verbali e relazioni congressuali

Documenti Assemblea Congressuale 2010

Si è conclusa l’Assemblea Annuale della sezione Anpi Gallarate “Attilio Colombo”. I lavori, aperti dalla relazione del Presidente di Sezione, sono proseguiti con gli interventi dei compagni Gatti, Foglia, Rizzi, Cinzia Colombo, Rabacchin e Maran, e conclusi dall’intervento del Presidente Provinciale Angelo Chiesa. E’ stato quindi approvato il bilancio consuntivo 2009 e, su proposta del compagno Rizzi, inserita nel Comitato di sezione la giovane Elisa Aresi: proposta accolta all’unanimità dall’Assemblea.

Tutti gli interventi hanno toccato temi importanti e legati all’attività precipua dell’Anpi: libertà, democrazia, costituzione, lavoro, diritti, giovani, immigrazione. A quest’ultimo proposito sono state espresse contrarietà e/o perplessità e/o favore rispetto allo sciopero degli immigrati del 1° Marzo p.v.: entrambe le posizioni diversamente articolate con differenti valutazioni.

La composizione del nuovo Direttivo è quindi rimasta sostanzialmente invariata, con il solo inserimento di Elisa Aresi: l’elenco completo è visibile alla stringa

http://www.anpigallarate.it/index.php/chi-siamo/41-organigramma/75-organigramma.html

Gallarate, 21 Febbraio 2010

M. Mascella

di seguito, e per conoscenza, si trascrive la Relazione del Presidente all’Assemblea:

ASSEMBLEA  ANNUALE  ANPI  GALLARATE

21 FEBBRAIO 2010

Care compagne e compagni,è passato giusto un anno dalla nostra ultima Assemblea e, a dire il vero, lo scenario nazionale che allora descrivevo non è cambiato granché, anzi, per molti versi, è peggiorato: e le ultime vicende relative alla Protezione Civile, in riferimento ai suoi organi dirigenti, ne sono una conferma assai grave.

Possiamo affermare senza tema di smentita che il Paese è allo sbando: lo è nelle sue strutture fondamentali, lo è in quello scarso senso dello Stato che serpeggia ormai evidente in alcuni suoi gangli importanti, lo è nella propensione di questo governo a trasformare il Paese in una grande S.p.A. al servizio di interessi privati, ignorando deliberatamente il bene comune ed anzi innestando su di esso ogni sorta di speculazione volta ad arricchire pochi a discapito di molti.

Lo è, ancora una volta, per quella questione morale che già 25 anni orsono Enrico Berlinguer, inascoltato interprete delle pulsioni sociali e politiche di allora, rese pubbliche in sua famosa intervista rilasciata ad Eugenio Scalfari.

Se il quadro esposto in maniera sintetica è questo, l’Anpi a buona ragione rivendica il diritto di commentare i fatti ed i misfatti che quotidianamente immiseriscono la vita politica e sociale del Paese, determinando sempre più pericolosamente un latente stato di assuefazione ad ogni sorta di nefandezze che rischiano di diventare la norma delle relazioni tra cittadini, e tra cittadini e Stato.

Il ricorso ormai quotidiano all’uso improprio della decretazione d’urgenza, del voto di fiducia, delle leggi ad personam ammantate dalla necessità di rimediare a presunte carenze legislative del nostro ordinamento giuridico, impoveriscono pericolosamente la democrazia, ne minano alle fondamenta la sua credibilità presso una parte dei cittadini, nel nome di un’efficienza falsa e frutto di astuta propaganda.

E minare la democrazia, senza esplicitarlo ma nella sostanza trasformandola in “democrazia autoritaria”, significa aggredire la Costituzione Italiana, svuotandola di quei contenuti fondamentali di cui è portatrice: primo fra tutti, appunto, la democrazia.

Che non è parola vana, ma densa di significati anche storici, quando ricordiamo che è nata dalla Lotta di Liberazione alla quale la Resistenza ha dato il massimo contributo, in atti, azioni, e vittime che qui dobbiamo sempre rammentare.

