interventi pubblici

ANTIFASCISTI SEMPRE

ANTIFASCISTI SEMPRE

Iniziative come questa del Partito dei Comunisti Italiani, peraltro non nuovo a queste imprese, e precedute da altre similari anche in un passato recente e coincidente spesso con la Festa della Liberazione, sono oggi non solo opportune per un viaggio nella Memoria, ma necessarie in un clima che si fa sempre più arroventato nelle cronache del presente: non ci meraviglia infatti che da parte di residuati ex-democristiani della peggiore DC poi divenuti militanti della destra più becera si chieda di abolire la Festa Nazionale del 25 Aprile in forza ahimè di risultati elettorali sui quali non voglio entrare, ma dei quali tutti debbono farsi carico per le conseguenze che potranno avere anche sulla Memoria storica del Paese.

E, come se non bastasse, vi è qualche idiota che chiede di sostituirla con il 18 Aprile, con l’intento non so quanto consapevole di dividere anziché unire. Od anche la proposta estemporanea, se non bizzarra, di istituire una Commissione d’inchiesta sui fatti del cosiddetto “Triangolo rosso” all’indomani della Liberazione, dopo oltre sessanta anni, avanzata da chi ha negato quella sui massacri più recenti del G8 a Genova.

Per tacere delle dichiarazioni di Fini che attribuiva alla vittoria elettorale legittimamente auspicata, democratica ma effimera, la valenza di una nuova “liberazione” non so da quale precedente governo totalitarista.

L’ Associazione Nazionale Partigiani d’Italia plaude pertanto a tutto ciò che viene organizzato dalle Istituzioni, pubbliche e private, e che va nella direzione dell’antifascismo militante, non come mera espressione accademica di appartenenze legate solo alla Memoria, ma come vigile , attenta contrapposizione ai nuovi fascismi, non sempre evidenti e facilmente individuabili.In essi è compreso lo strapotere sovranazionale delle concentrazioni bancarie, finanziarie ed economiche che soffocano il dispiegarsi di una reale, diffusa democrazia: sembra che nei fatti non vi sia nessun potere politico in grado di contrastare le manovre di questi grandi gruppi che impongono le loro leggi di mercato (in ossequio ad una interessata e malintesa globalizzazione), in dispregio di qualsivoglia regolamentazione che ne limiti gli effetti sulla vita reale, concreta, delle popolazioni.

E’ nuovo fascismo? A questo libretto, “Antifascisti sempre”,  edito dal Partito dei Comunisti Italiani, l’Anpi dà dunque il benvenuto nella vasta bibliografia antifascista, che però non è mai esaustiva per la ricerca storica: si coglie con grande evidenza quella linea di continuità che dalla Resistenza Partigiana si protrae fino ai giorni nostri con la “Nuova Resistenza” nella quale oggi siamo tutti chiamati a far fronte comune.

Ecco: fronte comune, non diaspora continua ed irrefrenabile che sembra essere prerogativa della Sinistra: vi è necessità invece di una Sinistra diffusa, ampia, la più ampia possibile, che si riconosca all’unisono in pochi, essenziali, strategici concetti e valori condivisi.

Che sono tutti compresi nella Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Lotta di Liberazione, e che non ci stancheremo mai di riaffermare, a rischio di facile retorica: abbiamo già accennato ai tentativi di revisionismo, ma c’è di più. C’è ormai evidente la volontà politica della destra di rimestare la Storia già scritta, e se me lo consentite, scritta con il sangue di coloro che tutti gli anni noi celebriamo: i Partigiani Combattenti e tutti quelli che, pur non raccogliendo le armi, li hanno sostenuti, aiutati in mille modi affinchè sopravvivessero in condizioni di vita difficilissime.

 Voglio allora ricordare che oltre i nomi di Angelo Pegoraro, Attilio Colombo (al quale è dedicata la locale sezione Anpi), Roberto Franceschi, ai quali il libro è dedicato, forse sarebbe stato opportuno citare quello di Vittorio Arconti, comunista, che fu segretario della FGCI, esponente della Commissione Interna della Ercole Comerio di Busto Arsizio, promotore degli scioperi del 44/45, e per questo, per dirla in breve, catturato e poi deportato ed assassinato nei campi di sterminio nazisti; quello di Egidio Checchi, comunista, iscritto al PCI fin dal 1921, che ebbe rapporti con il PCI romano in clandestinità e che fu poi assassinato alle Fosse Ardeatine durante la spregevole retata nazifascista che seguì all’attentato di via Rasella.Potrebbero aggiungersi Luciano Zaro e Giancarlo Praderio, che erano cattolici, ma ugualmente vittime della ferocia fascista. Tra quelli di cui ci è giunta eco.

Ovviamente tali citazioni non vanno intese come un appunto, perché evidentemente corrispondono ad un preciso intento editoriale, comunque pregevole per le intenzioni che vi sono riposte.Mi auguro e vi auguro allora che queste iniziative possano moltiplicarsi, avendo sempre presente la necessità imperativa di ricondurre la Storia sui binari di una giusta rivisitazione, quando se ne ravveda il caso, dei fatti accaduti, e non dimenticando mai che la lotta per la Libertà, a costo della vita stessa, come hanno fatto i Partigiani, non è mai conclusa definitivamente: se ne deve difendere sempre la parte acquisita per conquistarne quella che ancora è incompiuta.

 E per cadere nella retorica, ancora una volta, ma spero non inutilmente,

Qualcuno scrisse qualche anno fa che: “Libertà và cercando, chè sì cara, come sa chi per essa vita rifiuta”

M. Mascella

Gallarate, 23 Aprile 2008

In occasione presentazione libro “Antifascisti sempre” del PdCI di Gallarate

Lascia un commento

I campi con * sono obbligatori