il fondamento della Repubblica.”

E’ una ripetizione non casuale di ciò che prima affermavo, e che pertanto intendo ribadire con estrema determinazione. Se è vero che l’Anpi ha assunto, tra gli altri, il ruolo di “coscienza critica”, è altrettanto vero che su temi di questa portata non può tacere: gli spericolati esercizi di ingegneria giuridica attorno all’Art. 18 altro non sono che l’attacco ultimo e definitivo al baluardo che quell’articolo è andato via via assumendo, come estremo difensore dei diritti dei lavoratori, già duramente erosi nel corso degli ultimi venti-trenta anni. E’ l’assalto alla cittadella e, come dice Smuraglia, è “l’effetto della prepotenza e dell’arroganza dei “nuovi” padroni; ma è anche un effetto della crisi e della debolezza politica e sociale che in questo modo si esprime.”

L’Art. 18 non si cancella, né ha bisogno di alcuna manutenzione, se non in termini migliorativi e di estensione a tutti quei soggetti che ne sono esclusi: piuttosto vi è la necessità di procedere alla manutenzione, ovvero drastica riduzione, dei ricchissimi emolumenti elargiti proprio a quelli che tale manutenzione vorrebbero applicata solo all’Art. 18.

Ed a questo proposito, è ancora Smuraglia che ci soccorre per meglio definire la posizione dell’Anpi su questo problema:

Illustri studiosi, specialisti di diritto del lavoro e di economia del lavoro, hanno spiegato fino all’esaurimento che non di questo si tratta, che non è vero che l’art.18 impedisce i licenziamenti per motivi economici, che vi sono già molte strade per liberarsi di un dipendente che non lavora e danneggia comunque l’attività produttiva; gli stessi sindacati, questa volta unanimi, dicono che il problema dello sviluppo non sta nell’articolo 18, che è norma intangibile perché garantista, almeno sul piano individuale; tutti i partiti di sinistra, a cominciare dal PD, hanno espresso con chiarezza la loro opposizione a qualunque modifica, chiarendo che la questione da risolvere è quella del precariato, non quella dei lavoratori a tempo indeterminato e del licenziamento individuale; è quella semmai di reperire serie garanzie per chi non ha lavoro o lo ha perso o non lo ha mai trovato; e quello di una riforma vera degli ammortizzatori sociali. Ma tutto questo non trova, a quanto pare, orecchie disposte ad ascoltare.”

La riassunzione coatta dei tre lavoratori licenziati dalla Fiat ne è una dimostrazione lampante, e noi salutiamo con fervore la decisione inappellabile del Tribunale che l’ha decisa, nonostante la Fiat si ostini ad impedire loro di avvicinarsi ai propri posti di lavoro: ed intanto l’Unità è stata espulsa dalla Magneti Marelli quasi a ritorsione del provvedimento.

Ed i Partiti che sostengono questo governo di impegno nazionale, così come è stato definito, primo tra tutti il Partito Democratico, farebbero bene ad ascoltare il grido di allarme che sorge dal Paese reale: le ultime notizie fanno pensare che il PD, pur tra difficoltà interne, non permetterà questa deriva in ultima analisi antidemocratica. E’ pertanto giusta la ferma posizione dei Sindacati, primo fra tutti la CGIL, intorno a questo tema che presenta aspetti sempre più drammatici.

E’ dunque passato più di un anno dalla nostra ultima assise: per tutto ciò che nel frattempo è accaduto, potremmo dire un secolo, che ci ha liberato da un governo ormai screditato sopratutto in sede internazionale, e che del nostro Paese aveva lasciato un’immagine molto poco edificante, per diverse e ben note ragioni.

Ma anche Gallarate ha vissuto la sua nuova stagione, con la nuova giunta democratica insediatasi a seguito delle elezioni amministrative, dopo una campagna elettorale che ha favorito il convergere degli elettori su una scelta per il cambiamento. L’Anpi di Gallarate ha sostenuto l’esigenza di tale cambiamento, interpretando il sentire comune dei cittadini, ed invitandoli ad esprimere il proprio voto in direzione di quei Partiti che il cambiamento stesso propugnavano.

