verbali e relazioni congressuali

Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Anpi – CHIANCIANO 26 – 27 – 28 GIUGNO 2009

Care compagne, cari compagni,

la tre giorni di fine giugno che ha visto le massime strutture dell’Anpi riunite per discutere sulla Organizzazione dell’Associazione in tutte le sue articolazioni territoriali, da quelle nazionali e regionali fino alle sezioni, è diventata in verità, nel corso del suo svolgimento, per la ricchezza, quantità e qualità degli interventi che si sono succeduti, quasi una parentesi precongressuale come prologo ad un ancor più ampio ed approfondito dibattito che certamente ci vedrà tutti partecipi in vista del prossimo Congresso dell’Associazione.

Dei duecento partecipanti alla Conferenza, ben novanta hanno preso la parola, ed altri cinquanta interventi si sono registrati nelle tre Commissioni di lavoro istituite all’apertura dei lavori, dopo le Relazioni del Pres. Naz.le Raimondo Ricci e del Segretario Naz.le Luciano Guerzoni (quest’ultima particolarmente corposa).

1.     Commissione Organi e strutture (Pres. R.Ricci – Rel. Marcello Basso);

2.     Commissione Sviluppo (Pres. Manfredo Manfredi – Rel. Ivano Artioli);

3.     Commissione Comunicazione (Pres. Gianfranco Maris –  Rel. Andrea Liparoto).

Tali Commissioni hanno prodotto poi tre rispettivi documenti che, posti alla votazione dell’Assemblea, ed emendati in pochi aspetti non fondamentali, sono stati approvati tutti quasi all’unanimità: ed invito chi ne avesse voglia a leggerli sul sito dell’Anpi Nazionale, riprodotti integralmente, giacché farne una sintesi equivarrebbe ad un loro impoverimento.E’ infatti impresa assai ardua sintetizzare in poche righe quanto scaturito complessivamente dalla Conferenza tant’è che, nel brevissimo rendiconto che ne ho fatto sul sito dell’Anpi Gallarate, ne auspicavo la pubblicazione degli Atti da parte del Nazionale ove ciò fosse stato previsto.

Io qui devo per forza di cose limitarmi ad alcune informazioni di carattere generale ed a qualche considerazione del tutto personale che ho tratto dall’esperienza fatta.Intanto, come si è inteso dalla relazione di Ricci e come si è costretti a  constatare ogni giorno, siamo ormai quasi in emergenza democratica: direi anzi in regime di democrazia autoritaria, ed è stato facile profeta Ricci, se persino la Federazione Nazionale Stampa Italiana oggi proclama manifestazioni a carattere nazionale in difesa della libertà di stampa e non solo.

Quella del 19, sospesa perché purtroppo sovrastata dai tragici avvenimenti di Kabul, è riproposta per il prossimo Sabato 3 Ottobre, con le stesse modalità.Dopo un lusinghiero cenno al nuovo Presidente americano, Barak Obama,  la cui politica sembra tagliare decisamente con un fosco passato antidemocratico del proprio Paese,  apparendo intenzionato a condurre e vincere battaglie determinanti non solo per il futuro degli Stati Uniti, ma per l’intero pianeta, il Presidente Ricci si è soffermato sullo stato dell’Associazione, presente in 85 delle 110 province italiane, con caratteristiche di densità differenti tra loro per ovvie ragioni, ma che dimostrano la vitalità e le potenziali possibilità di espansione se si sapranno cogliere le opportunità che di volta in volta si presenteranno.

Come la recente vittoriosa battaglia nazionale per il ritiro del famigerato ddl 1360 che equiparava di fatto partigiani e traditori repubblichini, vittime e carnefici, in una generale e ben architettata confusione memorialistica: l’Anpi ne è stata protagonista in tutte le sedi, ricevendo autorevoli riconoscimenti per l’azione promossa.

Ed in questo operare, Ricci coglie come il gap generazionale tra vecchi associati e nuove leve si sia drasticamente ridotto, confluendo tutti nel valore comune che è proprio dell’Anpi: l’Antifascismo, valore in sé che ne contiene altri, tutti raccolti nella Carta Costituzionale, oggi più che mai baluardo contro la nuova barbarie.

Ciò che costituisce anche motivo d’orgoglio dell’appartenenza all’Anpi e soddisfazione per gli ampi riconoscimenti alla sua attività che le vengono dalle massime cariche dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Senato, da quello della Camera; e dalle Istituzioni democratiche come la CGIL di Guglielmo Epifani, e dal PD di Dario Franceschini ed altre ancora: saluti ed auguri di buon lavoro pervenuti alla Conferenza e tutti riprodotti in un opuscolo a parte, appositamente dedicato, distribuito ai partecipanti alla Conferenza stessa.

Nella lunga relazione del Segretario Guerzoni che si può leggere (come d’altronde quella di Ricci) nella sua interezza sul sito dell’Anpi Nazionale, è esposta una panoramica puntuale dello stato generale dell’Associazione, ma con un forte ed appassionato richiamo all’esigenza non più rinviabile di pervenire al più presto ad una compiuta anagrafe nazionale degli iscritti a partire dal prossimo tesseramento del 2010.

Questo punto è assolutamente indifferibile per la conoscenza esatta delle potenzialità dell’Associazione che, con i dati riferiti al 2007, conta 101.000 iscritti distribuiti in 85 province su 110, ripartendone l’80% al Nord ed il restante 20% al Centro e al Sud.

