interventi pubblici

La sottile linea nera

In collaborazione con l’ Associazione Mazziniana Italiana ( sezione “Giuseppe Tramarollo” di Gallarate) e la “Libreria Carù” di Gallarate, in occasione della presentazione libro

 “La sottile linea nera”

di MIMMO FRANZINELLI

Ediz. 2008 RCS Libri S.p.A., Milano – pagg. 475

Ringraziamenti ai convenuti e convenevoli di rito.

 Abbiamo affidato la presentazione del libro, del poderoso libro dello storico Mimmo Franzinelli, al Dr. Laforgia, che saprà ben illustrarne i contenuti: al sottoscritto, come Presidente dell’ Anpi di Gallarate, preme fare solo alcune brevi riflessioni, e chiedo venia all’ Autore se magari non saranno propriamente in tema con l’argomento della serata.

Mi riferisco al clima socio-politico che in questi ultimi tempi sembra affliggere la nostra comunità nazionale, non ultima quella della nostra provincia. I numerosi episodi di intolleranza che costellano ormai la vita democratica del Paese hanno subito di recente un’impennata, non solo numerica, ma anche qualitativa, come insegnano quelli accaduti a Roma e Napoli che, se non esattamente definibili nella loro matrice, salvo quello della Sapienza che sembra essere di chiara marca neonazifascista, si inseriscono a pieno titolo nel fenomeno crescente dell’intolleranza, del disprezzo, e molto pericolosamente in quello della xenofobia, individuato forse come il nuovo nemico da battere.

Per tacere di quelli accaduti nella nostra provincia, che ha visto recentemente la sede del PdCI oggetto, diciamo così, per ben due volte a breve distanza di tempo delle “attenzioni” vandale di non ancora ben individuati personaggi, ma che nei segni lasciati si riconoscono in modo incontrovertibile nelle ideologie, anche in questo caso,  nazifasciste.  E non è mia intenzione fare inopportuni collegamenti tra questi episodi e la nuova dirigenza politica che governa oggi legittimamente il Paese.

 Sarebbe una forzatura che l’ANPI non vuole certo promuovere né suggerire.Peraltro ci è difficile però comprendere come le dichiarazioni apprezzabilissime del Presidente della Camera sulle leggi razziste del 1938, definite dallo stesso una vergogna, si sposino poi nello stesso giorno con il sostegno dato alla proposta del Sindaco di Roma di intitolare una strada al capo riconosciuto ed ancora oggi osannato dello squadrismo fascista e repubblichino di cui tutti sappiamo: di colui cioè che, collaborando con la rivista fascista “La difesa della razza”, affermava nel 1938, in ossequio alla dominante ideologia nazista,

che ” il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un’imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera”; di colui che, nel  1944, firmava da Ministro di quella sciagurata Repubblica un manifesto in cui si avvertiva minacciosamente che “tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuorilegge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena.”

Il riferimento a tutti coloro che avevano coraggiosamente scelto di combattere per un’altra parte, disertando Salò, è lampante. Di qui la preoccupazione dell’Associazione Partigiani, che ho l’onere e l’onore di rappresentare, e che non dimentica il ruolo avuto da codesto personaggio nella Repubblica di Salò e che perciò permettetemi di dire inquieta non poco.

Non voglio rubare altro tempo, se non per ribadire che l’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia concorre e promuove, come in questo caso, tutte quelle iniziative che vanno nella direzione della ricerca storica seria, non di parte, che può svelare anche verità sepolte, scomode ora per una parte, ora per un’altra: è la vocazione alla Pace della nostra Organizzazione, che a questo proposito è ben titolata a farlo dalla sua storia e dal vissuto di chi ne ha fatto una ragione di vita e, in molti casi ahimè, di rinuncia alla vita stessa per un futuro ove non vi fosse posto per la guerra, ma per una pace duramente conquistata.

4 Giugno 2008

 M. Mascella

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