Tra le attività della nostra sezione, che non enumero tutte per brevità, certamente merita una menzione quella relativa alle Celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, avendo concorso all’istituzione del Comitato Cittadino assieme ad altre Associazioni, in particolare con l’Associazione Mazziniana Italiana, il Circolo Garibaldi, il Circolo l’Incontro, e molte altre che vi hanno aderito. Il Comitato Cittadino ha cercato in vari modi di pungolare la vecchia Amministrazione (come è apparso in un articolo anche su Varese News del 20 Febbraio), ma dopo vari incontri non si è riusciti ad avere la doverosa collaborazione in ordine alle diverse proposte di iniziative che il Comitato ha avanzato. Rimane però la partecipazione alla Celebrazione Ufficiale dell’evento, avvenuta il 17 Marzo 2011, anche con un gazebo approntato per l’occasione, oggetto di numerose visite dei cittadini e, tra l’altro, la presentazione del volume Garibaldi ed Urban nel 1859, sempre nell’ambito dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia, nella Sala Impero, con il patrocinio del Comune.

Anche il 2 Giugno, Festa della Repubblica, ha visto il gazebo del Comitato presente in piazza, e con una notevole partecipazione dei cittadini che hanno apprezzato l’intento espositivo e celebrativo compiuto per testimoniare visivamente la nascita della Repubblica.

Fare “rete” con altre Associazioni è diventato un imperativo delle indicazioni che ci vengono dal nostro ultimo Congresso Nazionale, e che noi condividiamo: indicazioni cui cerchiamo di attenerci per quanto possiamo, laddove sussistano le condizioni per realizzarle.

E’ il caso dell’intensa collaborazione con i Licei di Gallarate, che si sono fatti promotori di una importante iniziativa, come già saprete, in favore dei migranti in particolare, e degli studenti di secondo grado delle scuole cittadine. L’iniziativa, ancora in corso di svolgimento, denominata “Cittadinanza e Costituzione”, ha avuto la collaborazione di molte Associazioni cittadine, tra le quali la Associazione Mazziniana ed il Movimento Federalista Europeo, il quale ultimo ha prodotto e distribuito alcuni opuscoli molto utili ed interessanti inerenti le tematiche legate all’Europa. Oltre a ciò, ha concorso con propri rappresentanti a due dei dieci complessivi incontri che l’iniziativa prevede. Senza dimenticare che motore del tutto è stata la Prof.ssa Patrizia Foglia insieme ad altri suoi colleghi: è inoltre motivo d’orgoglio per l’Anpi aver fornito al ciclo ben sei Relatori sui dieci previsti. Anche questa iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune, il cui Assessorato alla Cultura è oggi molto ben attento alle promozioni culturali che si svolgono nella Città.

E non posso non rilevare come il “cambiamento” di cui prima accennavo si sia concretizzato anche in altre forme: per la prima volta alle Commemorazioni di Luciano Zaro e di Angelo Pegoraro si è avuta la gradita partecipazione e presenza del Sindaco della Città, ing. Edoardo Guenzani. Segno qualificante di una nuova sensibilità, che si è espressa in maniera ancora più tangibile in occasione di un pronunciamento del Consiglio Comunale, suggerito e fortemente voluto dall’Anpi Gallarate, avverso al d.d.l. 3442 cosiddetto “Fontana”, che di fatto sancirebbe l’equiparazione tra i Partigiani ed i militi di Salò: provvedimento fatto proprio ed avanzato dal consigliere Alessio Mazza insieme ad altri membri del Consiglio Comunale di Gallarate. La presa di posizione del Consiglio Comunale di Gallarate ha fatto seguito ad identica iniziativa – sempre su suggerimento di Anpi Gallarate e Anpi Cardano – assunta dal Consiglio Comunale di Cardano al Campo.

E’ stata altresì un successo la Giornata Nazionale del Tesseramento, promossa dalla Segreteria nazionale per il 20 Novembre dello scorso anno, alla quale l’Anpi di Gallarate ha partecipato con un gazebo in piazza Guenzati.

Così come la partecipazione alla Festa della Resistenza dell’Anpi Provinciale, appuntamento divenuto tradizionale, nel quale l’Anpi di Gallarate si impegna con i suoi giovani aderenti, e non solo: anche l’edizione della Festa RI-Belli da morire continua ad affermarsi quale momento importante nella vita dell’Associazione gallaratese.

Una novità assoluta è stata invece la partecipazione alla Giornata del Ricordo 2012, indetta dall’Amm. Com.le e promossa dal Presidente del Consiglio Marco Casillo, che ha voluto espressamente invitare l’Anpi a questa celebrazione. L’Anpi ha accettato di buon grado, dopo alcune necessarie “verifiche”, l’invito, conscia, come d’altronde risulta dalle indicazioni del Nazionale, che questa Giornata non deve essere appannaggio di nessuno, e men che mai di coloro che tendono a farne propaganda di marca neofascista: la testimonianza dei fratelli Vieri e Harry Bursich è stata perciò quanto mai opportuna e ben inserita nel contesto. Di fatto, ancora una volta, l’Anpi è stata protagonista dell’evento e non mera ed inerte spettatrice. Al compagno Vieri Bursich, funzionario della CGIL Legnano, vanno i ringraziamenti dell’Anpi per la immediata ed incondizionata disponibilità mostrata.

