comunicati nazionali

Lettera al Presidente del Consiglio Monti

Ho trasmesso al Presidente del Consiglio la lettera che qui sotto viene trascritta.

Essa esprime non solo l’augurio non rituale ad un Governo di impegno e di svolta ma anche rappresenta la posizione dell’ANPI di fronte ad una situazione politica nuova, carica di attese e di speranze. Non sta a noi entrare nel merito del programma e delle singole scelte ma possiamo e dobbiamo rappresentare le attese di tanti cittadini e in particolare dell’ANPI per una politica che innovi rispetto a un recente passato disastroso e trovi un suo fondamento nelle ragioni della democrazia e nei valori fondamentali portati dalla nostra Carta Costituzionale.

“Signor Presidente, ho aspettato che cessassero le consuete ritualità, dopo la definitiva approvazione del Suo Governo, da parte del Parlamento, per esprimerLe – al di fuori di ogni convenzionalità – i sentimenti e le speranze sincere dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e miei personali.

Anzitutto, desideriamo rallegrarci sinceramente con Lei per il Suo impegno e la Sua disponibilità, in un momento così grave e difficile; e desideriamo esprimere il nostro compiacimento per l’autorevolezza, la serietà e lo stile con cui Lei ed i Suoi Colleghi di Governo avete affrontato un compito così oneroso, anche se, nello stesso tempo, così esaltante, almeno per chi crede nel nostro Paese e nei valori fondamentali che lo reggono.

Non entrerò nel merito di ciò che Lei farà e potrà fare col Suo Governo. Per noi è fondamentale che Lei possa riuscire a risollevare il nostro Paese dal baratro in cui era caduto, restituendo fiducia e speranza – che sembravano smarrite – a tante cittadine e cittadini e soprattutto ai giovani.

Questo sarebbe già molto, soprattutto se si realizzasse in concreto quel richiamo al rigore (in cui noi leggiamo non solo e non tanto sacrifici, quanto serietà, dignità e correttezza) ed alla equità (in cui ravvisiamo un forte connotato di socialità e solidarietà) a cui Lei si è più volte riferito fin dal primo momento del conferimento dell’incarico da parte del Presidente della Repubblica.

Ma debbo dirLe con franchezza che la nostra Associazione si aspetta ancora di più dal Suo Governo: il Paese ha bisogno non solo di risolvere una grave crisi economica, ma anche di uscire da una profonda crisi etica e di valori.

In questi anni, il richiamo alla Costituzione ed ai suoi principi è risultato troppo spesso sbiadito; altrettanto spesso il ricordo delle origini della nostra democrazia è stato negletto e deformato, al punto che talora è sembrato che quella carica ideale che animò i Combattenti per la libertà e costituì lo spirito di fondo di tutta l’Assemblea costituente, fosse affievolita e perfino esposta a gravi pericoli. Il risultato peggiore di questa situazione è stata l’affermazione di una serie di cosiddetti valori, in realtà inesistenti, e di una fortissima carica di antipolitica.

Potrà sembrare paradossale che proprio da un Governo di “tecnici” ci si possa aspettare non solo la riaffermazione dei valori fondanti del nostro sistema costituzionale, ma addirittura il rilancio della “buona politica”, con conseguente avvio al progressivo ricupero della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e di un rinnovato sistema politico. Ma in realtà, il paradosso non esiste perché questa attesa trae fondamento proprio dai connotati complessivi del Suo Governo e della Sua stessa persona, che garantiscono la concreta possibilità di quel “riscatto” del nostro Paese, che non può essere solo economico, ma deve essere anche morale ed ideale.

Ecco perché, lasciando a coloro a cui compete ogni valutazione sulle misure che verranno adottate, ho voluto esprimerLe, signor Presidente, questi sentimenti, queste speranze e queste attese, condivise da tutta l’A.N.P.I., che da sempre si impegna, con tutte le sue forze, per il consolidamento e lo sviluppo della democrazia e per l’intransigente difesa dei valori costituzionali di fondo, a partire, ovviamente, dal lavoro, dalla legalità e dalla dignità della persona.

Come vede, Signor Presidente, non c’è nulla di convenzionale e di formale nell’augurio sincero, che Le rivolgo a nome di tutta l’Associazione da me presieduta, di riuscire a realizzare le finalità e gli intenti che hanno ispirato la Sua discesa in campo, in stretta corrispondenza con le reiterate indicazioni e con gli accorati ammonimenti rivolti a tutto il Paese dal Presidente della Repubblica, a cui va – ancora una volta – la gratitudine e la fiducia di tutte le italiane e di tutti gli italiani. Con viva cordialità.”

Roma, 24 Nov. 2011

Carlo Smuraglia


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