L’Anpi, dunque, come coscienza critica del Paese, a sottolineare l’esistenza di un’altra grande parte di cittadini che non accettano supinamente l’affermarsi di un modo “aziendale” di governare una Nazione, uno Stato, una comunità, e che non intendono rimanere affacciati, spettatori inerti, sui balconi della Storia, e che si riconoscono invece nelle opzioni e nelle iniziative che la nostra Associazione, di volta in volta, decide di assumere.

Come è il caso del grande moto di sdegno che coinvolse l’anno scorso tutti i cittadini e Partiti democratici intorno al DDL 1360, che nelle intenzioni degli estensori avrebbe parificato resistenti antifascisti e repubblichini oppressori ed alleati del nazismo in un comune riconoscimento, e che fu pertanto ritirato sull’onda di una generale indignazione.

O come quello più recente che ha riguardato l’intenzione di un Sindaco di provincia (il Comune di Pecorara, in Emilia Romagna) di cancellare una piazza della cittadina intitolata al 25 Aprile: anche in questo caso l’indignazione generale suscitata ha prodotto il ritiro del provvedimento.

E ci siamo occupati, come Anpi, della libertà di stampa, partecipando ad una grande manifestazione indetta dalla FNSI a Roma il 19 settembre, ed abbiamo promosso e gestito direttamente una grande manifestazione contro il razzismo tenutasi a Mirano (VE) il 12 Dicembre, in concomitanza con la commemorazione delle vittime della strage di piazza Fontana, nella ricorrenza del suo 40° anniversario.

Anche l’Anpi di Gallarate, nel suo piccolo, ha fatto la sua parte, suscitando consensi alle sue attività anche più larghi dell’indotto relativo ai suoi iscritti: è il caso dell’iniziativa tenutasi l’anno scorso, il 6 Aprile, intorno agli scioperi del ’44, e che tristemente coincise con il sisma Abruzzese: a questo proposito voglio rammentare come la sensibilità dei nostri iscritti si concretizzò stanziando a favore della ricostruzione 200 €, che furono devoluti all’Istituzione che ci parve allora la più titolata istituzionalmente alla gestione dei fondi: la Protezione Civile.

Ho richiesto la restituzione della somma con una lettera aperta che ha trovato giusta eco negli organi di stampa locali. Ogni commento è superfluo.

Recentemente abbiamo degnamente celebrato la Giornata della Memoria in collaborazione soprattutto con gli Istituti scolastici cittadini, promuovendo all’interno dell’evento una toccante testimonianza diretta di Domenico Polimeni sui fatti di Cefalonia, ed ottenendo tra l’altro la partecipazione di un autorevole membro dell’Aned di Milano, la Prof.ssa Giovanna Massariello, e quella altrettanto autorevole del Prof. Laforgia.

Ma per non dilungarmi oltre e rubare la vostra pazienza, devo accennare ai temi dell’o.d.g. di cui al punto 1:

  • Esame e discussione indicazioni Conferenza Nazionale di Organizzazione svoltasi a Chianciano nei giorni 26-27-28 Giugno 2009: “Una Nuova Stagione dell’ANPI”.

Tre i documenti prodotti dalla Conferenza:

  • Sviluppo e diffusione;
  • Organi e strutture;
  • Comunicazione.

Le personali impressioni di chi ha partecipato ai lavori non possono che essere lusinghiere, per l’alto livello dei contenuti di tutti gli interventi che si sono succeduti nella Conferenza.Notevole la presenza e la partecipazione attiva dei giovani, ed in particolar modo delle donne, molto determinate a non apparire, nè essere relegate, quali “terreno di riserva”, bensì come parte paritaria dell’Anpi in tutte le sue articolazioni.

Fortissimo il richiamo alla coesione antifascista ed alla necessità di contrastare con tutti i mezzi democratici a disposizione dell’Organizzazione non solo i rigurgiti fascisti, ormai diffusi in tutta Europa, ma anche il dilagare di una “cultura” di destra che, forte dei recenti risultati elettorali, tende ad egemonizzare la vita culturale e politica del Paese e dell’Europa tutta.