Posso affermare, senza tema di smentita, che la nostra sezione gode di buona salute: al tesseramento per l’anno 2012 si sono di recente aggiunti 10 nuovi iscritti, in prevalenza giovani, che hanno chiesto spontaneamente l’iscrizione all’Anpi. Accade che in qualche caso sono persone che risiedono anche all’estero: ma questa non può essere una buona ragione per negare loro l’adesione. Tra i giovani, peraltro già iscritto da qualche anno, il nipote di Alessandro Aspesi, Ariele, classe 1995, che a maggio parteciperà ad un viaggio organizzato dall’Anpi Nazionale ad Auschwitz e che rappresenterà l’Anpi Prov.le e l’Anpi Gallarate tra 50 ragazzi individuati in tutta Italia. Altro giovane iscritto Fabio Colombo, classe 1993, interessato tra l’altro agli incontri su Cittadinanza e Costituzione di cui prima accennavo.

Ma insieme alle note positive ve ne sono di meno piacevoli, come quella che riguarda uno dei nostri Partigiani ex-combattenti, Giancarlo Colombo, classe 1921, e di cui si sono perse le tracce: da via Vaschi, dove abitava fino all’anno scorso, si è trasferito, forse in seguito a malattia o altro di cui non so, in località che al momento non ci è nota. E per la verità non siamo neppure certi che sia ancora in vita. Cercheremo di venirne a capo, magari consultando l’anagrafe del Comune.

Bene. Ho cercato di illustrare in maniera sintetica alcune delle attività in cui l’Anpi si è impegnata e si impegna, tralasciando una pedissequa elencazione di quelle istituzionali e di altre alle quali, oltre i confini territoriali, l’Anpi ha partecipato: ma ho voluto evidenziare la vitalità dell’Organizzazione in tutte quelle attività che sono materia collaterale agli interessi fondamentali dell’Associazione, e che sono la difesa della Costituzione, la sua promozione e divulgazione, la difesa dei diritti individuali e collettivi dei lavoratori e dei cittadini, la cultura della Democrazia in senso lato, così come appaiono stampigliati sulla Tessera di quest’anno.

Costituzione, Democrazia e Diritti dai quali non si può prescindere se si vuole guardare al futuro con un minimo di necessario ottimismo: e tutto ciò nonostante dall’Europa non arrivino segnali confortanti, come lo stesso Mario Draghi ha voluto annunciare.

Un’Europa che ancora oggi è impregnata di quel liberismo accattone e mercantile che la costringe nel ghetto di politiche asfittiche e senza respiro, un’Europa che a distanza di vent’anni dalla costituzione dell’unione economica e monetaria, si accorge di essere nata male, come entità avulsa dai popoli ed assetata di affarismo. Non sono affermazioni di un pericoloso bolscevico, ma di chi, come lo storico e giornalista Paolo Mieli (e molti altri con lui), denuncia la nascita dell’Unione Europea avvenuta in contraddizione con gli interessi veri dei popoli che l’avrebbero costituita e con gli stessi principi dei padri fondatori.

Che sono quelli legati al lavoro, ai diritti estesi ed uguali, alle opportunità per le imprese e per i lavoratori di avere riferimenti certi nel panorama europeo, che non deve essere occasione di maggior profitto a scapito di altri, ma di sviluppo armonioso nel comune contesto.

Tutto ciò è oggi ancora da costruire, con grave ritardo, ma l’Europa rimane il nostro convinto “orizzonte”, tanto più probabile se avremo altrettanti convinti governi nazionali che operino in questa direzione.

Per finire, voglio dire al Ministro Fornero che non siamo cinici, e che siamo sensibili alle sue lacrime: ma ci commuovono e ci preoccupano di più quelle della Tyssen, quelle di Casale Monferrato, quelle della Omsa (l’elenco è infinito), quelle della Sardegna, ove non vi sono scontri od opzioni ideologiche, ma rabbia e disperazione pronte ad esplodere nelle forme più impensabili.

E’ nostra intenzione tenere dritta la barra dell’Antifascismo, come collante di una testimonianza che guarda avanti senza dimenticare la Memoria del passato, dal quale dobbiamo trarre gli insegnamenti preziosi per il futuro.

M. Mascella

Gallarate, 25 Febbraio 2012

 

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