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Giornata della Memoria 2011

Oggi, Domenica 30 Gennaio, si è svolta la Celebrazione della Giornata della Memoria 2011, che l’Anpi di Gallarate promuove ormai tutti gli anni fin dall’istituzione della legge relativa, e cioè dal 2000.

Alla cerimonia hanno partecipato alcuni tra i membri dell’Anpi, cittadini ed una delegazione del Comune di Gallarate, composta dagli Assessori Giovanni Roberto Bongini, Gianni Sparacia, Paolo Cazzola, scortata da una pattuglia della Polizia Locale con il Tricolore in asta.

Dopo aver deposto un mazzo di fiori al Sacrario dei Caduti di tutte le guerre, ci si è soffermati davanti il Monumento ai Partigiani e Deportati, sul quale è stata deposta una ciotola floreale.

L’Assessore dr. Paolo Cazzola ha pronunciato un breve ma commosso intervento, ed un saluto ed un augurio nel quale ha auspicato che gli eventi ricordati dalla Giornata della Memoria non abbiano più a ripetersi.

A seguire, il breve discorso pronunciato dal Presidente dell’Anpi Gallarate, che qui si riproduce:

Siamo qui, come tutti gli anni, per una ragione molto semplice, e che attiene ad un dovere preciso:

NON DIMENTICARE.

Questa Giornata, calendarizzata ufficialmente dalla Legge n° 211 del 20 Luglio 2000 per il giorno 27 Gennaio di ogni anno, viene di fatto celebrata nel primo giorno festivo appena successivo a quello previsto, per ovvie ragioni di opportunità.

Questa Giornata serve alla riflessione, per indurre tutti noi a rammentare, a ricordare, a fare esercizio di memoria collettiva intorno alla più grande tragedia che l’Umanità abbia mai subito.

La Legge che prima citavo, nel primo dei suoi due articoli, parla tra l’altro del fine che essa stessa si propone, e cioè di “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

Si usa, nella Legge, il termine Shoah, assolutamente relativo al popolo ebraico, anziché quello più generalista di Olocausto, che in verità comprende tutti coloro che a vario titolo sono stati vittime dell’orrore nazista. A noi sembra il doveroso riconoscimento di una persecuzione e di un accanimento di cui certamente il popolo ebraico fu, più di chiunque altro, ignaro destinatario, almeno nel suo primo manifestarsi, ma certamente non il solo.

Gli Ebrei non furono i primi ad essere perseguitati: prima che nei loro confronti si compisse la scellerata, pianificata, scientifica “soluzione finale” dello sterminio totale, altri subirono l’orrore delle pratiche naziste, come ci è stato raccontato proprio in questi giorni da Paolini con il suo ultimo lavoro, che ha il pregio della divulgazione di massa: “Ausmerzen”, andato in onda su La7.

Ausmerzen significa vite indegne di essere vissute: e cioè disabili, mentali e non, ultimi della Terra. I più deboli ed indifesi tra il genere umano. Su di essi si compirono esercitazioni, sperimentazioni di ogni genere ed altre inenarrabili nefandezze, che nulla avevano a spartire con la scienza. Elaborazioni a tavolino per il più grande progetto scientifico di annientamento umano ai più bassi costi di produzione, e sua attuazione pratica, successivamente, con la messa in moto della mostruosa macchina di morte che mai sia stata inventata nella storia dell’umanità.

Tutto ciò è oggi temporalmente lontano da noi, dalla nostra società, da quei valori comuni che contraddistinguono l’evoluzione positiva dell’insegnamento della Storia; eppure bisogna avere la consapevolezza che non è a priori impossibile il ripetersi delle nefandezze già citate e di cui abbiamo istintivamente repulsione.

In questi giorni, in Uganda, è all’analisi un progetto di legge che prevede la morte per gli omosessuali: lo status dell’Uganda è quello di Repubblica Democratica.

Come vedete, anche se in un Paese lontano da noi non solo geograficamente, questo accade nel terzo millennio da poco iniziato, e non può non farci rabbrividire…

Abbiamo perciò il dovere di non abbassare mai lo sguardo di fronte a qualsiasi episodio che porti in sé il germe spaventoso dell’esclusione, della diversità conclamata, del razzismo dichiarato e da taluni, ancora oggi, elevato al rango di teorizzazione politica, ed inserito nei programmi di eventuali futuri prossimi governi di qualsiasi Paese che voglia dirsi per davvero Democratico.

Abbiamo, noi tutti, il dovere di combattere con le armi della Ragione ogni scellerato disegno che vada in questa direzione: non penso che siano possibili consonanze di alcun tipo con chi propala e sfoggia con incredibile improntitudine atteggiamenti quali quelli che prima accennavo né, ancor peggio, con coloro che sostanzialmente tali atteggiamenti appoggiano o tollerano.

La Memoria è esercizio del presente, e se non si ha conoscenza del passato, non può esservi progetto per il futuro.

E allora ricordiamo ancora una volta, e non stancamente, come a volte ci viene inopportunamente rimproverato, le vittime gallaratesi della follia nazifascista:

VITTORIO ARCONTI delegato sindacale della Ercole Comerio” di Busto A.

GIUSEPPE ROSSI accusato di sabotaggio alla Linea ferroviaria Gallarate – Varese

CLARA PIRANI CARDOSI di origine ebraica

LOTTE FROEHLICH MAZZUCCHELLI di origine ebraica

EGIDIO CHECCHI arrestato a Roma durante la rappresaglia per l’attentato di via Rasella

Insieme a Loro, ricordiamo le decine di milioni di uomini, donne, vecchi, malati, bambini che furono in diversi modi sacrificati sull’altare di una barbarie infinita.

Gallarate, 30 Gennaio 2011

M. Mascella

P.s.: per le foto, si rimanda a flickr