E’ stata rilevata come ineludibile ormai la necessità di costituire in tutte le 21 Regioni del Paese i Comitati Regionali dell’Anpi, con proprie ed autonome capacità organizzative e politiche, nonchè di spesa, condizione questa ritenuta indifferibile e qualificante; e, laddove possibile e/o necessario, i coordinamenti territoriali di sezioni geograficamente vicine.

Tali indicazioni, che per ovvie ragioni sono costretto a sintetizzare, sono proiettate tutte, tra l’altro, ad un unico obiettivo: la necessità imperante del rinnovamento della nostra Associazione, che è nei fatti, non ultimo quello anagrafico, come tutti possono capire.

La nuova stagione dell’Anpi si concretizza in una diversa e maggiore “apertura” a tutti coloro che, non essendo stati partigiani, lo sono nello spirito che contraddistingue la nostra organizzazione, da sempre schierata al fianco dei più deboli, ed oggi al fianco di coloro che sono senza diritti riconosciuti, vedi i “migranti”, troppo spesso ridotti in condizioni di schiavitù vera e propria: il tutto in una eclatante rimozione dei principi e valori espressi chiaramente nella Carta Costituzionale che si vuole modificare.

A cominciare dall’Art. 1 che, rammento, così recita:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

La nuova stagione dell’Anpi è anche e soprattutto un fatto culturale: un modo nuovo di affrontare le sfide a venire che possono essere affidate solo e soltanto ad energie fresche, e pertanto l’apertura ai giovani è condizione essenziale perché ciò avvenga: è questo, un richiamo esplicito che si coglie nel documento “Sviluppo e diffusione”.

E l’Anpi di Gallarate, con il suo ultimo Direttivo, ha deliberato, ad esempio, di affidare ai giovani l’intera gestione del prossimo 25 Aprile, individuando in uno dei giovani l’oratore ufficiale della manifestazione, Alessio Mazza.

A questo proposito, è bene che tutti i compagni e le compagne si impegnino operativamente per la riuscita del 25 Aprile che, ricordo, è senza dubbio il momento “clou” di tutte le iniziative che l’Anpi di volta in volta assume: affidare ai giovani la gestione dell’evento non vuol dire che debbano sbrigarsela da soli…

Così come è necessario reperire i fondi indispensabili alla realizzazione del progetto che il Direttivo ha approvato nella sua ultima seduta: non si tratta di grosse somme, pur tuttavia è bene interessarsene per tempo, chiedendo la collaborazione di chiunque (Partiti, Associazioni, singoli individui) voglia parteciparvi concretamente con un proprio contributo.

La parte dei documenti relativa alla comunicazione incentra la sua attenzione verso la necessità di costruire una “rete” informatica tra tutte le sezioni Anpi del Paese, attraverso lo scambio continuo di informazioni tra le diverse realtà: e si esortano perciò le sezioni che ancora non l’abbiano fatto, ad attrezzarsi in tal senso, nei limiti delle possibilità di ciascuna.

In queste modalità rientra anche l’uso di Facebook, dove l’Anpi Nazionale (e già da tempo l’Anpi di Gallarate) è presente con una propria pagina. Da questa “rete”, ad esempio, emerge in questi giorni una discussione ed una richiesta che via via assume caratteri quasi plebiscitari: si chiede con forza l’abolizione della Legge relativa alla “Giornata del Ricordo”, sempre più visibilmente utilizzata in chiave di propaganda per distorcere i fatti legati all’esodo giuliano-dalmata e distorcere le verità storiche ormai ampiamente accertate, e tutto in funzione di una malcelata volontà di rivalsa nei confronti di una storiografia colpevole di aver raccontato degli orrori nazifascisti, obliando (secondo questa interessata interpretazione) gli episodi legati alle Foibe.

Credo di avere abusato della vostra attenzione e quindi concludo auspicando il vostro contributo nella discussione ed in eventuali proposte operative che vorrete avanzare.

M. Mascella

Gallarate, 21 Febbraio 2010