comunicati locali

Sui recenti fatti di sangue

I gravissimi episodi di violenza accaduti, quasi in rapida successione, prima a Torino e poi a Firenze, quest’ultimo tragicamente conclusosi con una vera e propria strage, dovrebbero far riflettere tutti coloro che con troppa ed a volte inconsapevole leggerezza non hanno piena coscienza della pericolosa deriva antidemocratica che quei comportamenti, fin troppo tolleranti, stanno insinuando nel nostro vivere civile.

Quando si chiede alle Istituzioni democratiche di intervenire, sia pure con annunci o prese di posizione collettive, rappresentanti del più comune sentire, contro tale deriva, costellata da un elenco infinito di episodi piccoli e grandi, dove si ravvisa senza ombra di dubbio la recrudescenza del fenomeno fascista, e non si hanno risposte rassicuranti, ebbene, c’è da chiedersi quale sia davvero la misura della sua percezione e quanto consapevole sia la necessità di esaltare e valorizzare il dettato Costituzionale, che alla XII Disposizione transitoria e finale così recita, immutabile nel tempo:

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.”

Da quel primo chiarissimo rigo deve dedursi che chiunque, con atti e/o omissioni, transiga o tolleri o ignori o, peggio, consenta il manifestarsi dell’insorgenza fascista, deve essere considerato un fiancheggiatore, consapevole o meno, a maggior ragione quando simili atteggiamenti sono da ascriversi alle Istituzioni democratiche che devono invece essere baluardo per la difesa della Democrazia. Qualsiasi tolleranza diventa complicità.

L’Anpi, ancora e sempre, invita tutti gli Antifascisti ed i sinceri democratici a serrare le fila, ed a vigilare e denunciare qualsiasi episodio di violenza fascista e xenofoba che ammorba il vivere civile in un Paese dove i Partigiani hanno combattuto perché fosse libero da ogni dittatura: anche da quella “democratica”, come per certi versi sta accadendo.

Iscriversi dunque all’Anpi oggi è un gesto quasi doveroso, e di sfida verso coloro che sognano di riportare il Paese nella barbarie già sconfitta dalla Storia.

p. Anpi Gallarate

M. Mascella

Gallarate, 13 Dicembre 2011