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Commemorazione Angelo Pegoraro 2011

ANGELO PEGORARO

(1926 – 1945)

Tenendo fede ad una tradizione pluriennale mai venuta meno, e che affonda le sue radici nella Resistenza partigiana e nella lotta per la Libertà al nemico nazifascista, anche quest’anno l’ANPI di Gallarate celebra il martirio di un giovane antifascista, barbaramente assassinato il 16 Gennaio del 1945 da una losca pattuglia di repubblichini a caccia di renitenti la leva per il famigerato esercito della RSI, in obbedienza all’altrettanto famigerato “Bando del Duce” emesso dallo stesso capo del fascismo, nelle intenzioni di impoverire le fila della Resistenza che sempre più numerose minacciavano il potere del regime già agonizzante.

In ossequio a quel sacrificio,

DOMENICA 16 GENNAIO 2011 ALLE ORE 11.00

gli Antifascisti ed i democratici tutti si raccoglieranno intorno al cippo che ricorda l’evento e rinnova silenziosamente i valori di Libertà, Pace e Democrazia che sono alla base della convivenza civile, disciplinati ed esaltati nella Carta Costituzionale, alla cui nascita anche il sacrificio di ANGELO PEGORARO contribuì nella forma più alta.

L’orazione ufficiale sarà pronunciata da Gaia Angelo, una giovane iscritta all’Associazione e membro del Direttivo (Comitato di Sezione) dell’ANPI Gallarate.

E come tutti gli anni, durante la cerimonia, verrà deposto un omaggio floreale a cura dell’ANPI di Gallarate.

La cerimonia si svolgerà in via Pegoraro 51, nei pressi della Chiesa di Cascinetta.

Gallarate, 11 Gennaio 2011

M. Mascella

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Qui di seguito riproponiamo il discorso commemorativo ufficiale pronunciato da Gaia Angelo per conto dell’Anpi Gallarate, del cui Direttivo la stessa è membro effettivo:

“Oggi siamo tutti qui riuniti per commemorare Angelo Pegoraro, un giovane antifascista ucciso all’età di diciannove anni, perché colpevole di aver gridato a tutti con le parole e con i fatti la sua voglia di libertà.

Era il 16 gennaio del 1945, Angelo stava andando a trovare la madre che viveva proprio qui, in questa abitazione. Venne intercettato dai fascisti della locale brigata nera e la sua vita venne barbaramente interrotta.

Oggi quindi è un giorno importante ma voglio rivolgere a tutti voi un invito: dopo aver deposto questa corona floreale ed essere tornati nelle nostre case non rimettiamo in un cassetto il ricordo di Angelo per andare a riprenderlo l’anno prossimo.

Il nostro oggi non è un atto dovuto, non siamo noi che stiamo facendo qualcosa per Angelo, è Angelo che ha fatto e continua tutti i giorni a fare qualcosa per noi: ci ha dimostrato cosa voglia dire lottare e non arrendersi mai, ci ha dimostrato cosa voglia dire cercare la verità e per essa morire e ce lo dimostra ogni volta che leggiamo la sua storia.

Stiamo attraversando anni difficili è vero, per noi giovani incertezza e disorientamento sono oramai pane quotidiano.

Il lavoro  non c’è e se c’è è eternamente precario, le Università sono sempre meno efficienti e sempre più lontane dal mondo del lavoro, c’è la voglia di rendersi autonomi dai propri genitori ma mancano le possibilità economiche.

Il paese arranca ma siamo sicuri che stiamo facendo tutto ciò che possiamo per cercare la verità e per essa combattere?

Vedo tanti giovani impegnati e determinati ma ne vedo altrettanti che stanno assistendo passivamente ed egoisticamente al degrado di questo paese.

Angelo non si è arreso, mai, neanche davanti al regime, neanche sul punto di morire.

Il modo più degno di commemorare Falco, questo il suo nome di battaglia, è continuare a imparare dalla sua vita e da essa prenderne esempio.

Insistere sulla Resistenza oggi non è nostalgia!

Quando dico orgogliosamente a tanti miei coetanei che faccio parte dell’Anpi prima mi chiedono cosa  sia, poi sorridono.

Ma cosa c’è da sorridere chiedo? Silenzio.

Resistenza è speranza, è domani.

Non rappresenta solo il passato, la resistenza è l’unica opportunità di futuro che ci resta. Non a caso sono al futuro i verbi di quasi tutti gli inni proletari e di tante canzoni partigiane. Arroganza del potere e rassegnazione dell’opposizione sono l’uno la conseguenza dell’altro.

Cancellare o dimenticare la Resistenza significa affermare o accettare che il mondo non cambierà mai, che il potere starà sempre nelle stesse mani, che noi non possiamo fare altro che adattarci e rassegnarci a tirare avanti, ciascuno come può, uno contro l’altro.

La società può e deve essere migliore. Dobbiamo riappropriarci di uguaglianza e giustizia, di quell’uguaglianza e di quella giustizia che hanno sottratto a molti nell’interesse di pochi.

Oggi dobbiamo combattere tutti insieme proprio come fecero Angelo e i suoi compagni, perché loro hanno dato la vita per la nostra libertà ed è nostro dovere rimanere liberi.”

Gaia Angelo

Gallarate, 16 Gennaio 2011