interventi pubblici

Intervento pubblico Giornata della Memoria 2009

intervento pubblico per la Giornata della Memoria di Ilaria Mascella

 

Il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa dell’Unione Sovietica entra nel campo di concentramento di Auschwitz e libera i pochi prigionieri rimasti.

Quell’evento fa conoscere al mondo, per la prima volta, l’immensa crudeltà della soluzione finale ideata da Hitler e dagli altri gerarchi nazisti.

Le vittime principali del progetto razziale nazista sono stati gli Ebrei, a seguire zingari, oppositori politici, disabili ed omosessuali.

Gli ebrei furono perseguitati perché accusati della crisi economica europea, rappresentanti assoluti di ogni sfortuna della Grande Germania; gli oppositori politici furono perseguitati per ovvie ragioni; gli zingari, gli omosessuali, perché rappresentavano scelte di vita troppo diverse da quelle della razza eletta; i disabili perché quella razza la compromettevano.

Quello su cui vorrei richiamare una breve riflessione sono però le motivazioni che portarono Hitler al potere, con il popolo al suo fianco, nel comune odio verso gli ebrei.

La Germania era stata umiliata dal trattato di pace per la Prima Guerra Mondiale, ad opera della Francia: disarmo totale; privazione di territori minerari fondamentali per la ricchezza della nazione; ed un debito di guerra di enorme dimensione.

Il popolo tedesco viveva modestamente, la crisi era fortissima negli anni 30, il pane lo si andava a comprare con le carriole piene di monetine; e nell’immaginario comune l’ebreo, banchiere, finanziere, abilissimo gestore di denaro, viveva bene, senza fatiche e sacrifici.

Il gioco per Hitler fu semplice. Preso il potere, fomentare l’odio verso gli ebrei, e poi fomentarlo verso tutti i diversi, raccontando al popolo di essere popolo eletto, razza perfetta, fu semplice e rapido.

Non voglio qui colpevolizzare più di quanto sia stato già fatto l’intero popolo tedesco. Il mio intento è solo quello di far riflettere sulla diversità, e sulle reazioni alla diversità. Oggi, noi, Italiani, ci scontriamo continuamente, più dei nostri padri e dei nostri nonni, con la diversità.

La diversità dell’omosessuale, la diversità delle coppie di fatto, la diversità degli zingari, quella dei clandestini, quella dei clochard.

E ci scontriamo con i diversi punti di vista, e spesso osserviamo l’odio, osserviamo l’identificazione dell’Altro con la causa dei nostri mali, quelli che ci vengono a rubare il lavoro, quelli che non rispettano i valori della famiglia, che sono viziosi…

 Cari amici, il giorno della Memoria non deve essere solo ufficiale commemorazione di qualcosa che è stato e non sarà mai più; questa giornata, come il nome indica, deve far ricordare e mai dimenticare, per non commettere gli stessi errori, per non odiare mai più nessuno.

Eppure nel mondo l’odio è molto, e ben diffuso. Lo vediamo, oggi, nella striscia di Gaza, che ancora colpisce lo stesso popolo che fu vittima del più razionale progetto di eliminazione totale, e vediamo questo popolo ancora nutrire odio, per un altro popolo, colpevole anch’esso di volere un territorio, uno Stato riconosciuto, una casa, una vita normale.

Non voglio entrare nel merito delle colpe, voglio ricordare che ancora oggi c’è odio per l’Altro, e che questo fu, è, e sarà il male maggiore, la causa principale della mancanza di pace.

La diversità cari amici, non è solo un male; è la ricchezza di ogni popolo, la forza del più potente Stato del Mondo, l’America, dove oggi un diverso, uno il cui padre non poteva essere servito al ristorante, presta giuramento e diventa quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Questa è la Nostra speranza: che per tutti la diversità diventi ricchezza, e mai più causa di male.

Ilaria E. Mascella

Gallarate 25 Gennaio 2009

Giornata della Memoria