interventi pubblici

Intervento al Congresso Provinciale Anpi VA del 6 Febbraio 2011

Care compagne, cari compagni, mi dispiace non poter essere presente a questa nostra importante assise, improvvisamente immobilizzato da un problema relativo alla mia schiena, che mi costringe forzosamente a letto: pertanto me ne scuso, soprattutto con il nostro Presidente Chiesa.

PIU’ FORZA ALL’ANTIFASCISMO, PIU’ FUTURO PER LA DEMOCRAZIA:

titola così il libretto contenente i Documenti per il 15° Congresso Nazionale dell’Anpi.

E mai nesso tra Antifascismo e Democrazia fu declinato in modo così appropriato. Va da sé, e per averne discusso in molte occasioni congressuali alle quali ho partecipato, che io approvi e condivida dunque quei documenti, posti alla base del dibattito congressuale.

Nell’Assemblea Congressuale della sezione di Gallarate, svoltasi il 20 Novembre 2010, che per partecipazione e ricchezza degli interventi, sia degli ospiti che degli iscritti, ha rivelato una notevole ed indubbia propensione all’analisi politica dei fatti contingenti che interessano il Paese, è emersa unanime l’esigenza che si metta fine per sempre al berlusconismo che, dal suo avvento, ha ridotto il Paese nelle condizioni miserevoli che sono sotto gli occhi del mondo intero.

Ma per fare ciò non è sufficiente dichiararne ogni giorno, a piè sospinto, il suo esaurimento, quasi che questo avvenga per auto consunzione: è vero il suo contrario, capace com’è di risorgere da qualsiasi avversità in modo quasi inspiegabile, alimentandosi ghiottamente delle difficoltà altrui. Questo compito, non facile, spetta ai Partiti costituiti in opposizioni democratiche, deputati costituzionalmente alla bisogna: opposizioni che però faticano a ricercare e trovare l’unità di intenti necessaria a perseguire questo obiettivo.

Le loro divisioni, anche interne a talune formazioni, impediscono che i buoni propositi si attuino, favorendo a più riprese l’irriducibile avversario che sa come trarne vantaggio. E’ questa, la cronaca di questi giorni, come vediamo dalle reazioni di proterva sufficienza con le quali la maggioranza governativa ha accolto il diniego del Presidente della Repubblica a firmare un decreto sul federalismo giudicato “irricevibile”.

E’ come acqua che scivola loro addosso, e di cui si liberano presto con una scrollatina, come fanno i cani quando si bagnano… Siamo, compagne e compagni, di fronte a questo: ad un pericoloso gioco che giustamente l’On. Bindi ha definito un golpe, e che rischia nelle settimane a venire di diventare una lunga agonia della democrazia, così come l’abbiamo conosciuta: Eugenio Scalfari non a caso ha recentemente coniato il termine di Democrazia autoritaria che, nonostante sia un ossimoro in sé, descrive perfettamente l’attuale condizione e quella verso cui il Paese rischia di incamminarsi.

E’ qui allora che l’Anpi si qualifica come “coscienza critica” per tutte quelle forze politiche che hanno a cuore il perdurare ed il pieno dispiegarsi della democrazia effettiva: non è da parte nostra arroganza, né presunzione, né tanto meno la certezza di avere la verità in tasca preconfezionata da offrire a chi intende farne buon uso. Ma è certamente il suggerimento alla ragionevolezza, ed all’esigenza di “porre fine alle persistenti, irriducibili e laceranti divisioni presenti nel variegato mondo della sinistra, foriere di impotenza politica, dando finalmente luogo a scelte di unità e collaborazione, richieste in modo sempre più pressante da ampi settori dell’opinione pubblica e innanzitutto da milioni di antifascisti e democratici”.

Così recita un paragrafo del nostro Documento Congressuale che, non si dimentichi, è stato stilato quasi un anno fa, ed è ancora attualissimo, nonostante tutto quello che nel frattempo è accaduto. Ma mi rendo conto che è un’impresa ardua, sapendo in anticipo come l’Inferno sia lastricato da buone intenzioni: che spesso si infrangono con la dura realtà.

E’ allora necessario superare le reciproche diffidenze, i motivi di contrasto che allignano nelle varie realtà politiche cui è affidato il compito di cambiare la situazione data: è uno sforzo indispensabile da compiere e, se proprio volete, accettare il suggerimento che un grande giornalista, molti anni addietro, avanzò con intenti assolutamente opposti, ma validi per quanto ci riguarda.

