comunicati nazionali

Monito del Presidente della Repubblica Napolitano

Monito del capo dello Stato dopo le affermazioni di Berlusconi

Il premier: “Non toccheremo i principi fondamentali della Carta”

Napolitano: “Non modificabili le fondamenta della Costituzione”

Berlusconi sulla giustizia: “Basta con pm e giudici che leggono la stessa Repubblica o la stessa Unità. E sì all’assoluzione dell’imputato già in primo grado

ROMA – A due giorni dalle affermazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che parlando di riforma della giustizia aveva annunciato l’intenzione di voler riscrivere la Carta costituzionale, il capo dello Stato Giorgio Napolitano interviene difendendo le basi della Costituzione: “I suoi principi fondamentali sono fuori discussione”, afferma. Le parole di Napolitano conquistano ampi consensi da parte dell’opposizione, mentre il premier precisa: “L’ipotesi di riforma della giustizia riguarda solo principi non fondamentali della Costituzione”. E si dice convinto che il capo dello Stato non si riferisca alle sue dichiarazioni: “No, io non sono toccato per niente. Con Napolitano ho un rapporto tranquillo, conviviale e adesso lo chiamerò per informarlo dei risultati del Consiglio Europeo”.

Il monito del Quirinale. Ricevendo i membri del Fai, Napolitano ribadisce: “Per quanto si discuta su cosa cambiare e cosa no della Costituzione, certamente i princìpi fondamentali sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o di alterarli”.

Il plauso dell’opposizione. Immediata la reazione del Pd alle parole del presidente della Repubblica: “E’ una persona di grande saggezza ed esperienza, la persona giusta al posto giusto, nel momento giusto”, dice il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini. Gli fa eco il capogruppo dei democratici al Senato, Anna Finocchiaro: “Anche oggi il capo dello Stato con parole sagge e equilibrate ha rimesso ordine in un dibattito che, non certamente per causa nostra, si era sviluppato attraverso strappi e dichiarazioni fuori luogo”. Apprezzamento anche da parte di Antonio Di Pietro, per il quale tra i principi immodificabili “c’è l’indipendenza della magistratura”.

La Repubblica

12 Dicembre 2008

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