interventi pubblici

Iniziativa pubblica su difesa e rilancio Costituzione – Assoc. E. Curiel – Busto A.

Il mio, più che un intervento, con il quale nulla potrei aggiungere data l’autorevolezza del Relatore Prof. Angiolini, vuole essere il saluto non formale del Comitato Provinciale dell’ANPI Varese, che qui ho l’onore e l’onere di rappresentare.

Il tema in discussione è certamente tra quelli che oggi sono al centro delle cronache quotidiane, come se la Costituzione fosse un argomento che può subire i desiderata o, peggio, le mode del momento: per noi dell’ANPI, rubando un dogma caro alla Chiesa, la Costituzione semplicemente E’.

E ciò, come detto più volte fino alla noia, non significa stabilirne la sua immutabilità nei secoli dei secoli…

Ma quello che accade da quando il Paese si è consegnato a questa maggioranza di governo, dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti: non passa giorno che non si provi ad attaccare la Costituzione in mille modi, producendo leggi e/o regolamenti attuativi, che il più delle volte sono incostituzionali, e che talvolta sfuggono alle maglie della Corte Costituzionale, oberata com’è dall’analisi di un numero sempre più grande di casi che le vengono sottoposti.

E’ il lungo stillicidio che ha come obiettivo lo svuotamento della Carta, la sua continua messa in discussione, e le dichiarazioni recenti del Presidente del Consiglio non lasciano adito a dubbi di sorta: si vuole cambiare la natura della Costituzione, e con essa la forma repubblicana e parlamentare cui diede luogo con la Lotta di Liberazione.

Perché quando si afferma con reiterata protervia che si ha il bisogno di concentrare poteri più forti nelle mani di un solo uomo, si afferma il desiderio di smantellare l’architettura repubblicana che fino ad oggi conosciamo.

L’Anpi, ben conscia di tutto ciò, da sempre vigila su quanto accade, denunciando e manifestando quando necessario, tutto il proprio sdegno e la fondata preoccupazione per il disegno reazionario che si sta realizzando, ad immagine e somiglianza del famigerato piano di rinascita di Licio Gelli e della sua ancor più famigerata Loggia P2.Abbiamo proposto fin dal 2008 l’introduzione nella Scuola italiana dello studio della Costituzione come disciplina a sé stante, con un proprio monte ore e valutazione specifica: dopo una prima apertura, si è di fatto affossato il progetto, assegnando alla buona volontà dei singoli docenti, come semplice esortazione, la sperimentazione di nuove forme d’insegnamento della Costituzione, all’interno delle discipline già note.

Abbiamo accolto e sostenuto con entusiasmo la recente proposta (fatta propria anche dal Presidente Scalfaro) dei presidenti emeriti della Corte costituzionale Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky circa l’opportunità di integrare la Festa Nazionale del 2 giugno con un riferimento esplicito alla Costituzione, così da ridefinirla come Festa della Repubblica e della Costituzione.

Tutto ciò (e molto altro che ora vi risparmio) a ridefinire strategicamente l’importanza di questa Carta Costituzionale che non è solo, ancora oggi, una delle migliori e più avanzate del mondo occidentale ma, a dispetto dei suoi detrattori, storicamente giovanissima, e senza rughe che non siano quelle che si vogliono vedere per interessi di parte e sempre protesi a volgerne i dettami a proprio ed esclusivo vantaggio.

 L’Anpi e la Costituzione sono contigue: lo sono per natura, per origini, per vocazione, per la Storia che le ha entrambe viste inseparabili protagoniste e compagne di viaggio, insieme alla CGIL qui autorevolmente rappresentata.

Lo stesso nuovo corso della nostra Associazione è sintomatico delle tensioni che sottendono la vita sociale e politica del Paese, sotto l’egida della Costituzione: quando parliamo di “Una Nuova Stagione dell’Anpi”, parliamo anche della necessità ineludibile di difenderla dagli attacchi subdoli che anche in questi giorni si sferrano, chiamando riforme ciò che invece è restaurazione, regresso di decenni dalle conquiste democratiche dei lavoratori in mille e mille battaglie.

A chi voglia iscriversi all’Anpi non chiediamo appartenenze politiche particolari, quasi a suggello di provenienze storiche da partiti che, peraltro, oggi non esistono più: chiediamo semplicemente di riconoscersi nella democrazia e nell’Antifascismo, come valori fondanti della nostra civile convivenza: ma fermo restando che l’Antifascismo  è il presupposto politico della Costituzione.

Per finire: quest’anno la Festa Nazionale della Resistenza si svolgerà ad Ancona, dal 24 al 27 giugno, e sarà improntata proprio sul nesso inscindibile che vi è tra la Resistenza ed il suo prodotto, la Costituzione Repubblicana che, riprendendo a memoria alcune frasi di Piero Calamandrei, sarebbe cosa morta se non fosse vissuta, interpretata e soprattutto applicata nei suoi dettami: e nostro esclusivo compito è appunto quello di difenderla a qualsiasi costo insieme a tutti coloro che con noi ne condividono lo spirito e le finalità.

Il motto che segnerà questa edizione della Festa Nazionale della Resistenza è semplicemente:

“Italiani, di Costituzione…”

M. Mascella

per l’ANPI Provinciale

Busto A., 27 Maggio 2010

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