Montanelli disse che “bisognava turarsi il naso, ma votare Democrazia Cristiana”: era il suo modo per invitare l’ampio mondo dei moderati a fare fronte comune di fronte al “pericolo comunista”. Sappiamo che anni dopo si ravvide parzialmente, ma l’esortazione, se può servire, noi possiamo accoglierla per quel che oggi ci riguarda, invitando tutti i riformisti a buttare giù qualche rospo, per marciare insieme verso l’indispensabile cambiamento.

Siamo ormai all’ “emergenza democratica”. Sappiamo anche come vi sono e vi saranno sempre coloro che tale atteggiamento osteggeranno comunque, al di là anche delle eventuali emergenze di fronte alle quali il Paese dovesse trovarsi: sono coloro che appartengono al secondo millennio, non accorgendosi che siamo già nel terzo, e che le categorie di riferimento tradizionali del movimento operaio sono irrimediabilmente mutate e mutuate da una globalizzazione senza regole.

E che Karl Marx aveva già previsto.

Avanti con la “Nuova stagione dell’Anpi”: così recita uno dei capitoletti del nostro Documento.

Ma che significato dare nel concreto a questa esortazione? Credo significhi soprattutto rinnovamento, ma non solo anagrafico, al quale purtroppo siamo costretti in modo del tutto naturale ed inevitabile: si tratta anche di rinnovamento culturale e politico.

Si tratta di respingere e rifiutare l’idea secondo la quale, per alcuni, l’Anpi debba occuparsi solo di commemorazioni e/o celebrazioni, pure sue attività preminenti, o addirittura di necrologi, confinandone così il suo protagonismo in recinti immobili privi di aspirazioni al futuro. Quasi a fare da “becchino”, e nessuno di noi vuole assumere questo ruolo.

L’Anpi è un’organizzazione soprattutto politica, che fa della Memoria condivisa la leva per suscitare nelle nuove generazioni consapevolezza di sé, delle proprie aspirazioni, del proprio futuro imparando dal passato, da ciò che è stato: e l’impulso che cerchiamo di imprimere loro per la partecipazione alla vita democratica del Paese è condizione necessaria perché il Paese cambi, con idee nuove, con il coraggio di osare strade e percorsi nuovi che lo traggano dalla decadenza verso cui è avviato.

I giovani sono il divenire: noi, più attempati, dovremmo essere la struttura portante sulla quale essi possono e devono contare.

E per fare solo un esempio, nessuno può chiedere all’Anpi di tacere sul problema dell’acqua, bene supremo di ogni essere umano, che non può da nessuno essere privatizzato: altri esempi possono farsi, ma ruberei altro tempo.

Per finire, consentitemi una riflessione sulla Libertà, di cui tanto parliamo nei nostri dialoghi, e di cui altri si sono impossessati persino inserendola nel nome di un partito, quasi ne fosse appannaggio esclusivo. Il concetto di Libertà può avere diversi aspetti e/o significati a seconda dell’uso che se ne intende fare, e nel caso del partito di cui prima dicevo, la speculazione è oltremodo manifesta.

Noi intendiamo la Libertà nella legge, ed in grazia della legge vi è Libertà per tutti: altri la intendono come Libertà dalla legge, ed è chiarissimo come siano due concetti contrapposti inconciliabili tra loro.

Noi ci riconosciamo indiscutibilmente nel primo.

La sezione Anpi Gallarate, nelle conclusioni della sua Assemblea Congressuale, ha approvato all’unanimità i Documenti congressuali, rilevandone però la timidezza nei confronti del tema della Pace, e rimette a questo Congresso Provinciale la opportunità di esaltarne con più forza e determinazione i suoi caratteri universali: così come consegno in queste stesse poche righe la mozione presentata ed approvata anch’essa all’unanimità secondo la quale oggi, data la situazione politica contingente, vi sono tutti i presupposti per costituire un “Comitato Nazionale per la difesa della Costituzione e dell’Unità Nazionale”, che veda protagonisti tutti gli attori che si battono per tali principi.

W L’Italia!

W la Resistenza!

 W i Partigiani di ieri, di oggi, di domani!

M. Mascella

Varese 6 Febbraio 2011