comunicati provinciali

Contributo ANPI Provinciale VA al Consiglio Nazionale di Novembre 2008

CONSIGLIO NAZIONALE A.N.P.I. –  Cervia 15/16 novembre 2008

Contributo del COMITATO  PROVINCIALE DI VARESE

Care Compagne, Cari Compagni,

riferendoci al Congresso di Chianciano parliamo di un congresso di svolta, che ha gettato le basi per un profondo cambiamento della nostra associazione.

Svolta determinato non solo dalla modifica statutaria che consente l’iscrizione all’ANPI a tutti gli antifascisti, (che, in effetti, è stata una tardiva sanatoria ad una situazione di fatto largamente diffusa), ma anche e soprattutto dalla affermata necessità di definire modi e forme per una presenza più  incisiva dell’ANPI nella politica del Paese.

L’esigenza di cambiare fu imposta anche  dal quadro politico in cui si svolse il Congresso, caratterizzato dalla “ grave crisi economica, politica e morale indotta nel Paese dalla volontà dell’attuale maggioranza parlamentare di destra ……..”. (dal documento conclusivo)

 La sconfitta elettorale della destra, aprile 2006, e la vittoria nel referendum che impedì lo scempio della Costituzione, ci fecero sperare in una nuova stagione di sviluppo democratico. Sappiamo come è andata a finire: la destra ha vinto il confronto elettorale e l’attacco alle regole, ai principi ed ai contenuti della nostra Costituzione sono diventati il tratto distintivo di questo governo.

Assistiamo quotidianamente allo svuotamento di fatto della nostra Costituzione con il continuo attacco ai diritti dei cittadini.

 Niente si salva: l’uguaglianza negata dal riemergere di una ondata xenofoba e razzista. Sotto attacco il diritto allo studio, al  lavoro, alla salute. La magistratura sottoposta a continui attacchi. Il diritto di rappresentanza negato da leggi elettorali inique. I principio di solidarietà, l’unità nazionale, messi in pericolo dal federalismo leghista.Gli organi di informazione ed i giornalisti oggetto di avvertimenti di stampo mafioso. Le Istituzioni irrise dal ghigno del presidente del consiglio e da ministri che non solo non rinnegano il loro passato fascista, ma pretendono di riscrivere la storia e perciò indegni di rappresentare la Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza.

In questo clima rinasce la violenza fascista che si manifesta quotidianamente nelle nostre città e nei nostri paesi.

Ritornano sulla scena inquietanti personaggi, protagonisti di oscure e tragiche vicende,  che ritenevamo definitivamente condannati all’oblio. Non è perciò esagerato affermare che siamo di fronte ad un’emergenza democratica. Questo ci impone di dare piena attuazione alle indicazioni politiche e programmatiche contenute nel documento conclusivo del Congresso di Chianciano.

Dobbiamo quindi domandarci se il nostro agire è stato ed è adeguato all’attuale situazione.

 In molti casi di fronte ad episodi di assoluta gravità la nostra risposta è stata tardiva, poco incisiva  o addirittura assente. Ci si permetta rilevare come il giudizio del Comitato Nazionale sul cattivo esito elettorale, sia arrivato due mesi dopo e ciò ha suscitato sconcerto nelle strutture di base. Oggi, ancora nulla è stato detto sulla drammatica situazione della scuola e sul movimento nato attorno ad essa. Altre prese di posizione ci lasciano fortemente perplessi come l’adesione alla manifestazione del PD del 25 ottobre, mentre nulla è stato detto sull’analogo appuntamento della sinistra di due settimane prima. L’ANPI, a nostro giudizio, avrebbe dovuto cogliere l’importanza della mobilitazione dell’opposizione nel suo complesso e non effettuare scelte che sono in contrasto con la nostra autonomia.  Dobbiamo chiederci se abbiamo reso effettivo il rinnovamento dei nostri quadri dirigenti, se abbiamo dato concretezza all’inserimento dei giovani,   al radicamento sul territorio, all’apertura verso altre istanze sociali. Pensiamo che, nonostante l’impegno, siamo ancora lontani da risultati soddisfacenti. Scriveva Calvino:

“La memoria conta solo se tiene insieme l’impronta del passato e il progetto del futuro, se permette di diventare senza smettere di essere, e di essere senza smettere di diventare”

 Così l’’ANPI deve operare nell’immediato per cancellare l’immagine, spesso percepita all’esterno, di un’associazione “reducista”, ripiegata sulla conservazione della memoria,  per accreditarsi come attore politico nel presente, che fonda la propria azione sulla  difesa e l’attuazione della Costituzione.

Dobbiamo dispiegare una grande iniziativa politica per ricostituire, dentro ed intorno alla nostra associazione, l’unità antifascista che è lo strumento, come fu nella Resistenza, per battere le spinte neofasciste e dare impulso ad un profondo cambiamento della politica italiana.

Il Comitato Regionale della Lombardia ha dato  avvio al cambiamento ed al conseguimento degli obiettivi indicati dal Congresso Nazionale, convocando la XIII Conferenza Associativa Regionale sul tema:  “ Far vivere i valori della Resistenza. Attuare la Costituzione” Per i temi trattati, per l’ampiezza del dibattito, che ha visto impegnate le sezioni della Lombardia per cinque mesi ed ha coinvolto oltre 22000 iscritti, per gli obiettivi individuati, proponiamo che le conclusioni della Conferenza Lombarda siano assunte dal Consiglio Nazionale come base per il rinnovamento della nostra associazione.  Dalla Conferenza, accanto alla capacità di mobilitazione, all’entusiasmo ed allo spirito di sacrificio delle compagne e dei compagni, è emersa l’inadeguatezza della nostra organizzazione a fronte degli impegni che ci attendono. Riteniamo perciò necessario che oltre ai temi politici, alla definizione del ruolo dell’ANPI, questo Consiglio Nazionale dedichi particolare attenzione ai problemi dell’organizzazione.                                                                                     Indichiamo i temi che riteniamo prioritari:

  • Comitati Regionali:

organismi indispensabili non solo per il collegamento con l’istituzione Regionale, ma per l’efficienza della nostra organizzazione. E’ necessario definire statutariamente ruolo e compiti in relazione alle nuove esigenze.

  • Sezioni:

la struttura della sezione è spesso inadeguata ed insufficiente per il radicamento e la rappresentanza  nel territorio. Riteniamo necessario definire statutariamente un livello sovracomunale, dimensionato in base alle esigenze del territorio e/o di organi istituzionali  quali Comunità Montane, Comprensori, ecc.

  • Diffondere  il metodo di lavoro per  “Commissioni” o “Gruppi di Lavoro”, su aree tematiche omogenee, collegati ai diversi livelli.
  • Formazione di anagrafe degli iscritti
  • Istituzione di una rete telematica, indispensabile strumento di comunicazione e collegamento.

     Varese, novembre 2008