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Giornata della Memoria 2010

DOMENICA  24  GENNAIO  2010

ALLE ORE  11.00

PRESSO IL CIMITERO MONUMENTALE 

L’ A.N.P.I.  

Commemorerà il sacrificio di quanti furono deportati e sterminati dalla furia nazista deponendo una corona di fiori sul Monumento alla Resistenza e sul cippo che ricorda i militari di tutte le Armi deceduti nei campi di concentramento. 

L’ ANPI di Gallarate, sez. “Attilio Colombo”, nell’ambito delle celebrazioni della “Giornata della Memoria”, previste dalla legge  211 del 20 Luglio 2000, ha organizzato in collaborazione con:

le Scuole cittadine

l’Associazione Nazionale Ex Deportati politici (Aned)

Circolo Unione Arnatese Cooperativa Sociale (Cuac)

l’Associazione Italia – Israele

e con il patrocinio del Comune di Gallarate, un

Convegno sul tema:

“La Stella e i Triangoli”

al quale parteciperanno

Dott. Enzo Laforgia (coordinatore dell’Istituto varesino per la storia dell’Italia contemporanea e del movimento di liberazione): “Internati politici, civili e militari italiani”;

Prof.ssa Giovanna Massariello Merzagora  (Univ. Verona – Rappr. Aned Milano e membro Comitato internazionale di Ravensbrück ): “La Deportazione femminile”; 

Renzo Maran (V. Pres. Anpi Gallarate): “Testimonianze di militari italiani dopo l’8  Settembre”

A seguire i 7 Grani Band in Concerto: “Neve diventeremo”

Il Convegno si terrà

il 23 GENNAIO 2010

presso il Teatro delle Arti

(h. 8.15- 13.00)

Le Associazioni, i Partiti, le Istituzioni cittadine, le Scuole ed i cittadini tutti sono invitati a partecipare.

Il Presidente ANPI Gallarate

M. Mascella

Gallarate, 19 Gennaio 2010

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Trascriviamo il testo del discorso pronunciato dalla giovanissima Elisa Aresi in rappresentanza dell’ANPI nel giorno della Celebrazione al Cimitero Maggiore di Gallarate:

Il 27 gennaio verrà celebrata la Giornata della Memoria, e nell’approssimarsi di tale ricorrenza  ricordiamo le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali imposte dal regime nazista: non solo ebrei, ma anche oppositori politici, militari, zingari, gente comune e tutti quanti si opposero con ogni mezzo e con ogni possibilità al regime nazionalsocialista.

Olocausto è l’orrore da non dimenticare,una parola carica di odio, nei confronti di moltissime persone innocenti, il loro solo errore è stato quello di ribellarsi contro il male imposto dal regime nazista di Hitler.

I primi perseguitati furono gli ebrei; al di la delle motivazioni politiche che portarono a questi orrori vorrei soffermarmi sulle ideologie dettate da ovvie ragioni politiche che scaturirono l’odio verso queste persone innocenti.Il cuore dell’ideologia nazionalsocialista era il concetto di razza.

La teoria nazista ipotizzò la superiorità della razza ariana come “razza dominante” su tutte le altre e in particolare sulla ‘razza ebraica’. Il concetto di razza è l’essenza della dottrina scientifica nazista: per il nazionalsocialismo una nazione è la più alta espressione della razza, quindi una grande nazione è la creazione di una grande razza.

Venne cosi decisa la totale eliminazione fisica degli ebrei e successivamente di molta altra gente comune: disabili, omosessuali, zingari, slavi e oppositori politici solo perchè considerati “diversi”.

Tale soluzione venne trovata nel corso della Conferenza di Wannsee del gennaio 1942, dove, di fatto si decise la sorte del popolo ebraico (e di altre minoranze) e che diede avvio, dalla metà del 1942, alla fase più brutale dell’Olocausto. Per quella data ad Auschwitz era stato reso pienamente operativo ed efficiente il grande complesso di sterminio di Birkenau.

La scoperta del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa dimostrò come la voglia di supremazia e la crudeltà del regime nazista di Hitler prevalsero sulla dignità dell’essere umano.

Basti pensare che in totale furono deportate solo ad Auschwitz più di 1 milione e 300 mila persone; dati sicuramente molto tristi che fanno riflettere sul male perpetrato dai gerarchi di Hitler, ma ancora più triste è il fatto che ancora oggi alcune persone negano l’Olocausto e ciò che è accaduto nei campi di concentramento nazisti.

Il Giorno della Memoria non è solo una giornata dedicata al ricordo di chi ha perso la vita nei campi di concentramento in nome di una falsa ideologia, ma anche per una profonda riflessione affinchè attraverso il sacrificio di queste persone non si ripetano più questi orrori ed errori.

Noi tutti dobbiamo avere quella coscienza civile necessaria a contrastare ogni manifestazione di razzismo e antisemitismo ancor oggi presenti e diffusi in Italia come nell’Europa intera perchè tutti siamo uguali senza alcuna distinzione di sesso o di razza.

Quello che succede oggi in Calabria a Rosarno è solo un piccolo episodio che comprende l’Italia intera. La cultura della diversità da difendere ad ogni costo, la cultura della differenziazione è ancora una volta mezzo di persuasione per distogliere dai reali problemi nazionali.

E’ necessario soprattutto il coinvolgimento delle nuove generazioni affinché vi sia in futuro l’impegno nella trasmissione della memoria e dei valori di libertà, giustizia, pace e democrazia.

E’ stato confermato scienticamente che il concetto di razza applicato alla persona umana non esiste e viene ragionevolmente sostituito con etnie o popolazioni, eppure ancora oggi assistiamo a diverse forme di razzismo: quando sentiamo parlare ad esempio di razza slava o  gli ormai noti episodi di intolleranza accaduti contro gli immigrati di Rosarno.

Attraverso la conoscenza della storia noi dobbiamo superare queste forme di intolleranza, perchè quando arriva la conoscenza arriva anche la Memoria.

L’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia svolge tra l’altro questa funzione,  in modo istituzionale e senza preconcetti di sorta: è probabilmente uno dei motivi per cui i giovani vi adericono  con convinzione, assicurando così quella continuità ai valori etici e morali di cui è portatrice, che si disperderebbero in una società distratta da ben altre sirene ingannatrici, come ad esempio talune trasmissioni televisive o il miraggio di facili e mirabolanti carriere, appannaggio esclusivo dei potenti di turno.

Memoria, dunque: Memoria per ieri, per oggi, per domani. Perché chi non ha Memoria, non ha futuro.

Elisa Aresi

Giornata della Memoria

Gallarate, 24 Gennaio 2010