In questo quadro le donne rappresentano ben il 23% , con una forte volontà espressa durante la Conferenza di non voler essere semplice testimonianza, ma concreta componente protagonista e capace di assumere identità e forza proprie. Ciò che già il 18 Maggio hanno dimostrato con la loro “Conferenza Nazionale delle Donne dell’Anpi”, tenutasi a Roma, il cui documento conclusivo Chianciano ha fatto suo.Per il futuro l’Anpi ambisce ad organizzare 150.000 iscritti, possibilmente già con il prossimo Congresso Nazionale: impresa ardua ma non impossibile, a giudicare dalle continue, nuove adesioni che si registrano alla nostra Associazione, libera da qualsiasi condizionamento che non sia quello che ci vede legati alla Costituzione ed ai suoi pregressi, che sono l’Antifascismo, la Resistenza, la Lotta di Liberazione Nazionale da cui scaturirono le necessarie intese tra forze politiche spesso assai diverse ma che seppero trovare alti momenti di interessi comuni per il bene del Paese. Congresso Nazionale la cui scadenza statutaria fissata al giugno 2011, che qualche Conferenza provinciale e regionale, in considerazione delle prossime elezioni regionali, chiede di anticipare al 2010: su questa materia è titolare il Comitato Nazionale, al quale la Conferenza affida il suggerimento, tenendo conto dei tempi necessari per allestire il Congresso, non inferiori ai 6 – 8 mesi.

In conseguenza delle relazioni del Ricci, del Guerzoni, di quelle delle tre Commissioni, e dei numerosissimi interventi di quanti hanno preso la parola, ne ho ricavato alcune valutazioni di carattere generale:

·       L’Anpi gode di buona salute perché dimostra di sapersi rinnovare, prova ne sia la presenza attiva nella stessa Conferenza di un numero notevole di giovani antifascisti dialetticamente molto agguerriti ed intenzionati a farsi valere;

·       La percezione del ruolo che oggi l’Anpi svolge nella società civile e tra le forze politiche alle quali si rivolge, come motore e spinta ad una sempre maggiore attenzione non solo alle tradizionali materie d’interesse che l’Associazione ha sempre privilegiato, ma a quelle in particolare emergenti e relative alla legalità, al diritto di cittadinanza, conseguenti all’immigrazione ed all’accoglienza, in linea con i principii costituzionali messi a dura prova da leggi inique contestate anche in sede europea;

·       La necessità di contrastare le politiche più retrive che danno luogo, ad esempio, a ronde di non meglio precisata vera natura ed intendimenti, costruendo rapporti di proficua collaborazione coi movimenti resistenziali europei al fine di valorizzarne le esperienze, sollecitandone le Istituzioni; ed all’uopo si deve operare per ottenere una legge europea a tutela dei valori dell’Antifascismo e della memoria storica della Resistenza Europea;

·       Nella stessa logica si propone l’istituzione di una “Giornata della liberazione dal nazismo e dai fascismi”, divenuta urgente per i rigurgiti neonazisti e neofascisti europei;

·       La stessa odierna composizione anagrafica dell’Anpi, insieme alle nuove sfide su diverse tematiche, sono motivo più che sufficiente per dare luogo in concreto a quella “Nuova stagione dell’Anpi” che la Conferenza ha rilevato come fatto in sé ormai acquisito, e che può e deve essere intesa come “Nuova stagione per il Paese”, come nelle conclusioni ha voluto precisare il Presidente Nazionale Raimondo Ricci.

A questo proposito, ed in conclusione, permettetemi una chiosa.

Non conoscevo Raimondo Ricci e, quando ho avuto modo di vederlo, durante i lavori, ho visto un vecchio di ottantotto anni, che per muoversi aveva la necessità di accompagnarsi ad un bastone e ad un giovane compagno che lo sorreggeva: durante gli interventi sembrava dormisse, e l’immagine non era delle più incoraggianti: vi risparmio i commenti di alcuni che come il sottoscritto, non lo conoscevano.

Ebbene, quando ha preso la parola, alla fine della Conferenza e per trarne le conclusioni, tutti abbiamo capito la straordinaria forza dirompente che proveniva dalle argomentazioni di quest’uomo, che aveva seguito tutti gli interventi, con una lucidità impressionante ed una capacità di analisi e sintesi come poche volte mi è capitato di sentire.

E’ stata una lectio magistralis esemplare, che ho ripreso in video integralmente e pubblicata sul canale di Youtube dell’Anpi Gallarate: chi volesse, può vederla e sentirla, insieme all’intervento del Presidente Regionale Pizzinato.

Bocciata dunque l’idea del “nuovismo” a tutti i costi, quando il rinnovamento non sia veicolo di qualità e fedeltà agli ideali della Resistenza, è assolutamente necessario procedere insieme, vecchi Partigiani e nuove leve, per costruire la “Nuova stagione dell’Anpi”, come ribadito nella Conferenza, con mandato a tutti i Comitati Regionali, Provinciali, alle Sezioni, di darvi corpo e sostanza in vista di quello che tutti ci auguriamo avvenga al più presto: una “Nuova stagione per l’Italia”.

M. Mascella

Gallarate, 26 Settembre 2009

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