comunicati regionali

Scomparsa Raffaele De Grada

È morto a Milano all’età di 94 anni Raffaele De Grada, ex partigiano, parlamentare comunista e critico d’arte.

Con la sua scomparsa la cultura italiana perde uno degli ultimi protagonisti di una stagione ricca e e tormentata.

De Grada è stato, infatti, uno degli animatori di “Corrente”, esemplare movimento artistico d’avanguardia fondato a Milano dal Ernesto Treccani in posizione di fronda rispetto al regime mussoliniano e alla cultura ufficiale in linea con le direttive fasciste. Raffaelino De Grada (diminutivo che lo distingue dal padre, noto pittore del Novecento italiano) nasce a Zurigo nel 1916.

Rientrata in Italia la famiglia, De Grada inizia gli studi a San Gimignano, proseguendoli poi a Firenze e a Milano, dove si laurea nel ’39, allievo di Antonio Banfi e Matteo Marangoni. Dal ’35 pubblica saggi e scritti d’arte sulle principali riviste del tempo. Arrestato per attività politica contro il regime nel ’38 e nel ’43, mobilitato in Sicilia nel 1941, dopo l’8 settembre ’43 organizza con Pajetta e Curiel il “Fronte della gioventù”, prima in Lombardia poi in Toscana, dove assume il comando militare della Brigata partigiana del Fronte per la liberazione di Firenze.

Commentatore politico e dirigente Rai, è la prima voce di Radio Milano dopo la Liberazione il 27 aprile 1945. Dirige il Giornale Radio del Nord Italia sino al 1949, è nominato consigliere di amministrazione della Rai e svolge per anni il ruolo di critico d’arte alla radio.

Dal ’49 al ’51 è a Parigi, segretario italiano del Comitato mondiale dei partigiani della Pace, ed è tra i primi firmatari dell’appello di Stoccolma contro la bomba atomica.

Eletto al consiglio comunale di Milano dal ’46 nelle liste del Partito comunista, lascia l’incarico nel ’59, allorché viene eletto deputato al Parlamento italiano.

Dal ’65 all’86 è titolare della cattedra di Storia dell’arte all’Accademia di Brera. Dal ’71 al ’76 dirige l’Accademia e la Pinacoteca comunale di Ravenna.

Dal 1989 al 2000 dirige l’Accademia di Arte e restauro “Aldo Galli” di Como.

De Grada ha collaborato con importanti testate nazionali e ha scritto per le pagine del “Corriere della Sera”.

Ha scritto saggi fondamentali nella storia dell’arte moderna, tra cui Boccioni, l’Ottocento italiano, Boldini, i Macchiaioli.s.p.

L’Anpi di Gallarate si unisce al cordoglio di quanti hanno conosciuto De Grada ed il suo impegno politico, civile ed artistico, tutti esercitati al massimo livello e con una costanza che non è mai venuta meno, così come la sua indefettibile coerenza.

 Gallarate, 02 Ottobre 2010